Brasile: un milione in strada. Mondiale calcio a rischio

22 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

RIO DE JANEIRO (WSI) – “Organizzeremo un grande Mondiale”, assicura la Rousseff. E nel suo discorso alla Nazione la presidente brasiliana sottolinea: “Gli stadi non tolgono fondi a sanitÂ… e istruzione. Il governo ascolta ogni protesta ma non tollera la violenza. Combatteremo la corruzione e miglioreremo i servizi”. E stasera di nuovo in campo la Confederations Cup: Italia-Brasile, Giappone-Messico.

a polizia militare brasiliana ha evacuato l’edificio che ospita i ministeri della Cultura e dell’Ambiente, a Brasilia, in seguito alla segnalazione anonima della presenza di una bomba. Sul posto sono giunte squadre di artificieri.

Da due settimane, il Brasile è attraversato da imponenti manifestazioni di massa che hanno infiammato le piazze di tutto il gigante sudamericano.

Gruppi di manifestanti stanno effettuando saccheggi in negozi nella zona ovest di Rio de Janeiro, secondo quanto mostra la Tv GloboNews. Altri manifestanti hanno bloccato l’autostrada ‘Presidente Dutra’, che collega San Paolo con Rio de Janeiro, all’altezza di Guarulhos, vicino l’aeroporto internazionale della capitale paulista.

Intanto la Fifa dà l’ulimatum al governo brasiliano: o è assicurata l’incolumità di squadre e dirigenti, o la Confederations sarà sospesa. Lo sostiene UOL Esporte, uno dei principali siti brasiliani, secondo il quale il messaggio è stato recapitato alla presidente Dilma Roussef. UOL sottolinea che ufficialmente la Fifa nega questo ultimatum. Secondo ‘UOL Esporte’, in particolare, l’ultimatum sarebbe arrivato dopo gli attacchi all’hotel e al pullman della Fifa verificatisi la notte scorsa a Salvador. Nell’occasione, dirigenti della Federazione di Zurigo avrebbero minacciato di fermare il torneo in caso di nuovi problemi per le delegazioni straniere.

La Fifa “appoggia il libero diritto di espressione che consente a qualsiasi persona di protestare. Condanniamo la violenza. E abbiamo totale fiducia nelle autorità brasiliane,con le quali siamo in contatto continuo”. Lo afferma il portavoce Fifa Pekka Odrizola tornando a smentire che si sia pensato a fermare la Confederations. “In nessun momento, la Fifa, il Comitato organizzatore locale o il governo federale hanno pensato di sospendere la Confederations Cup. Siamo in contatto con le squadre, le manteniamo informate e non abbiamo ricevuto nessuna richiesta da parte loro di uscire dal torneo”, ha concluso Odrizola.

La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, ha convocato per oggi un gabinetto di crisi con i ministri più vicini, a seguito delle manifestazioni in tutto il paese.

Le proteste preoccupano il governo brasiliano per l’organizzazione della Giornata mondiale della gioventù, che si terrà dal 23 al 29 luglio prossimi a Rio de Janeiro in occasione della visita di Papa Bergoglio. Lo ha rivelato il segretario alla presidenza, Gilberto Carvalho.

Il Movimento Passe Livre, che ha svolto un ruolo di coordinamento delle recenti manifestazioni di piazza in Brasile, ha annunciato che non convocherà nuove iniziative in segno di protesta per l’aggressione avvenuta ieri di alcuni esponenti del Partito dei lavoratori (Pt, di sinistra) della presidente Rousseff da parte della folla. “Il MPL non convocherà altre manifestazioni. Ci sono stati gravi episodi di ostilità da parte di alcuni manifestanti contro politici che dall’inizio della lotta sono sempre stati al nostro fianco”, ha detto Douglas Beloni, portavoce del movimento che si batte per trasporti pubblici gratuiti in tutto il Brasile.

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“L’ufficio stampa dell’Italia ha diffuso una nota in cui nega le voci secondo le quali la nazionale avrebbe ipotizzato di lasciare la Confederations Cup a causa dell’insicurezza generata dalle proteste nelle strade del Brasile negli ultimi giorni”.

Lo afferma il giornale “Estado” nell’edizione online dedicata al torneo attualmente in svolgimento in Brasile. Secondo il giornale, in un comunicato, “la Federazione (italana, ndr) ha dichiarato di fidarsi totalmente dell’organizzazione della Fifa e non è stata presa in considerazione alcuna ipotesi di lasciare il torneo, definendo ‘sciocca’ qualsiasi speculazione sull’argomento”.

Le famiglie dei calciatori italiani, prosegue l’articolo, non sarebbero nemmeno a Salvador, teatro di attacchi ad automobili della Fifa, ma a Rio de Janeiro.

Secondo le informazioni riportate da “Estado”, giovedì scorso la delegazione italiana avrebbe manifestato alla Fifa preoccupazioni in merito alla sicurezza dei calciatori azzurri, chiedendo garanzie per loro e per i familiari che si trovano in Brasile.
(RaiNews24)

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ROMA (WSI) – “Non abbiamo bisogno del World Cup, abbiamo bisogno di soldi per gli ospedali e per l’istruzione”, recitano alcuni cartelli dei cittadini brasiliani, che continuano a protestare, in quella che si conferma come la manifestazione più grande della storia.

Stando a quanto riporta Reuters, un milione di persone si è riversato infatti nelle strade delle città: non era mai accaduto in precedenza. Brasiliani amanti del calcio, ma fino a un certo punto: gli indignados si sono scagliati infatti nei giorni scorsi sia contro il caro trasporti, che contro le spese assurde per i mondiali di calcio dell’anno prossimo: più di 26 miliardi di dollari.

E non importa che il governo abbia tentato di calmare gli animi, annullando gli aumenti nei costi dei trasporti che erano stati introdotti, e promettendo servizi pubblici migliori. La rabbia del popolo è esplosa, e nelle ultime ore ha colpito diversi centri come Manaus, capitale dell’Amazzonia, e la città a sud del paese, Florianopolis.

“Venti centisimi sono solo l’inizio”, si legge nei cartelli dei manifestanti che si sono riuniti ad Avenida Paulista, tra le avenue principali di San Paolo.Il riferimento è all’annullamento dei costi dei biglietti degli autobus.

La polizia riferisce che l’80% dei manifestanti in Brasilia, dotato di esplosivi fabbricati in casa, è riuscito a entrare nel Ministero degli esteri, prima di essere respinto.

La testimonianza di una attivista: “Per cosa sto protestando? Piuttosto, per cosa non sto protestando! Abbiamo bisogno di una riforma politica, della fine della corruzione, di scuole migliori, di trasporti migliori. Non siamo nella posizione di ospitare il World Cup.”

Mentre sale la tensione è fuga degli investitori: quelli esteri hanno venduto di fatto azioni brasiliane per un valore senza precedenti, pari a $5,6 miliardi, soltanto nel corso di questo mese.