Borse, 4 grafici che parlano più di tante previsioni

13 Marzo 2017, di Daniele Chicca

Che i mercati azionari sono sopravvalutati a livelli record è risaputo, ma ci sono almeno altre quattro condizioni tecniche che dovrebbero fare dormire sonni agitati ai rialzisti di Borsa. Come ha già sottolineato il graficista di Ritholtz Wealth Management Michael Batnick la scorsa settimana, il listino S&P 500 è soltanto l’1,6% distante dai massimi di tutti i tempi, ma un titolo medio di una società quotata sull’indice allargato delle borse americane quota ben il 9,6% sotto i massimi a 52 settimane.

In concreto, mentre l’indice generale è sostenuto da alcuni grossi nomi, un numero significativo di altri gruppi aziendali sono già entrati in una fase di correzione. Lo si vede bene nel grafico qui sotto riportato in cui viene messa a confronto la prova dell’indice S&P 500 con il numero di aziende quotate che scambia sopra la media mobile a 50 giorni. La divergenza è ampia e il momentum si sta spostando.

Il trend appena citato è un ulteriore segnale di quanto siano sopravvalutate le borse statunitensi in questo momento, nonostante le tante incertezze politiche, economiche e monetarie all’orizzonte quest’anno. Un altro fattore da prendere in considerazione è quello dei settori spinti dalle promesse di Donald Trump.

È il caso del comparto dell’acciaio, che in Usa ha violato un livello di supporto cruciale (linea rossa) ed è sceso al di sollo del trading range in cui si trovava da quando Trump ha vinto le elezioni (linea blu). La rotta si è invertita di netto e il settore ha perso slancio.

Restando in tema di gruppi che si muovono in sintonia con le previsioni economiche, perché da queste dipendono le loro attività, vale la pena soffermarsi, dicono gli analisti tecnici di Phoenix Capital Markets, sul grande gruppo produttore di rame Freeport McMoRan. Il titolo non ha ancora bucato al ribasso un livello di supporto, ma ha in ogni modo visto bruciati tutti i guadagni accumulati da quando il candidato Repubblicano si è aggiudicato le elezioni presidenziali di novembre.

Infine, ‘last but not least’, il grafico del credito ad alto rendimento, la cui performance di solito rispecchia quella delle borse americane. Ebbene, l’indice del debito high yield ha preso con decisione la strada dei ribassi.