Borse: indice Fear&Greed su livelli di “massima paura”: è un’opportunità?

20 Luglio 2021, di Alberto Battaglia

Borse: indice Fear&Greed su livelli di “massima paura”: è un’opportunità?

Un indicatore che analizza gli umori delle borse, il CNN Business Fear & Greed Index, ha mostrato come in seguito al calo dei mercati azionari di ieri il sentiment degli investitori sia passato in modalità “paura estrema”.

Era dalla primavera del 2020 che questo indice non scendeva a tale livello, pari a 17 punti su un massimo 100 (che indica, al contrario la massima “avidità”). Il CNN Business Fear & Greed Index, che viene elaborato sulla base di sette indicatori rappresentativi del sentiment del mercato si era rivelato in passato un utile segnale contrarian – ove acquistare nei momenti di massima paura o vendere in quelli di massima avidità si è rivelata una strategia vincente.

In effetti, alcuni strategist pensano che il sell-off di lunedì possa essere un’opportunità:

“Non ci aspettiamo un ritorno alla chiusura completa negli Stati Uniti”, ha dichiarato in una nota Bryce Doty, senior portfolio manager di Sit Fixed Income Associates, “quindi mentre il danno della variante Delta può essere significativo, siamo ancora nel campo del ‘buy-the-dip'”.

Borse, è il momento di avere paura?

Tra i componenti dell’indice CNN che più hanno contribuito ad aggravare il punteggio ci sono la ripresa decisa dell’indice Vix, che indica quanto gli investitori si stiano proteggendo dal rischio volatilità nei successivi 30 giorni, e la domanda di asset “sicuri”. In quest’ultimo aspetto, segnala la Cnn, “azioni e obbligazioni hanno fornito rendimenti simili durante gli ultimi 20 giorni di trading, tuttavia, questo è stato uno dei periodi più deboli per le azioni rispetto alle obbligazioni negli ultimi due anni e indica che gli investitori stanno fuggendo dalle azioni rischiose per muoversi verso la sicurezza delle obbligazioni”.

Fra le varie componenti dell’indice ce n’è anche una che in questo momento si trova, in controtendenza, nell’area “avidità”: si tratta della domanda di junk bond, particolarmente elevata a causa della penuria di rendimenti nel panorama generale dell’obbligazionario.

Nonostante il deterioramento del sentiment, il calo del 19 luglio non ha scalfito il quadro positivo generale per le azioni americane da inizio anno. Il Dow è ancora in crescita di oltre il 10% nel 2021 e si trova sotto del 3% rispetto al suo massimo storico. L’S&P 500 è salito del 13% quest’anno ed è, anche qui, a solo il 3% dal suo record storico.