Borse: FtseMib il peggior indice a febbraio

1 Marzo 2013, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi & Congiuntura: in area Euro lo spread italiano ieri è sceso sotto i 330 pb dopo il buon esito dell’asta di mercoledì. Il commissario agli Affari economici e monetari Rehn si è detto fiducioso che il paese trovi velocemente il modo per proseguire le riforme. Dello stesso avviso si sono detti anche Van Rompuy, presidente del consiglio europeo, e Nowotny membro della Bce. Intanto l’Olanda (dopo anche la Francia), come riportato da Ft, uno dei principali sostenitori del rispetto dei limiti di bilancio, nel 2013 potrebbe non riuscire a rispettare il target di deficit/pil del 3%.

Secondo il Central Planning Bureau il rapporto deficit/Pil nel 2013 si attesterà al 3,3% con una contrazione del Pil dello 0,5%. Difficoltà si stanno riscontrando anche in Slovenia, entrata nell’Euro nel 2007. Il parlamento ha sfiduciato il primo ministro conservatore Jansa, coinvolto in un caso di corruzione, ed al suo posto è stata nominata una esponente del centro-sinistra. Il vice presidente della Bce, Costancio, è tornato sulla necessità di istituire a livello europeo un’entità di “risoluzione” che gestisca quando necessario ed in maniera ordinata le emergenze bancarie.

Dal lato macro l’inflazione tedesca preliminare di febbraio ha registrato un rallentamento sia per il dato nazionale sia armonizzato, quest’ultimo attestatosi all’1,8%, grazie anche al rallentamento del settore alimentare. Oltre le attese le vendite al dettaglio tedesche di gennaio che hanno registrato il rialzo mensile più alto da oltre 6 anni, grazie al calo della disoccupazione ed al miglioramento della fiducia dei consumatori. Negli Usa il focus si sposta sempre più sulla partenza dei tagli automatici alla spesa (sequester) che, in mancanza di un accordo all’ultimo minuto, partiranno formalmente da questa sera.

Ieri il Senato ha respinto sia la proposta repubblicana (che prevedeva di affidare ad Obama il compito di ridefinire il mix dei tagli) sia quella democratica (che contemplava un mix di tagli alla spesa ed aumenti delle tasse).

Oggi Obama incontrerà i leader del congresso per tentare un accordo all’ultimo minuto, ma dopo il citato voto al senato, appare più probabile la partenza effettiva dei tagli che ammontano a 85Mld$ entro settembre. Metà di essi interessano la difesa e circa il 15% riguarda tagli alla spesa sanitaria per la popolazione più anziana (Medicare). Il Fmi ha già anticipato la possibilità di tagliare di circa lo 0,5% le stime del Pil Usa,in caso di partenza del sequester.

Dopo l’annuncio del voto al senato l’impatto sui mercati è stato piuttosto marcato, con un netto calo dei tassi governativi, ritornati sotto all’1,90% sul comparto decennale. Sono passati in secondo piano i dati macro complessivamente migliori delle attese, ad eccezione della revisione migliorativa del Pil del quarto trimestre.

Valute: euro in deprezzamento verso dollaro sulla scia di minori attese d’inflazione in area Euro e della notizia relativa al deficit di bilancio olandese. Stamani il cambio si colloca nuovamente in prossimità dell’area di supporto presso 1,30-1,3050 in attesa di conoscere gli sviluppi in arrivo dagli Usa sul fronte tagli alla spesa automatici. Oggi sono in programma vari dati macro in grado di portare volatilità sul cambio. L’euro è stabile verso yen con il cambio compreso tra la resistenza 122 ed il supporto presso 119,50. Sul fronte macro a gennaio è proseguita la fase di deflazione con i prezzi al consumo generali calati dello 0,3% a/a. Ricordiamo che il nuovo target d’inflazione della BoJ è pari al 2%.

Segnaliamo l’apprezzamento del won sudcoreano verso quasi tutte le valute durante la notte dopo che il surplus commerciale è risultato oltre il doppio delle attese. Sul fronte yuan cinese, il cross verso dollaro si colloca in prossimità dei minimi da inizio febbraio. Questa notte gli indici Pmi manifatturieri hanno evidenziato un rallentamento superiore alle attese di mercato nel mese di febbraio. I dati potrebbero però essere distorti dalla settimana di festività per la celebrazione del nuovo anno lunare.

Commodity: terzo ribasso consecutivo per gli indici sulle materie prime con il GSCI ER calato ai minimi dell’anno sulla scia dell’apprezzamento del dollaro e dei timori sull’economia Usa legati all’imminente “sequester”. Il ribasso maggiore ha interessato i preziosi con l’oro (-1,1%) tornato in prossimità dei 1580$/oncia nonostante l’India, principale consumatore mondiale, si sia astenuta dall’aumentare la tassa sulle importazioni nella legge finanziaria pubblicata ieri.

Segnaliamo che continua la fase di riduzione dell’ammontare di oro detenuto dagli Etf mondiali, guidati dallo SPDR Gold Trust. Giornata negativa anche per il petrolio, con il Brent che stamani si colloca a 111$/barile. In calo anche i metalli industriali, mentre hanno chiuso positivi alcuni agricoli come lo zucchero (+3%), la soia (+1,2%) ed i cereali. Questa mattina le materie prime sono in lieve ribasso dopo il Pmi manifatturiero cinese sotto le attese.

Azionario: giornata poco movimentata in Europa con i listini che riescono a chiudere la seduta in rialzo grazie all’apertura positiva dei listini azionari Usa. All’interno dell’indice Stoxx 600 è il settore health care quello con il maggiore rialzo, mentre chiude in calo quello tecnologico. Con la seduta di ieri si chiude un mese di febbraio che vede interrompersi il rally partito durante l’estate. Dopo otto mesi consecutivi di rialzo, infatti, quasi tutti i principali indice hanno chiuso il mese in negativo; tra le poche eccezioni troviamo l’indice inglese Ftse100 (+1,3%) e quello svizzero SMI (+2,7%), che permettono tra l’altro all’indice Stoxx 600 di chiudere anch’esso il mese in rialzo dell’1%. Il peggiore di tutti è stato il Ftsemib (-8,7%), che ha registrato la performance peggiore da maggio scorso, penalizzato soprattutto nelle ultime sedute dall’impatto negativo delle elezioni.

Negli Usa giornata caratterizzata dall’incertezza in vista della partenza del sequester. I listini dopo aver passato tutta la seduta in positivo, hanno girato in negativo nelle ultime ore di contrattazione dopo la bocciatura al Senato del piano proposto dai democratici per impedire la partenza dei tagli automatici . I settori più penalizzati sono stati quelli finanziari e tecnologici, mentre gli acquisti si sono concentrati su quelli ciclici quali telecom e utilities. Sul fronte emergente, l’indice MSCI EM ha chiuso ieri in rialzo (0,8%) grazie ad un recupero soprattutto dell’area asiatica. In mattinata si sta assistendo ad un andamento misto dei listini asiatici penalizzati dal calo dell’azionario cinese dopo il deludente dato sul PMI Manifatturiero. Da segnalare i nuovo massimo dal 2010 messo a segno dall’indice giapponese Topix (+0,9%).

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

TASSAZIONE SULLE TRANSAZIONI FINANZIARIE – Da oggi, 1marzo 2013, sarà applicata un’imposta che graverà sul valore della transazione di trasferimento della proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi o rappresentativi emessi da società residenti sul territorio nazionale e con capitalizzazione superiore a 500 Mln€ (riferito al mese di novembre 2012). La tassa sulle transazioni finanziarie sarà estesa agli strumenti derivati dal 1 luglio 2013.

ENI – Il presidente e CEO della compagnia petrolifera di stato vietnamita Vietnam Oil and Gas Group (Petrovietnam), Do Van Hau, e l’AD di Eni, Paolo Scaroni, hanno firmato ieri, ad Hanoi, un accordo per la valutazione congiunta del potenziale di risorse non convenzionali nel paese.

FIAT – Società e sindacato hanno avviato la fase finale della trattativa per il rinnovo del contratto. Sergio Marchionne, AD Fiat e Chrysler , ha detto che Fiat preferisce acquistare direttamente da Veba la quota del capitale di Chrysler non in suo possesso, ma non esclude che questa partecipazione venga collocata a Wall Street, indicando un 50-50 in termini di possibilità. Chrysler ha annunciato che investirà 374 Mln$ in quattro impianti nell’Indiana.

LUXOTTICA – Intervistato da Reuters, l’AD Andrea Guerra ha detto che il gruppo nel 2013 si focalizzerà sui mercati del Sudest asiatico e del Sudamerica. Luxottica ha archiviato il 2012 con utili in crescita. Il Cda proporrà il pagamento di una cedola di 0,58€ per azione.

PARMALAT – Il presidente Franco Tatò ha negato che sia allo studio la possibilità di un delisting della società. Anche se, in seguito alla notizia emersa ieri della richiesta da parte della procura di Parma di revoca del Cda e di nomina di un amministratore giudiziario, il mercato ha iniziato a ragionare sulle possibili conseguenti mosse di Lactalis, tra cui l’Opa e il delisting del gruppo di Collecchio.

TELECOM ITALIA – Telecom Argentina, società del gruppo, ha chiuso il 2012 con utile netto di 2,73 Mld di pesos (555 Mln$), in aumento del 7% rispetto al 2011.

TELECOM ITALIA MEDIA – L’operatore di private equity Clessidra e Diego Della Valle, secondo quanto riportato da Reuters, hanno avviato colloqui informali per unire le forze e presentare una nuova offerta d’acquisto per la società. Nel frattempo, però, ieri sera Clessidra avrebbe presentato una nuova offerta autonoma.

UNICREDIT – La banca centrale della Libia non intende cedere la quota detenuta nella banca milanese, anzi potrebbe incrementarla se “c’è un potenziale”. Lo ha detto, in un’intervista a Reuters, Saddek Omar Elkaber, governatore della banca centrale, che possiede il 2,9% di UniCredit.

Lloyds – Il gruppo bancario britannico ha registrato una perdita pari a 1,43 Mld£ nel 2012, dato migliore rispetto ai -2,8 Mld£ registrati nell’anno precedente e inferiore agli 1,45 Mld£ di perdita attesi dal mercato. Sul risultato incidono 1,5 Mld£ di poste straordinarie accantonate per coprire alcune voci legate al settore assicurativo.

RBS – La banca nazionalizzata all’81% ha archiviato il 2012 con perdite quasi triplicate pari a 5,97 Mld£ rispetto ai circa 2 Mld£ riportati l’anno prima. A pesare sul risultato i risarcimenti legati alla vendita di prodotti finanziari a clienti non adeguatamente informati e le multe pagate per il coinvolgimento nello scandalo della manipolazione del tasso Libor.

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