Borse europee miste, accordo Grecia in bilico. Bene Milano

2 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – L’altalena di dichiarazioni e indiscrezioni sulle trattative tra Atene e i creditori alimenta le incertezze sulle Borse europee che, alla vigilia del meeting della Bce, chiudono contrastate. Positivi gli indici dei Paesi “periferici”, con Milano che chiude in rialzo (nel finale il Ftse Mib sale dello 0,60% a 23.576 punti), in rosso Francoforte (-0,9% colpita dalle vendite su auto e farmaceutici) e Parigi (-0,4%).

A meta’ seduta le parole del premier greco Tsipras sul piano di riforme completo presentato ai creditori avevano alimentato le speranze dei mercati, ma il numero uno dell’Eurogruppo Dijsselbloem ha poi spento gli entusiasmi precisando che nessun accordo è imminente. L’ottimismo su Atene ha spinto l’euro/dollaro a sfiorare quota 1,12 per poi indietreggiare a 1,118 (1,0895)

Intanto sul fronte macro è emerso che l’inflazione su base annuale nell’Eurozona a maggio torna in terreno positivo: +0,3% nonostante la forte contrazione dei prezzi dell’energia (-5,0%). Lo rende noto Eurostat, specificando che a maggio 2014 l’inflazione su base annuale era stata indicata a +0,5%, con i prezzi dell’energia fermi (+0,0%).

A Piazza Affari, in luce Telecom (+3%) sulla speculazione di un rafforzamento in vista da parte di Vivendi, bene Saipem (+2,75%) grazie all’avanzamento del progetto Turk Stream e all’apprezzamento del barile di petrolio tornato anche sopra i 61 dollari (+1,1% ora il Wti luglio a 60,89 dollari). In sofferenza Mps (-1,9%) e i titoli delle societa’ piu’ esposte verso il biglietto verde: -1,9% Autogrill, -1,7% Luxottica.

Sul fronte dei cambi, l’euro si è rafforzato a quota 1,1024 dollari e 137,48 yen, mentre il dollaro-yen è pari a 124,71. Il petrolio (wti) guadagna l’1% a 60,80 dollari al barile.

Giornata di forti vendite su tutti i titoli di Stato dell’Eurozona che, questa volta, non riguarda solo i paesi periferici ma anche la ‘core Europe’, Germania in testa. In attesa della stretta finale sulla crisi greca, lo spread BTp-Bund resta infatti poco sopra i livelli di ieri, a 143 punti base, ma il rendimento dei decennali italiani schizza ben oltre la soglia del 2%, al 2,07%, su livelli che non si vedevano da fine 2014.

Anche il rendimento dei Bund è ai massimi da mesi allo 0,63% (ben 15 punti base sopra i livelli di ieri), a fronte di un rendimento che solo a fine dello scorso aprile era inferiore allo 0,1 per cento. Sulla stessa linea dei bond italiani si muove la Spagna con i Bonos che accusano uno spread a 140 punti base e un rendimento del 2,03 per cento.

(mt)