Borsa Milano: vincono i sell, nonostante tassi BTP sotto il 3%

6 Maggio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano sceglie la via dei ribassi, con l’indice Ftse Mib che chiude in prossimità dei minimi della seduta, in calo -0,55% a 21.522 punti circa. Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund -2,79% a 153,07, a fronte di rendimenti decennali -1,52% al 2,99%. Ancora meglio lo spread Bonos-Bund, sceso sotto quota 150 punti, il livello minimo dal luglio 2010.

Il differenziale di rendimento fra il Btp decennale e il bund tedesco vale ora 154 punti base, che rappresenta un nuovo minimo dal maggio 2011, quando l’Italia stava per essere investita dal contagio della crisi iniziata in Grecia. Il rendimento del Btp è sceso fino al 3,02%, nuovo minimo storico dall’introduzione dell’euro nel 1999.

Secondo l’analisi tecnica, il grafico del Ftse Mib si mostra debole: fondamentale sarà riuscire a superare l’area a 22.000; in caso contrario il rischio di ribassi verso nuovi minimi è elevato. LEGGI I LIVELLI DI SUPPORTO.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib sotto pressione le banche, tra cui Mps, Bper, BPM, Banco Popolare, Intesa, Unicredit, Mediobanca, Ubi Banca. Tra i titoli di altri settori bene Buzzi Unicem, Snam e STM.

Focus sempre sulla crisi in Ucraina, che potrebbe continuare ad aumentare l’interesse degli operatori verso l’oro, bene rifugio per eccellenza, che ha testato nelle ultime ore il massimo in tre settimane.

Resi noti i risultati di bilancio della banca svizzera UBS, che nel primo trimestre ha visto gli utili attestarsi a 1,054 miliardi di franchi svizzeri (l’equivalente di $1,2 miliardi), meglio dei 905 milioni di franchi svizzeri attesi dal consensus. L’amministratore delegato Sergio Ermotti ha ammesso che molte sfide, tra cui quelle legate alle tensioni geopolitiche, rimangono, ma che “nonostante tali sfide ci aspettiamo che la nostra divisione di gestione patrimoniale continuerà ad attrarre nuovi flussi”.

Il colosso ha annunciato anche piani per pagare un dividendo speciale agli investitori. Nel corso dell’assemblea prevista domani, gli azionisti potranno votare sulla prpposta di aumentare +67% il dividendo a 0,25 franchi svizzeri per azione per il 2013, rispetto a 0,15 franchi svizzeri dell’anno precedente.

Focus anche sul bilancio del colosso bancario britannico Barclays, che ha riportato utili netti in rialzo +15%, meglio delle attese, ma che ha deluso sul fronte dei risultati della divisione di investment banking. Le quotazioni cedono -4,6%.

In Italia, diffusi i risultati di Snam, che ha visto gli utili del primo trimestre salire oltre +20%. Titolo +1%.

Osservata speciale anche Fiat vira in rosso con -0,93%, in attesa di conoscere il piano che l’AD Sergio Marchionne presenterà a Detroit e che secondo le ultime indiscrezioni dovrebbe aggirarsi attorno ai 30 miliardi di euro.

Seduta in lieve rialzo per i mercati asiatici, dove i volumi di contrattazioni sono stati particolarmente bassi, causa la chiusura delle borse del Giappone, Corea del Sud e Hong Kong. Gli investitori hanno accolto positivamente i dati arrivati dagli Stati Uniti, che hanno segnalato la crescita dell’indice Ism servizi al tasso più alto in otto mesi.

Indice australiano S&P/ASX 200 +0,33%, Shanghai +0,33%. Focus sulla decisione della banca centrale australiana, la Reserve Bank of Australia, di lasciare i tassi di interesse invariati al 2,5%; ma il dollaro australiano è balzato al record in una settimana a $0,9316.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro +0,41% a $1,3931; dollaro/yen -0,54% a JPY 101,58; euro/franco svizzero -0,11% a CHF 1,2164; euro/yen -0,13% a JPY 141,48.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,33% a $99,81 al barile, quotazioni oro -0,11% a $1.307,80.