Borsa Milano su, scende quota BTP in mano straniera

13 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Con uno sprint sul finale la Borsa di Milano riesce a chiudere in rialzo, anche se di poco, mettendo per un momento da parte l’instabilità politica interna e i continui rimproveri che arrivano dall’Europa. Il listino Ftse Mib ha guadagnato lo 0,14%, raggiungendo quota 17.547, punti. Migliori titoli, Mediaset, A2A ed Eni. Maglia nera per Pop Emilia.

I mercati europei non hanno preso una direzione netta e precisa. Francoforte ha chiuso sulla parità, Parigi ha ceduto lo 0,08%, Londra lo 0,34%. Gli investitori aspettano di conoscere l’esito della due giorni della Fed della prossima settimana. Dalla riunione di politica monetaria scaturirà la decisione sul ‘tapering’, vale a dire il rientro dal programma di riacquisto di titoli di stato per stimolare la ripresa.

Dopo l’alert sul deficit lanciato dalla Banca centrale europea, una nuova strigliata è arrivata oggi dal comissario Ue per gli Affari economici Olli Rehn, che ha invitato l’Italia a concentrarsi sulle riforme. Sotto pressione le banche: Mps invariata, Bper -1,93%, BPM -1,69%, Banco Popolare -1,07%, Intesa -1,36%, Unicredit -1,41%, Ubi Banca -1,39%; altri titoli Eni +1,33%, Mediaset +3,24% dopo che Nomura ha rivisto al rialzo il rating a “neutral”, Pirelli +1,23%.

L’attesa a questo punto è per il prossimo mercoledì 18 settembre, quando la Giunta per le elezioni si esprimerà sull’agibilità politica di Silvio Berlusconi. Nel caso in cui ci si dovesse pronunciare per la decadenza, il governo Letta sarebbe a un passo dal baratro. Il problema, come ha ricordato Morgan Stanley giorni fa, è che il ritorno alle urne non risolverebbe affatto la situazione, in quanto con l’attuale legge elettorale si ripresenterebbe la necessità di creare nuovi inciuci tra partiti con divergenze di per sè incolmabili.

L’alta situazione di incertezza è riflessa nella performance dello spread Italia-Spagna, che sfiora i 10 punti dopo essere tornato a essere positivo per la prima volta dal 2012 all’inizio di questa settimana. Al momento spread BTP-Bund a 10 anni +2,28% a 267,16 punti base, con rendimenti decennali +0,9% al 4,55%.

Notizia più confortante è quella sul debito italiano, diminuito a luglio di 2,3 miliardi rispetto al mese precedente risultando pari a 2.072,9 miliardi. Ma il fardello si attesta sempre a livelli record. Inoltre, la quota di titoli di stato italiani in mano straniera scende.

Viene resa noto anche il dato sull’occupazione dell’Eurozona, scesa -1% su base annua.

Intanto dal libro dell’ex membro della Bce Lorenzo Bini Smaghi arriva la rivelazione di come, ai tempi in cui era premier, nel 2011, e prima delle sue dimissioni, Silvio Berlusconi parlò chiaramente dell’ipotesi di uscita dell’Italia dall’euro.

In generale, mercati europei cauti all’indomani del pessimo dato relativo alla produzione industriale e in attesa del meeting della Fed dei prossimi 17-18 settembre, in cui Ben Bernanke e colleghi potrebbero annunciare il tapering, ovvero la riduzione degli acquisti di titoli di stato e bond legati ai mutui che finora si sono tradotti in massicce iniezioni di liquidità all’interno dei mercati.

Indice Stoxx Europe 600 è calato ieri dal massimo in cinque anni, sulla scia dei timori riguardanti la fragile ripresa economica dell’Europa. Il benchmark europeo ha comunque messo a segno un rialzo +1,5% su base settimanale, grazie ai dati migliori provenienti dalla Cina e dagli Stati Uniti e anche per lo smorzarsi delle tensioni geopolitiche, con il presidente americano Barack Obama che ha rimandato la decisione di un attacco militare contro la Siria.

“Gli investitori stanno optando per una pausa di riflessione, sulla scia dei recenti rialzi dell’azionario – ha commentato in una intervista a Bloomberg Matthew Sherwood, responsabile della divisione di ricerca dei mercati presso perpetual Investments, a Sidney – La ripresa economica globale rimane fragile e al di sotto del potenziale, e le stime sugli utili e la crescita sono estremamente ottimistiche”.

Azionario asiatico in calo, con l’indice regionale MSCI Asia Pacific Index che ha interrotto la fase rialzista più lunga di quest’anno, durata 11 giorni. Il benchmark ha guadagnato questa settimana +2,2%.

Ma gli investitori continuano a guardare alla performance dell’indice di forza relativa a 14 giorni, che misura il momentum di trading e che, salito a 67 punti, vicino alla soglia dei 70 punti, indicherebbe come i mercati asiatici versino in una condizione di ipercomprato.

Guardando ai singoli listini, l’indice allargato giapponese Topix ha guadagnato +7,2% dall’inizio del mese, portando i guadagni da inizio anno a +38%, confermandosi il mercato dei paesi avanzati migliori tra quelli monitorati da Bloomberg.

Nella sessione odierna Nikkei +0,12%, Hong Kong -0,40%, indice australiano S%P/ASX 200, Shanghai Composite -0,89%, indice coreano Kospi -0,49%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,08% a $1,3286; dollaro/yen +0,12% a JPY 99,66; euro/franco svizzero +0,06% a CHF 1,2380. Euro/yen +0,06% a JPY 132,43.

Sui mercati delle commodities, i futures petrolio -1,17% a 107,33 dollari al barile; quotazioni oro -1,58% a $1.309,30.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi decennali tedeschi in rialzo questa mattina sulla scia dell’analogo andamento dei tassi dei Treasury con pari scadenza. Gli spread sono sostanzialmente invariati con tasso decennale portoghese ancora sopra al 7%.

Draghi ieri ha ribadito che i rialzi scontati da alcuni tassi di mercato monetario non sono giustificati. Il riferimento sembrerebbe essere soprattutto al rialzo che ha registrato il tasso Eonia annuale atteso fra un anno, che da quando la Bce a luglio ha introdotto le linee guida sui tassi (bassi per un periodo esteso di tempo), è passato da circa 0,25% all’attuale 0,50%, ossia lo stesso livello del tasso di riferimento.

In settimana su questo punto si era espresso anche un altro membro Bce, Hanson che, secondo quanto riportato da Reuters, avrebbe richiamato l’attenzione sul fatto che nell’ultimo meeting sarebbe stata discussa l’ipotesi di una nuova operazione LTRO.

Anche il membro tedesco Bce Asmussen, ha ieri tenuto a ribadire al quotidiano Bild che i tassi non saliranno nel futuro prevedibile. Nel frattempo la Bce ha accolto con favore il via libera a larga maggioranza da parte del Parlamento europeo all’assegnazione all’istituto centrale del ruolo di organismo di sorveglianza delle principali 150 banche dell’area, una nuova funzione attesa iniziare da settembre 2014.

Si tratta di uno dei tasselli del più articolato progetto di unione bancaria più volte richiamato da Draghi.

Negli Usa tasso decennale in rialzo questa mattina dopo l’indiscrezione riportata dal quotidiano Nikkei secondo cui Obama starebbe per ufficializzare la scelta del nuovo presidente Fed, nella persona di Summers che in passato si era espresso con toni non favorevoli in merito alle operazioni di quantitative easing.

Nel frattempo stanno cominciando ad emergere opinioni di alcuni analisti di importanti banche che attribuiscono una maggiore probabilità di partenza della riduzione del piano Fed nella riunione di dicembre piuttosto che in quella del 18 settembre. Oggi il focus sarà soprattutto sui dati sulle vendite al dettaglio di agosto.

Sul fronte emergente, da segnalare il sondaggio di Bloomberg News da cui emerso il maggiore favore degli investitori verso l’aera Euro a fronte invece di maggiore diffidenza verso l’area emergente a partire dall’india, seguita nell’ordine da Brasile, Russia e Cina.

Valute: euro in lieve deprezzamento vs dollaro oggi dopo l’indiscrezione prima riportata sulla possibile nomina di Summers. L’area 1,3350 continua a rappresentare un’importante area di resistenza. Lo yen continua ad oscillare nei confronti delle principali valute all’interno dei trading range dei giorni precedenti.

Verso euro la resistenza si colloca presso 133,50, mentre il supporto più vicino a 131,70; verso dollaro il supporto si trova a 99 e la resistenza a 100,60.

Ieri si è assistito ad un temporaneo apprezzamento della sterlina durante la conferenza stampa del governatore BoE. Carney ha dichiarato che quando inizierà la exit strategy dell’istituto, la banca centrale inizierà con un rialzo dei tassi e successivamente effettuerà la vendita di asset. Ha inoltre aggiunto che la tecnica comunicativa della BoE sta supportando il recupero economico del paese anche se è ancora piuttosto fragile.

L’apprezzamento della sterlina è stato temporaneo, con il cambio verso euro che si è stabilizzato in prossimità dell’area di supporto posta a 0,84. Sul fronte emergente è proseguito l’apprezzamento contenuto del real brasiliano che beneficia del piano di sostegno della banca centrale.

Nel complesso la volatilità sui cambi emergenti è in calo nelle ultime sessioni, in attesa della riunione della FED del 17-18 settembre che potrebbe avere un impatto sui mercati mondiali.

INFORMAZIONI DI STAMPA SUI TITOLI

BRUNELLO CUCINELLI – Il fondatore ed A.D. della società, Brunello Cucinelli, ha ribadito di non aver intenzione di cedere la propria azienda seppure corteggiata da grandi gruppi internazionali.

FIAT – La società, dopo aver annunciato l’intenzione di riaprire il prestito obbligazionario con cedola fissa 6,75% e scadenza ottobre 2019 (emesso il 12 luglio 2013 per 850Mln€), conferma che l’incremento sarà di ammontare nominale pari a 400Mln€ e il prezzo di emissione sarà pari al 101,2% circa, per un rendimento a scadenza del 6,50%. Il regolamento dell’offerta è atteso per 17 settembre 2013. La riapertura del prestito ha ricevuto un’ottima accoglienza e gli ordini sono stati di molto superiori all’importo dell’emissione.

FINMECCANICA – Come già dichiarato in precedenza, la controllata del gruppo Ansaldo Breda, chiederà i danni alle ferrovie olandesi per la cancellazione dell’ordine di sedici treni ad alta velocità (per un valore di 300Mln€ circa). Secondo la società non sussisterebbero le condizioni per tale disdetta.

ENEL GREEN POWER – La società potrà partecipare alle gare di marina, aviazione ed esercito Usa; i contratti complessivi disponibili ammontano a 7Mld$.

GENERALI – Alleanza Toro entrerà a far parte della società il primo gennaio del prossimo anno mentre Fata sarà incorporata a partire da metà 2014.

IMPREGILO – L’assemblea straordinaria della società ha approvato la fusione con Salini che sarà completata entro la fine dell’anno. Inoltre, è stato confermato il piano di dismissioni nel 2013 per un valore complessivo di 150Mln€.

INTESA SANPAOLO – La società ha incassato 104Mln€ di dividendo dalla controllata del gruppo Eurizon Capital.

RCS – Secondo quanto riportato da Milano Finanza, le trattative tra la società il fondo Usa Blackstone per la vendita degli immobili nel centro di Milano potrebbero concludersi in anticipo rispetto alla stima di fine anno.

UNICREDIT – Secondo quanto riportato da Il Mondo, la società avrebbe intenzione nel quarto trimestre di raddoppiare l’erogato dei mutui rispetto al trimestre precedente per poi continuare anche nel 2014.

FIAT – ENI – SNAM – Le società sono state confermate nel Dow Jones Sustainability World Index (indice che raggruppa i titoli di società che si distinguono per risultati eccellenti sotto il profilo economico, sociale e ambientale) per il quinto, settimo e quinto anno consecutivo rispettivamente. L’indice comprende 333 tra i 2.500 titoli internazionali a maggiore capitalizzazione.

DELL – L’assemblea della società ha approvato il buyout da 25Mld$ avanzato dal fondatore ed A.D. del gruppo, Michael Dell, per il delisting del titolo.

TWITTER – La società ha annunciato di aver iniziato le procedure necessarie per il collocamento in Borsa. In precedenza, in occasione di una transazione, il gruppo era stato valutato per un ammontare complessivo di 10Mld$ circa.