Borsa Milano su, lo scenario è rialzista

28 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Borsa Milano in crescita, listino Ftse MIB ha virato nella seconda metà della seduta in terreno positivo, chiudendo +0,60% a quota 20.442 punti.

Sullo sfondo, si riaffacciano i timori di deflazione nell’area euro in vista delle ultime cifre macro sui prezzi al consumo. I prezzi della componente in Europa sono cresciuti dell’1%, la Bce lascerà probabilmente invariati i tassi. In Italia il tasso di disoccupazione è salito al 12,9%, il livello più alto da 16 anni.

Dal punto di vista tecnico, il canale di prezzo del paniere italiano principale viene considerato molto positivo per i trader, dicono alcuni graficisti, perché consente di shortare in caso di rottura dei supporti e viceversa attaccare al rialzo in caso di violazione della prossima resistenza.

Sul mercato dei titoli di stato, Spread tra Btp e Bund decennali -2,97% a 184,20. Il differenziale tra titoli di Stato italiani e tedeschi piatto al 3,47%.

A Milano, tra i singoli nomi, fari puntati su Telecom Italia, +1,23%. L’operatore tlc ha deliberato una serie di raccomandazioni per la nomina del prossimo cda il 16 aprile, tra cui quella che il presidente sia una figura di garanzia, scelto tra i consiglieri indipendenti.

Pirelli vira in negativo con -0,71%. Il gruppo della Bicocca ha siglato un accordo per la cessione del 100% delle attività steelcord di Pirelli a Bekaert per un valore complessivo di circa 255 milioni di euro. Positiva Snam (+0,54% a 4,11 euro) in scia ai conti 2013.

Tra i titoli bancari Mps -0,65%, Bper +1,87%, BPM +4,27%, Banco Popolare +3,61%, Unicredit -1,20%, Ubi Banca +0,32%; tra altri titoli bene Ansaldo +2,55%, Finmeccanica +2,22%, Fiat -0,81%.

Tra i market mover di giornata alle 10 è stato pubblicato il tasso di disoccupazione italiano, salito ai massimi dal 1997. A gennaio 2014 il tasso di disoccupazione registrato nell’Eurozona è rimasto stabile al 12% rispetto sia allo stesso mese del 2013 che allo scorso mese di dicembre.

A febbraio l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,5% nei confronti di febbraio 2013. Sono le stime preliminari. In Europa i prezzi core sono aumentati dell’1%. Secondo Micheal Newson di CMC Markets la Bce manterà i tassi invariati al minimo storico.

Sui mercati asiatici, l’indice giapponese Nikkei ha chiuso in calo dello 0,6% per quella che è stata la terza seduta negativa di fila.

L’indice di riferimento MSCI della regione Asia Pacifico sta per chiudere in positivo febbraio: è il primo mese che succede dallo scorso ottobre. A pesare oggi è l’incertezza sull’andamento della seconda maggiore potenza economica mondiale.

“Gli investitori sono molto preoccupati dall’outlook economico della Cina“, ha commentato interpellato al telefono da Bloomberg Shane Oliver, head of investment strategy presso AMP Capital Investors, gestore di portafogli per un valore complessivo pari a $131 miliardi. “Tutto ciò che contribuisce all’incertezza, che sia la valuta o i tassi dei mercati monetari, crea molto nervosismo”.

Nello spazio di due mesi lo yuan è passato dall’essere ritenuto la valuta più attraente nelle puntate di carry-trade nei mercati emergenti alla divisa peggiore. Questo dopo che la Banca centrale cinese ha iniziato a indebolire il valore della moneta, aumentandone la volatilità.

L’istituto cercherà di raddoppiare la fascia di scambio dello yuan nel prossimo trimestre. Verranno anche allentati i controlli sui tassi di cambio per promuovere un uso più facile della valuta nelle operazioni di scambio e nella finanza mondiale. Il 5 marzo prende il via il Congresso annuale del partito al potere.

Sul valutario, come detto la valuta cinese è caduta vittima di un selloff. Hryvnia: non si arresta la caduta libera. Il cambio euro dollaro in giornata è salito velocemente da 1,3730 a 1,3810 circa lasciandosi quindi alle spalle la resistenza chiave di area 1,3775, lato superiore della fase laterale disegnata dai prezzi dal picco del 18 febbraio. Passate le 17 ora italiana, +0,71% a $1,3806; dollaro/yen -0,04% a JPY 102,07. Euro/franco svizzero -0,12% a CHF 1,2161; euro/yen +0,62% a JPY 140,88.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio +0,04% a $102,63 al barile, oro -0,53% a $1.324,80. Il metallo preziosi si accinge però a chiudere il primo mese di rialzi dallo scorso agosto, sia sull’onda degli ultimi dati Usa sia grazie alla rafforzata domanda provocata da quello che sta accadendo nei paesi emergenti.