Borsa Milano sprint dopo bazooka Draghi. Euro perde supporti e tassi Btp ai minimi

22 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Sulla carta Draghi non ha deluso i mercati, annunciando un piano anti deflazione più massiccio delle previsioni. Bel balzo dell’azionario, scivolone dell’euro in area $1,14, ai livelli più bassi degli ultimi 11 anni, e calo ai minimi storici per i bond governativi. Il petrolio torna a perdere terreno dopo i dati sulle scorte. Attenzione all’indice di volatilità che, molto elevato, espone i mercati a repentini cambi di direzione.

Per scongiurare la deflazione la Bce comprerà titoli di Stato al ritmo di 60 miliardi di euro al mese fino a settembre 2016. Le aspettative sul bazooka monetario parlavano di circa 50 miliardi.

Ai mercati piace la durata potenzialmente ‘infinita’ del maxi piano. La banca centrale ha espresso l’intenzione di proseguire il programma finché la stabilità dei prezzi non verrà raggiunta, anche dopo la data prevista di settembre 2016.

Allo stesso tempo il piano, che potrebbe anche superare i 1.100 miliardi, viene giudicato insufficiente da alcuni. Andrew Sentance, consulente economico senior di PwC, sottolinea che è “pari ad appena il 7% del Pil”. In confronto nel 2009, la Banca d’Inghilterra aveva adottato un programma pari al 20% del prodotto interno lordo nazionale.

Inoltre la condivisione del rischio riguarderà solo il 20% del debito e gli sforzi dei singoli paesi dipenderanno dai contributi forniti in termini di quote di capitale. Detto questo, se tutto andrà come previsto, ossia a meno di sorprese dopo le elezioni generali, la Bce potrà inziare ad acquistare titoli Stato della Grecia a partire da luglio. Per gli altri acquisti si comincia già a marzo.

Le dinamiche dei prezzi al consumo al ribasso e la crescita fiacca dell’economia europea hanno convinto Draghi e la maggioranza del consiglio direttivo ad agire ed espandere il bilancio dell’istituto.

Tra le Borse, l’EuroStoxx 50 guadagna l’1,71% a 3.325,51 punti e il paniere Ftse MIB accelera del 2,44% a 20.469,74 punti. In Italia molto bene le banche, favorite ancora dal decreto di emergenza sulle popolari, sempre in controtendenza Tod’s (-1,64%) e Ferragamo (-0,95%). In testa al listino principale si piazzano Pop Emilia, Mediolanum, Saipem, Unicredit e Buzzi.
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La moneta unica paga dazio sul valutario. L’euro cede l’1,5% circa sul dollaro, attestandosi a $1,1411, sui minimi di 11 anni. Il cambio con il franco franco svizzero accusa una flessione dell’1,13% a 0,9863.

Sui titoli di Stato, i tassi di interesse della periferia sono in forte ribasso. Stando ai dati Traderlink, i rendimenti decennali Btp sono calati al nuovo minimo storico dell’1,55% (-14 punti base). Forti acquisti anche sul Bund e i titoli di Francia e Finlandia. Lo spread tra Btp e Bund scende a 117 punti base di differenza (-6,62%).

Secondo gli schermi di Bloomberg, il tasso di riferimento sui Btp ha toccato l’1,609%, il minimo dal 1993, anno in cui ha iniziato a registrare la serie di dati. Il rendimento spagnolo omologo spagnolo è sceso all’1,47% (-6 punti base) dopo aver testato i minimi dell’1,45%.

Le attese erano talmente alte che se la somma totale del maxi piano di Draghi fosse stata inferiore il mercato sarebbe rimasto probabilmente deluso. Per molti analisti il programma di allentamento monetario è il bazooka che stavano aspettando. Altri hanno però sminuito gli effetti che avrà sull’economia reale. Lo stesso Draghi ha ricordato che il piano da solo non è sufficiente per alimentare la ripresa e scongiurare la deflazione: esso va accompagnato da riforme strutturali nei 19 paesi membri.

Tra le notizie societarie di giornata, Saipem corre dopo le ipotesi di un nuovo progetto per il gasdotto South Stream. Temporaneamente sospesa (+20% teorico) la popolare Etruria e Lazio dopo la riforma delle popolari.
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Tra le materie prime, i futures scambiati a New York tornano a cedere terreno dopo i dati sulle scorte. Il calo è di -1,4% a $47,11. Il Brent fa -0,67% a $48,70. Oro +0,61% a $1.301,70. L’aumento delle scorte settimanali di greggio è stato il più ampio dal 2001.

Tra i listini asiatici bene la Borsa di Tokyo, Nikkei +0,28%. Shanghai +0,63%, Hong Kong +0,62%, Seul piatta con -0,02%, Sidney +0,49%.
(Lna-DaC)