Borsa Milano senza spunti, Btp sfonda al ribasso il 2,3% poi risale

5 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Dopo il rally delle ultime sedute Piazza Affari e le altre principali borse europee tirano il fiato. Sui listini prevalgono le prese di beneficio per monetizzare i robusti guadagni dei giorni scorsi.

A Milano l’indice Ftse Mib ha perso lo 0,11% a 21.395,13 punti dopo un passaggio pomeridiano sopra i livelli di parità. Delude il rapporto occupazionale americano. In agosto sono stati creati meno posti del previsto. Proprio per questo motivo alcuni investitori sperano che la Fed manterrà i tassi al minimo storico più a lungo.

Tra i titoli principali ancora ben impostati i bancari tra i quali spiccano le performance di Banco Popolare e di Bpm. Toniche anche Mediobanca e Intesa Sanpaolom dopo che Citigroup ha migliorato il rating sul titolo da “neutral” a “buy”, inserendolo nella sua focus list Europe. A ridosso della parita’ Unicredit e Bper.

La maglia rosa tra le blu chip va a A2A dopo l’annuncio ieri della salita al 79,5% di Edipower. Prese di beneficio su Eni e Enel che cedono intorno al mezzo punto percentuale. Sulla stessa linea Fiat che si mantiene poco sotto il livello del prezzo di recesso.

Ancora denaro su Mediaset, mentre recupera terreno Saipem. Tra i più penalizzati dalla lettera Exor e Yoox.

Il rendimento del Btp decennale ha sfondato al ribasso quota 2,30% scendo al minimo storico in apertura dei mercati del reddito fisso. Dopo la decisione della Bce ditagliare i tassi continua la corsa agli acquisti dei titoli di Stato dei paesi periferici dell’area euro. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco si restringe a 131 punti e il rendimento del decennale italiano scende al 2,27%, Al monento il redimento è al 2,30%.

Avvio di giornata sotto quota 1,2950 per l’euro nei confronti del dollaro dopo le misure Bce che hanno portato ieri la moneta unica europea a scendere sotto quota 1,30. La valuta europea passa di mano a 1,2938, sui valori di ieri sera in chiusura di giornata, confermandosi sui minimi dei 14 mesi. In questo momento l’euro segna 1,2956.

Gli altri listini Ue deboli: Dax +0,01% , Ftse Londra -0,32%, Cac 40 -0,20%.

Dal punto di vista tecnico l’indice Ftse Mib a quota 20.750 punti ha superato un’importante resistenza statica e in seguito ha beneficiato di una rapida risalita che gli ha permesso di oltrepassare anche l’ostacolo successivo dei 21.360 punti. Ora l’indice è chiamato ad attaccare la soglia dei 21.500, ma a quel punto dovrà fare i conti con un ipercomprato tecnico che potrebbe comportare una successiva fase laterale di consolidamento o addirittura una piccola correzione.

Borse Asia deboli, con l’indice di riferimento per l’area asiatico pacifica MSCI (che esclude il Giappone) in calo dello 0,6%.

Nel mese di agosto l’indice di fiducia dei consumatori francesi è rimasto stabile a 86 punti. Si riducono le preoccupazioni sul mantenimento del posto del lavoro ma peggiora la propensione alla spesa per consumi. Lo comunica l’Insee.

La Borsa di Tokyo termina gli scambi poco sotto la parità (a -0,05%), bruciando i guadagni segnati in avvio di seduta e sostenuti dalle misure straordinarie Bce (taglio dei tassi ai minimi storici dello 0,05% e lancio di un programma di acquisto di Abs) per sostenere l’economia. L’indice Nikkei, malgrado il rialzo del dollaro ai livelli più alti sullo yen da sei anni, alla fine sconta la prudenza dei mercati in vista dell’importante dato sulla occupazione Usa che sarà diffuso in giornata. Borsa Shanghai positiva, + 0,74%, mentre Hong Kong cede lo 0,19%.

Andatura a singhiozzo per le quotazioni dell’oro sui mercati asiatici che si accingono a chiudere la settimana in ribasso. Oggi il lingotto con consegna immediata perde lo 0,2% e viene scambiato a 1263 dollari l’oncia.

Petrolio poco mosso sui mercati dopo il ribasso della vigilia. I contratti sul greggio Wti salgono di 2 centesimi a 94,45 dollari al barile. Arretra il Brent di 9 centesimi a 101,74 dollari al barile.

Chiusura in territorio negativo ieri per la Borsa di Wall Street con il Dow Jones a 17.070 punti (-0,05%) e il Nasdaq a 4.562 punti (-0,22%).

”Un dollaro piu’ forte ci puo’ sostenere un po’ nella crescita”, cos’ Jerome Powell, membro della Fed , in un intervento tenuto ieri sera a New York. Powell ha poi precisato che a suo dire ”negli Usa il livello della domanda aggregata e’ in grado di sostenere le pressioni che potrebbero derivare da un apprezzamento del greenback”.