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Borsa Milano ripiega nel finale, alert Grecia

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MILANO (WSI) – Piazza Affari accelera al ribasso e ripiega nel finale, sulla scia della maggiore volatilità in una sessione caratterizzata da volumi ridotti per via di Wall Street. Nel giorno in cui le contrattazioni degli indici Usa termineranno prima del solito, alle 19 ora italiana, i volumi di scambio sullo S&P 500 sono inferiori del 39% rispetto alla media mobile a 30 giorni.

Gli investitori stanno digerendo una serie di notizie arrivate dal fronte economico. Alle cifre sull’inflazione di novembre della zona euro seguono quelle sulla disoccupazione, scesa per la prima volta in quasi tre anni. Per lo meno il mercato del lavoro dell’area ‘core’ dà segnali di miglioramento.

Ai dati macro fa da contraltare la decisione della Troika di rinunciare alla sua visita ad Atene, prevista per la prossima settimana. Ciò significa, riferisce Reuters, che potrebbe anche saltare il piano di aiuti internazionali entro il 9 dicembre.

I funzionari del ministero ellenico delle Finanze assicurano che sussiste ancora “una possibilità” che gli ispettori e i creditori internazionali che rappresentano Bce, Commissione Ue e Fmi si facciano vivi. “Non abbiamo una data precisa e non ce l’abbiamo mai avuta”, ha detto un funzionario in contatto quotidiano con il ministro e tecnocrate dell’Economia Yannis Stournaras.

L’indice Ftse Mib vira in territorio negativo, e scende sotto la soglia psicologica dei 19.100 punti, segnando una variazione -0,41%. Tra i singoli titoli, Monte Paschi +1,20%, vendute le azioni Mediaset.

DATI MACRO – Nell’area euro l’inflazione è cresciuta a novembre, con l’indice dei prezzi al consumo che ha riportato un incremento dello 0,9% su base annuale e un rialzo mensile dello 0,7%. I dati smorzano le preoccupazioni di chi temeva che la regione stesse scivolando in una fase di deflazione, anche se il target del 2% della Bce è ancora ben lontano. Si tratta ad ogni modo solo della stima flash di Eurostat.

Nel dettaglio il valore di cibo, alcol e tabacco è cresciuto dell’1,6% negli ultimi 12 mesi. I costi energetici sono in ribasso dell’1,1%. I beni non industriali hanno assistito a un aumento dello 0,3%, mentre i servizi dell’1,5%. Prezzi al consumo in Germania risultati superiori alle previsioni.

Sale a un nuovo record la disoccupazione in Italia. Migliorano invece nel complesso i dati sul lavoro francesi, anche se il presidente Francois Hollande non se l’è sentita di usare toni troppo ottimisti, dopo che a luglio di quest’anno aveva annunciato prematuramente la fine della crisi. Parigi, dopo il rallentamento del terzo trimestre del Pil (-0,1%), rischia di capitolare in una seconda fase di recessione.

BTP – Lo spread tra i Btp decennali e i corrispettivi Bund tedeschi +0,49% a 234,81 punti base, a fronte di rendimenti decennali +0,11% al 4,04%.

ALL’INTERNO DEL FTSE MIB – Tra i singoli Mps guadagna l’1,20%, dopo il piano industriale 2013-17 annunciato ieri che vede a fine periodo un utile da 900 milioni di euro.

“La valutazione resta fortemente condizionata dal prossimo aumento di capitale che sarà di entità superiore a quanto ipotizzato nell’ultima nota sulla società e potrebbe determinare una diluizione dell’Eps superiore alle attese qualora il prezzo dovesse scendere ulteriormente dai livelli correnti”, si legge nel Daily report di Icbpi. Tra altri bancari Bper -1,67%, BPM -0,09%, Banco Popolare -1,06%, Ubi Banca -1,36%, Unicredit -0,92%, Intesa -0,17%.

Poco mossa Eni, +0,11%, Fiat invariata. Tra i peggiori Mediaset, che cede -0,94%; giù anche Mediobanca -1,25%; acquisti su Mediolanum +1,72%, vendite su Saipem -3,25% e su Stm -1,19%, molto bene Telecom Italia +4,22%.

MERCATI ASIATICI – La Borsa di Tokyo ha chiuso oggi in rosso prendendosi una pausa dopo la corsa di ieri, ma novembre è stato il miglior undicesimo mese dal 2005. L’indice Nikkei ha registrato un ribasso di 65,25 punti (-0,41%) a quota 15.661,87 punti, dopo lo slancio ai massimi da quasi sei anni di ieri, favorito dall’indebolimento dello yen.

Tra le notizie principali di giornata, si segnala il declassamento dell’Olanda che ha perso la tripla A. Meglio invece, sempre a giudizio di S&P, le prospettive creditizie della Spagna.

Per la prima volta dalla nascita della moneta unica l’inflazione nipponica è stata uguale a quella dell’Unione europea. I dati sui prezzi al consumo offrono al premier Abe una bella iniezione di fiducia.

La produzione industriale giapponese è salita del 4,7% in ottobre rispetto a un anno prima, ovvero dello 0,5% sul mese precedente, meno delle previsioni correnti degli analisti, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4%.

Il dato sull’inflazione segnala che la politica ultra accomodante della banca centrale sta cominciando a dare i suoi frutti e che il Giappone si avvicina al target prefissato del 2% entro il 2015: in novembre l’indice core dei prezzi al consumo in ottobre è salito dello 0,9% rispetto a un anno prima (dopo il più 0,7% di settembre): è il quinto mese consecutivo di rialzi e la maggiore avanzata dal novembre 2008.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,04%, scambia a $1,3609. Ieri, secondo la rilevazione della Bce, l’euro valeva 1,3592 biglietti verdi. Dollaro/yen +0,11% a JPY 102,40; euro/franco svizzero -0,13% a CHF 1,2303, euro/yen +0,16% a JPY 139,36.

Riguardo alle commodities, calo dei futures sul petrolio avanzano +1,52% a $93,70 al barile, quotazioni dell’oro +1,25% a $1.253,30 l’oncia.