Borsa Milano riduce perdite, Fiat -5% per taglio stime. Riprende fuga dalla lira turca

29 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Torna la paura sui mercati emergenti, sell off sulla lira turca e il rand sudafricano; le vendite hanno colpito anche il lev bulgaro. Tutte e tre le valute hanno perso posizione nei confronti del dollaro americano.

Alta tensione, dopo che il SudAfrica è diventato la terza economia emergente, questa settimana, ad aver alzato i tassi, al fine di frenare l’emorragia di capitali dalla sua valuta. Ma il rand è sceso al minimo degli ultimi cinque anni. Tornano smobilizzi anche sulla lira turca, che ha perso fino a -2,4% dopo aver guadagnato oltre +4% dopo il rialzo dei tassi della Banca centrale. Valuta scambiata a 2,2597 verso il dollaro alle ore 17.19.

Il Ftse Mib è scivolato fino a -1,40%, sui minimi di seduta, allontanandosi dalla resistenza a 19.500 punti, valore attorno al quale aveva oscillato nei mesi di ottobre e novembre. Listino ha chiuso poi in calo -0,64%, dimezzando praticamente le perdite. Borsa di Ankara travolta dagli smobilizzi, molti titoli bancari -5%.

Avversione al rialzo dei trader anche in attesa dell’annuncio della Fed atteso per la serata italiana. Le attese sono per una ulteriore riduzione del QE di $10 miliardi.

Spread Btp Bund è risalito nel finale, +1,79% oltre 220 punti base, a fronte di un rendimento decennale +0,27% al 3,85%.

Sul Ftse Mib, banche hanno ridotto le perdite nel finale, invertendo in alcuni casi la rotta e tornando in territorio positivo: Mps invariata, Bper +1,36%, BPM +1,46%, Banco Popolare -1,05%, Intesa -0,61%, Ubi Banca +3,19% Unicredit -0,89%. Altri sell hanno colpito Autogrill -2,09%, tonfo Fiat dopo i conti 2013, -5,70%, il titolo ha poi chiuso in flessione -5% circa. Rally Pirelli nel finale, titolo +7%. Il Financial Times rilancia l’ipotesi di un interesse del fondo di private equity di Goldman Sachs.

Il calo sofferto da Fiat nella seduta odierna è stato il più forte dallo scorso 6 giugno, dopo che il titolo ha guadagnato +53% negli ultimi 12 mesi. Principalmente, il titolo ha scontato l’annuncio sul taglio delle stime relative agli utili di quest’anno.

Di fatto il Lingotto ha reso noto che i profitti si attesteranno nella fascia compresa tra 3,6 miliardi e 4 miliardi di euro, al di sotto delle precedenti previsioni che parlavano di utili tra 4,7 miliardi e 5,2 miliardi. Fiat, inoltre, non pagherà alcun dividendo al fine di “mantenere un livello equilibrato di liquidità”.

L’amministratore delegato del gruppo Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, ha annunciato che entro la fine del 2014 avverrà il completamento del processo di riorganizzazione che darà vita a Fiat Chrysler Automobiles.

Mediaset -3,79%. Telecom Italia ha azzerato quasi del tutto i guadagni, da +2,4% appena +0,37%, dopo rimborso del bond ibrido. Ha ridotto considerevolmente i rialzi anche Luxottica (che faceva +4%), occhio al livello tecnico chiave. Titolo +1,45%.

Chiusura positiva per la Borsa di Tokyo favorita dal mega rialzo dei tassi imposto dalla banca centrale turca per arginare la voragine della lira e placare le tensioni sui mercati. L’indice principale della piazza nipponica ha chiuso con un guadagno del 2,70% a quota 15.383,91 punti.

C’è grande attesa per le decisioni di politica monetaria della Fed, che va verso un ridimensionamento del piano di rilancio dell’economia. La Federal Reserve, secondo quanto prevedono gli analisti finanziari, prepara un nuova stretta, e si avvia a una ulteriore riduzione degli stimoli all’economia nonostante le tensioni sui mercati emergenti.

Le decisioni di politica monetaria saranno annunciate oggi, al termine di una due giorni di riunione, l’ultima con Ben Bernanke alla guida. Il mandato di Bernanke scade il 31 gennaio. A prendere le redini della banca centrale è Janet Yellen, che diverrà ufficialmente il primo presidente donna della Fed il giorno successivo.

La Fed dovrebbe annunciare una riduzione degli acquisti di asset di 10 miliardi di dollari, a 65 miliardi di dollari dagli attuali 75 miliardi di dollari, continuando così la strada intrapresa in dicembre. L’exit strategy dovrebbe tradursi in una fine del programma di allentamento monetario entro l’anno, mentre per i tassi di interesse non sono attese novità fino al 2015.

La Fed si è infatti impegnata a mantenere i tassi bassi fino a che il tasso di disoccupazione non sarà saldamente sotto il 6,5% e si è detta pronta a invertire il trend degli acquisti nel caso in cui ce ne fosse bisogno.

Sugli altri mercati, sul valutario euro -0,09% a $1,3656, dollaro/yen -0,80% a JPY 102,13. Euro/franco svizzero -0,35% a CHF 1,2222. Euro/yen -0,85% a JPY 139,51.

commodities, i Futures sul petrolio -0,47% a $96,65 al barile, oro +1,14% a $1.264,70.