Borsa Milano, più che dimezzati i guadagni. Ftse Mib +0,84%

9 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Acquisti sui mercati azionari europei, dopo il rally monstre della borsa di Tokyo, che ha visto il Nikkei volare +7,7%. L’Europa è salita per il terzo giorno consecutivo, mettendo così a segno la fase di guadagni più lunga da agosto. Subito forti buy a Piazza Affari, con l’indice Ftse Mib scattato con un balzo +2% circa. Ma nel finale sono stati più che dimezzati i guadagni, con il listino di riferimento che ha chiuso con un rialzo di +0,84%, a 22.126,57 punti.

A smorzare l’entusiasmo sono state le incertezze su Wall Street e in particolare i timori su un imminente rialzo dei tassi da parte della Fed, la prossima settimana. Boom dei tassi sui Treasuries a 30 anni, che sono saliti oltre il 3%, al record in sei settimane. A deprimere i mercati, nuovi numeri provenienti dal mercato del lavoro Usa, che hanno aumentato le probabilità di un intervento della Banca centrale americana, a dispetto dell’appello arrivato dalla Banca Mondiale, che ha avvertito sul rischio di panico e turbolenze sui mercati derivante da un rialzo dei tassi a settembre.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, bene i bancari, con Mps +0,74%, Bper +0,19%, BPM +1,57% – che beneficia del giudizio di HSBC, che ha alzato il rating da “hold” a “buy”, BP +0,84%, Intesa Sanpaolo +0,06%. Unicredit +1,58%: anche in questo caso il titolo trae vantaggio dal giudizio di HSBC, che ha rivisto al rialzo la raccomandazione da “neutral” a “buy”.

In generale, sul settore bancario, ha inciso positivamente la notizia relativa alla promozione delle banche italiane da parte della Bce anche se nessuna è riuscita a rientrare nella prima classe. I titoli bancari sono stati quelli che hanno scontato più di tutti la prospettiva di un rialzo dei tassi da parte della Fed, riducendo sensibilmente guadagni, che avevano superato anche +3%.

Focus su Ubi Banca +1,65%, che sarà la prima tra le popolari a trasformarsi in società per azioni.

Rialzi sostenuti per il settore industriale, con Buzzi Unicem +3,41%, Campari +3,03% – con Deutsche Bank che ha alzato il rating da “hold” a “buy” – Eni +1,36% – che sale nonostante Credit Suisse abbia ridotto il target price a 15 euro – FCA +2,71%. Molto male STM con -4,39%, Telecom Italia solida con +2,80% dopo la notizia del rafforzamento della partecipazione, nel suo capitale, da parte dei francesi di Vivendi; Mediaset +1,55%.

Nessun entusiasmo invece su Pirelli e World Duty Free, entrambe interessate da Opa. World Duty Free -0,20%, Pirelli -0,07%.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni -1,05% a 113,72 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali +0,57% all’1,84% e tassi sui Bund +3,30% allo 0,70%.

Mercati asiatici: solidi acquisti anche a Hong Kong +4,10%, Sidney +2,07%, Shanghai +2,29%. Riguardo al “caso Cina”, ha aiutato la notizia secondo cui il governo sarebbe pronto a intervenire per sostenere l’economia attraverso misure di politica fiscale.

Lo stesso Ministero delle Finanze cinese ha diffuso un comunicato in cui si legge che la Cina accelererà sui progetti che prevedono nuove grandi costruzioni, oltre ad attuare una riforma fiscale. Ancora, le autorità avevano già comunicato l’intenzione di rimuovere le tasse sui dividendi per quegli azionisti che detengono i titoli per più di un anno, una manovra, questa, che dovrebbe incoraggiare gli investimenti di lungo periodo.

Tra le materie prime futures sul petrolio -1,28%% a $45,35 al barile. Brent -1,19% a $49,93. Oro -1,02% a $1.109,60, argento -0,64% a $14,66.

Sul valutario, l’euro -0,43% a $1,1155. Dollaro/yen +0,98% a JPY 120,99. Euro/yen +0,55% a JPY 134,96. Euro/sterlina -0,26% a GBP 0,7258. Euro/franco svizzero -0,59% a CHF 1,0906.