Borsa Milano oltre +3%, puntello da ipotesi Letta bis

1 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – La Borsa di Milano chiude in gran rialzo, con guadagni superiori al +3%, mentre lo Stoxx Europe 600 recupera terreno dopo aver sofferto il calo più forte in un mese. Il listino Ftse MIB è avanzato del 3,11% a 17.977,06 punti. In Italia gli investitori guardano alla possibilità di un Letta bis e il Segretario del PdL Angelino Alfano ha lanciato un appello perché il partito voti compatto la fiducia al Governo domani.

Italia comunque sempre in allarme, perché la crisi di governo molto probabilmente si tradurrà in un downgrade sul rating del debito, che potrebbe essere portato a livello “junk”, spazzatura. Le “minacce” sono arrivate già da Standard & Poor’s e Fitch.

Ma oggi gli operatori scommettono sulla possibilità che Letta ottenga i numeri per andare avanti. La vede diversamente Bill Emmott, ex direttore dell’Economist, secondo cui rimandare il voto in Italia non farebbe altro che prolungare la miseria.

Dietrofront dello spread tra BTP e Bund con scadenza a 10 anni; il differenziale cala -6% a 258,50 punti base, a fronte di rendimenti decennali che scendono -3,14% al 4,29%. Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, acquisti su Telecom Italia, che beneficia del “buy” di Goldman estendendo i guadagni di ieri ispirati dall’ipotesi di dimissioni del presidente esecutivo Franco Bernabé, considerato a favore di un aumento di capitale. Autogrill vola con un rialzo dell’8% circa dopo lo scorporo di World duty free (+10,69%). Bancari richiesti con Intesa e Ubi Banca che guadagnano oltre il 6%. Unico titolo in rosso Parmalat.

Manca un giorno alla fiducia che il premier Enrico Letta chiederà al governo; le opzioni per un Letta bis ci sono, e prevedono nuovi inciuci con le colombe del Pdl e i dissidenti del Movimento 5 Stelle. Al Senato il quorum richiesto è quota 161, cioè il quorum compresi i senatori a vita. Ma Silvio Berlusconi chiede il ritorno al voto subito, probabilmente puntando al prossimo 24 novembre.

Se si dovesse tornare alle elezioni, tuttavia, la situazione non cambierebbe: altre alleanze sarebbero necessarie, con l’attuale legge elettorale; ed è questo che innervosisce i mercati e gli operatori di tutto il mondo. La tensione è alle stesse, l’Italia rischia un altro attacco speculativo stile 2011 e l’Europa trema di fronte al rischio di collasso della terza economica europea.

Preoccupazioni a livello globale anche per lo shutdown del governo Usa, scattato alla mezzanotte. Repubblicani e Democratici non sono riusciti a trovare un accordo, e il risultato è che il governo è rimasto senza fondi, nell’impossibilità di operare, con gravi conseguenze economiche e psicologiche sul mondo intero.

Dal fronte macroeconomico, pessimo il dato sulla disoccupazione italiana, balzato ad agosto al 12,2%, al record dal 1977, a fronte di un tasso di disoccupazione giovanile al 40,1%, record anche in questo caso dal 1977. Diffuso il Rapporto del Cnel sul mercato del lavoro, da cui risulta che tra il 2008 e il 2012 i disoccupati ufficiali sono aumentati di oltre un milione di unità ma “l’area della difficoltà occupazionale” registra un aumento di circa 2 milioni di persone. Di fatto,il 2013 si conferma secondo il rapporto “l’anno peggiore della storia dell’economia italiana, dal secondo dopoguerra”.

Reso noto anche l’indice manifatturiero dell’Eurozona, sceso a 51,1 contro i 51,4 di agosto; il Pmi italiano è calato dal 51,3 al 50,8.

Deboli i listini asiatici, che sono riusciti ad arginare l’effetto Usa. Ha inciso positivamente la dichiarazione del premier Shinzo Abe, che ha affermato che il governo aumenterà l’Iva come pianificato: rimosso un elemento di incertezza. Il Giappone aumenterà l’Iva ad aprile all’8% dal 5% attuale.

“I mercati sono saliti dopo che Abe ha mostrato la propria leadership attraverso la decisione sulle tasse, rimuovendo un fattore di incertezza – ha commentato Ayako Sera, strategist di mercati presso Sumitomo Mitsui Trust Bank, a Tokyo – Ma ritengo che la reazione (positiva) non durerà molto, viste le tasse. E un problema maggiore è rappresentato da quanto sta accadendo negli Stati Uniti, con la chiusura del governo”.

Il benchmark asiatico MSCI Asia Pacific Index è salito a settembre +6,4%, portando le valutazioni a 13,5 volte gli utili attesi, contro i 12,7 di agosto, e rispetto ai 15,3 dello S&P 500 e i 14,2 dello Stoxx Europe 600.

Nella sessione odierna, Nikkei +0,20%, Sidney -0,2%, Kospi +0,1%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, Il rapporto euro/yen è sceso di ben 100 punti base a un certo punto nella giornata, mentre l’euro/dollaro ha registrato anche una flessione di quasi 50 punti base. L’euro fa +0,16% a $1,3546; dollaro/yen -0,47% a JPY 97,75; euro/franco svizzero +0,02% a CHF 1,2243; euro/yen -0,32% a JPY 132,41. [ARTICLEIMAGE]

Sul versante delle commodities, i futures petrolio -0,40% a 101,92, oro +0,21% a 1.329,30.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro giornata ieri dai due volti: prima parte caratterizzata da un marcato allargamento degli spread con tassi tedeschi in calo, seconda parte in direzione nettamente opposta. Nel caso dei Btp, lo spread è passato da poco oltre i 280pb ai 265pb in chiusura ossia superiore di circa 2pb rispetto alla chiusura dello scorso venerdì.

Tale andamento si ricollega ad alcuni fattori principali:1) la percezione di possibili spaccature all’interno del Pdl tali da rendere più verosimile l’ipotesi di un Letta bis; 2) il posizionamento complessivo probabilmente ancora sotto-pesato di titoli dell’area periferica da parte dei gestori mondiali, al punto da indurli ad approfittarne in caso di forti rialzi dei tassi.

Non a caso l’andamento sui mercati azionari ha registrato una penalizzazione più forte con l’indice FtseMib in calo di oltre l’1%, in conseguenza probabilmente del fatto che le posizioni dei gestori in questo caso sono probabilmente già in sovrappeso rispetto ai benchmark.

Indicazioni in questa direzione sono arrivate dai sondaggi condotti tra i gestori mondiali da parte ad esempio di BofA-ML, che hanno segnalato nell’ultimo mese un posizionamento in sovrappeso della componente azionaria dell’area Euro.

Altro fattore da tenere in considerazione l’avvicinarsi della riunione della BCE che ad ottobre si terrà a Parigi eccezionalmente il primo mercoledì del mese, in luogo del canonico giovedì. Questa mattina lo spread calcolato con il vecchio benchmark decennale Btp quota sostanzialmente invariato rispetto a ieri ossia intorno ai 265pb.

Lo spread misurato invece con il nuovo Btp benchmark marzo/2024 (che da oggi utilizzeremo come riferimento) quota intorno ai 280pb. Negli Usa tassi in rialzo su attese che la sospensione delle spese governative per il mancato accordo sulla legge di bilancio (cosiddetto shutdown) possa interessare solo pochi giorni.

La scadenza dell’anno fiscale fissata al 30 settembre alla fine non è stata rispettata. I democratici hanno rifiutato la proposta repubblicana di consentire al governo di avere almeno un altro paio di mesi di autonomia in cambio però del differimento della partenza della riforma sanitaria voluta dal presidente Obama. L’”Obamacare” è pertanto partita oggi, giornata a partire dalla quale i cittadini Usa che non hanno copertura sanitaria potranno scegliere una delle polizze offerte su mercati elettronici appositamente allestiti (i cosiddetti exchanges). Dall’1 gennaio del prossimo anno tali polizze saranno obbligatorie, pena una multa di 98$.

La conseguenza dello shutdown comporterà la messa a riposo forzato di circa 800.000 dipendenti federali, mettendo a rischio anche la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro attesi il prossimo venerdì.

Complessivamente saranno sospese le spese federali non essenziali, che rappresentano circa il 20% della spesa complessiva. Secondo le stime di Moody’s, lo shutdown potrebbe comportare un impatto fino all’1,4% sul Pil del quarto trimestre, in base alla durata dello stesso. Lo shutdown precede ora un altro importante appuntamento, quello sul tema dell’innalzamento del tetto sul debito: tempo limite il 17 ottobre.

Valute: dollaro in deprezzamento generalizzato dopo il mancato accordo che ha portato al citato shutdown. Verso euro è stato segnato il nuovo massimo (in termini grafici) dallo scorso febbraio con prima resistenza in area 1,36.

Yen molto volatile nella seduta di ieri con il cambio verso euro che dopo essere sceso fino a quota 131,50 è risalito in scia al recupero dei listini azionari europei ed Usa. In mattinata si sta assistendo ad un lieve apprezzamento con il cambio che continua ad oscillare intorno ad area 133. Gli operatori probabilmente stanno aspettando la conferenza stampa del Primo Ministro Abe in cui potrebbe essere annunciato un nuovo piano di stimolo come già anticipato nei giorni scorsi da alcune testate giornalistiche.

Il piano dovrebbe servire a bilanciare l’innalzamento dell’Iva dal 5% all’8% che avverrà ad aprile come confermato dallo stesso Abe durante la notte. Sul fronte macro da segnalare il forte rialzo nel corso dell’indice Tankan di fiducia delle grandi imprese manifatturiere, salito nel corso del trimestre sui massimi da inizio 2008. Da segnalare durante la notte l’apprezzamento generalizzato del dollaro australiano dopo che la RBA ha deciso di mantenere invariato il tasso di riferimento al 2,5% dichiarando che la politica monetaria risulta al momento appropriata in quanto i tagli dei tassi precedenti iniziano da avere i primi effetti sull’economia.

Commodity: seconda seduta consecutiva in calo per l’indice generale GSCI ER, trainato al ribasso dalle energetiche. Il petrolio ha registrato un forte calo nella seduta di ieri, in scia al mancato accordo in Usa tra repubblicani e democratici che porterà allo “shutdown” nel Paese. Il brent ed il wti hanno toccato nel corso della seduta il livello minimo dai primi di agosto e luglio rispettivamente. Chiudono in negativo anche i metalli preziosi con l’oro caratterizzato da forte volatilità durante tutta la giornata. Andamento misto invece per le agricole: lo zucchero, che ha recuperato per intero le perdite della seduta precedente, è stata la miglior commodity, mentre la soia ed il mais hanno registrato il peggior ribasso.

Azionario: apertura di settimana in forte calo per i listini azionari europei in un contesto di timori tra gli operatori per la situazione politica italiana ed il mancato accordo all’interno del Congresso Usa che porterà ad uno “shutdown” (chiusura parziale di alcuni servizi pubblici).

Gli indici europei sono comunque riusciti a chiudere la seduta in recupero dai minimi con il Ftsemib risultato il peggiore tra i listini europei. A livello settoriale tutti i comparti all’interno dell’indice Stoxx 600 hanno chiuso in negativo con i cali maggiori registrati dai settori energetico e finanziario.

Con la seduta di ieri si chiude comunque un trimestre molto positivo per i listini europei, addirittura il quinto consecutivo in rialzo per l’indice Dax, con una riscoperta dei listini periferici. Il listino italiano e spagnolo hanno infatti chiuso il trimestre con rialzi superiori al 15%.

In Italia sul Ftsemib hanno pesato le incertezze politiche con forti vendite sul settore bancario in scia all’allargamento dello spread Btp-Bund, poi rientrato a fine giornata. In controtendenza si è mosso invece Telecom su speculazioni circa un cambio al vertice della società. In mattinata apertura positiva per i listini europei.

Negli Usa seduta negativa per i listini azionari con l’indice S&P 500 sceso ai minimi da tre settimane in prossimità di quota 1680. I timori di un mancato accordo all’interno del congresso che ha portato nel corso della notte a far scattare lo “shutdown” di alcuni servizi pubblici, si è tradotto non solo in un calo dei listini ma simmetricamente anche in un forte balzo della volatilità, con l’indice Vix salito fino al 17%, livello massimo da fine agosto. A livello settoriale tutti i principali comparti all’interno dell’indice S&P 500 hanno chiuso in calo con i comparti beni di consumo, energetici e finanziari tra i più colpiti. Sul fronte emergente, chiusura in forte calo per l’indice MSCI EM penalizzato soprattutto dal deciso calo messo a segno dai listini dell’Area latino americana, tra cui spicca l’indice Bovespa (-2,6%). Durante la notte andamento piuttosto positivo per i listini asiatici con i maggiori rialzi registrati dalle borse dell’area del Sud-Est guidati da quella indonesiana. In controtendenza il listino australiano (-0,2%).[ARTICLEIMAGE]

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

AUTOGRILL – Inizia oggi sul mercato italiano la negoziazione delle azioni World Duty Free che saranno assegnate in rapporto 1:1 per azione Autogrill.

FINMECCANICA – Il gruppo 25 ATR, di cui la società detiene una quota del 50%, ha ricevuto un nuovo ordine da parte della Nordic Aviation Capital per un ammontare complessivo di 840Mln$. Inoltre, Banca Imi ha alzato il rating sulla società a “buy” dal precedente “hold”.

HERA – Il regolamento del prestito obbligazionario da 500Mln€ lanciato dalla società rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali è atteso per il 4 ottobre. Il prestito, con scadenza 2021, avrà un rendimento del 3,337% annuo e cedola del 3,25%. Inoltre, la controllata del gruppo, AcegasAps, ha stipulato il nuovo accordo quadro con Eni sul riassetto delle partecipazioni in Isontina Reti Gas, Est Reti Elettriche ed Est Più. Attualmente, in tutte e tre le società coinvolte Eni detiene una partecipazione del 70% e AcegasAps del 30%; il nuovo accordo prevede che Eni acquisti il 30% di Est Più mentre AcegasAps il 70% di Est Reti Elettriche. L’operazione implica complessivamente un esborso di 8Mln€ circa da parte di AcegasAps in favore di Eni.

INTESA SANPAOLO – Carlo Tassara e le banche finanziatrici hanno trovato un accordo per l’allungamento del piano di standstill fino al 2016 e per la trasformazione di 650Mln€ di debiti in strumenti partecipativi.

MEDIOBANCA – Il Patto di sindacato è stato rinnovato da Italmobile ma con una quota vincolante inferiore a quella precedente (dal 2,6% all’1,6%). Secondo quanto riportato da il Sole24Ore, Groupoma, che detiene attualmente una quota del 4,9% del capitale, potrebbe invece non rinnovare il Patto.

TELECOM ITALIA – Sembrerebbero sempre più probabili le ipotesi avanzate dalla stampa secondo le quali, nel prossimo Cda ( in programma il 3 ottobre), il presidente del gruppo Bernabè presenterà le proprie dimissioni avendo preso atto che la sua proposta di un aumento di capitale per un ammontare compreso tra i 3 ed i 5Mld€ difficilmente potrebbe passare. Al suo posto dovrebbe subentrare Sarmi, attuale A.D. di Poste Italiane.

AMAZON – La società annuncia la creazione di 70mila posti di lavoro in Usa per la prossima stagione festiva.

TWITTER – Secondo quanto riportato dal sito Quartz, la società renderà pubblici i documenti relativi all’Ipo questa settimana; l’intenzione sarebbe quella di quotarsi prima del giorno del ringraziamento Usa (28 novembre).