Borsa Milano molto pesante, MPS rischia nazionalizzazione

17 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Chiusura in netto calo per Piazza Affari, appesantita dalle banche. L’indice Ftse Mib ha archiviato le contrattazioni a -1,63%, l’All Share a -1,50%. Tra i titoli peggiori Mediaset, che ha perso circa il 3,56%, Monte dei Paschi -3,50%, Intesa Sanpaolo -2,44%, Unicredit -2,37%, Telecom -1,36%. Moncler chiude nel secondo giorno di negoziazioni con un calo di circa il 5,70% dopo che ieri aveva guadagnato oltre il 46%, rispetto al prezzo di collocamento a 10,20 euro ad azione.

Alessandro Profumo ha fatto sapere che se salta l’aumento di capitale da 3 miliardi di Monte Paschi a gennaio, la banca rischia la nazionalizzazione. Secondo il presidente dell’istituto di credito più vecchio al mondo “può darsi che se non si riesce a fare l’aumento in questo caso la banca sarebbe nazionalizzata”.

Dopo la seduta boom della vigilia, che ha consentito all’indice Ftse Mib di incassare un guadagno superiore a +2%, il listino ha di nuovo sfondato al ribasso la soglia degli 18.000 punti.

Nella seduta odierna, prevale dunque il segno meno, nonostante la pubblicazione dell’indice Zew tedesco migliore delle attese. Il dato, che misura la fiducia degli investitori tedeschi, ha riportato a dicembre un miglioramento sia sulla parte corrente a 32,4 punti (da 28,7 di novembre) sia di quella prospettica a 62 punti (da 54,6), al valore più alto da aprile 2006.

Vincenzo Longo, market strategist di IG, commenta il dato affermando che “il maggior ottimismo degli investitori tedeschi sembra trovare fondamento grazie soprattutto: 1) all’atteggiamento accomodante della Bce. Le parole di Draghi sull’arsenale a disposizione della Banca centrale sembrano convincere gli operatori che nell’immediato l’Istituto di Francoforte possa passare all’azione; 2) alla formazione della grosse koalition in Germania; 3) al vivace miglioramento dell’economia Usa che potrebbe fare da traino all’export dell’eurozona”.

Tuttavia, scrive Longo, “i mercati sono rimasti abbastanza anonimi a questi dati. Il forte balzo di ieri ha portato un fisiologico sell off. A poche ore dall’inizio del meeting del Fomc gli investitori sembra prevalere la cautela”.

Passa anche l’entusiamo per l’Ipo di Moncler, che ha visto il titolo volare nel suo esordio in borsa del 46%. Le quotazioni cedono il 5,28% a 14,1 euro, colpite da prese di profitto fisiologiche.

Sempre sotto i riflettori il caso Telecom Italia. Titolo +0,50%. Sul Ftse Mib, focus su Fiat, dopo i dati ancora negativi relativi alle immatricolazioni. Il titolo è tuttavia positivo e sale +0,37%.

Tra i bancari, Mps -0,18%, BPM +0,50%, Banco Popolare -0,15%, Intesa SanPaolo -0,52%, Ubi Banca +1,67%, Unicredit +0,76%; altri titoli, Cnh Industrial -1,61%, Enel -0,58%, Diasorin -0,94%, Fonsai +1,4%, Pirelli +1,75%.

In generale, occhio alle società attive nel comparto del lusso, che potrebbero approdare in borsa nei prossimi anni.

A dare una direzione all’indice azionario italiano e globale saranno ancora le aspettative degli investitori sulle prossime mosse della Federal Reserve. Inizia oggi la riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria dell’istituto: stando al 34% degli economisti che hanno partecipato a un sondaggio di Bloomberg lo scorso 6 dicembre, Ben Bernanke e colleghi potrebbero decidere di tagliare gli acquisti di titoli di stato e bond legati ai mutui, che al momento avvengono per un importo di $85 miliardi al mese. La percentuale è in crescita rispetto al 17% del sondaggio dello scorso 8 novembre.

Sul mercato dei titoli di stato, spread Btp-Bund a dieci anni in rialzo +0,48% a 221,44 punti base, a fronte di rendimenti sui BTP decennali +0,26% al 4,06%.

Azionario asiatico per lo più positivo, con gli operatori che dopo i buoni dati arrivati dal fronte economico europeo e Usa scommettono su una ripresa della congiuntura globale.

“Le proiezioni sulla crescita economica globale di molti istituti, incluso l’Fmi, sottolineano il ruolo guida degli Stati Uniti e la fine della recessione in Europa. Si parla di una crescita globale del 3,4%-3,6% nel 2014, rispetto al +2,9% di quest’anno”, ha commentato Kelly Teoh, market strategist di IG.

Il Nikkei chiude +0,83%, male invece Shanghai -0,45%. Hang Seng -0,22%, indice australiano S&P/ASX 200 +0,27%, Kospi +0,23%.

Sul mercato dei cambi, euro in calo -0,12% a $1,3743; rapporto dollaro/yen -0,10% a JPY 102,91; euro/franco svizzero -0,04% a CHF 1,2205, euro/yen -0,24% a JPY 141,41.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,03% a $97,54 al barile, oro -0,97% a 1.239,60.