Borsa Milano in ribasso -0,24%, peggio fanno Fiat e auto

28 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Si è smorzato il tono positivo sui mercati in attesa di conoscere il verdetto della Fed, dopodomani, sul tapering e sui tassi di interesse, la prima decisione di politica monetaria dalla paralisi federale.

Inizialmente Borsa Milano era tra i migliori listini, con il Ftse Mib che avanza nelle prime ore di contrattazioni fino a +0,60% circa; ma a metà giornata il listno ha fatto dietrofront per poi chiudere poco sotto la linea di parità, a -0,24%, sotto la soglia dei 18.850 punti.

In Europa, in generale, i titoli del settore auto sono colpiti dalle vendite per alcuni giudizi negativi: Peugeout Citroen è arrivato a perdere anche il -4,5% in giornata, Renault -4%. Fiat ha perso il 2,95%.

Sul mercato dei titoli di stato, lo spread tra Btp decennali italiani e i Bund tedeschi -0,32% appena sotto 238,08 punti base, a fronte di tassi decennali -0,48% al 4,03%.

Notizie no dal fronte macroeconomico, con l’indice della fiducia delle imprese sceso a 79,3 da 82,8 di settembre.

Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib, focus su BPM, dopo la notizia del giorno che vede coinvolta Carige. Il titolo registra un calo superiore al 3%, per poi ridurre le perdite. Spicca il rialzo di Mps fino a oltre +4%; il titolo tuttavia riduce sensibilmente i guadagni e segna un rialzo poco superiore a +1%; tra altri bancari, Banco Popolare -2,76%, Bper -1,79%, Unicredit -2,17%, Ubi Banca +0,12%, Intesa -1,72%. Sempre tra i bancari, focus su Mediobanca, +2,69% dopo i risultati di bilancio.

Tra titoli di altri settori Luxottica +3,36%. Fiat giù, dopo il taglio della raccomandazione a ‘neutral’ sui costruttori europei da parte di JpMorgan. Quotazioni -4,22%.

Bene Autogrill che beneficia di un giudizio positivo degli analisti (leggi target sul titolo), +1,57%, e Ansaldo, +1,77%.

Telecom Italia rimane osservata speciale dopo il crollo di venerdì, quando il titolo ha perso più del 6% sui timori di aumento di capitale e di azzeramento del dividendo. (leggi le ultime novità). Il titolo è ingessato.

Gli investitori scommettono sulla decisione della Fed di mantenere invariata la propria politica monetaria ultra-accomodante, che continua ad assicurare massicce iniezioni di liquidità ai mercati con acquisti di Treasuries e titoli legati ai mutui per un valore di $85 miliardi al mese. C’è anche chi ritiene che il QE potrebbe essere eterno.

Occhio alle condizioni di salute delle banche italiane: con Banca Marche, il numero di quelle commissariate sale a 12.

Gli investitori si interrogano sulla possibilità che il mercato azionario possa versare in una condizione di ipercomprato: cinque segnali di allarme inducono a non esultare troppo per il mercato toro, ma c’è anche un indice azionario che rimane sottovalutato del 15%.

Molto buona la performance dei listini asiatici, con il benchmark di riferimento MSCI Asia Pacific salito +1,1%; l’indice australiano S&P/ASX è avanzato +1% circa testando il massimo dal giugno del 2008; notizie positive per il Giappone, con la Bank of Japan che ha confermato che continuerà ad acquistare bond fino a quando non sarà raggiunto il target sull’inflazione del 2%.

“Ci troviamo in un boom azionario alimentato dalla liquidità – ha commentato in una intervista rilasciata a Blooomberg Matthews Sherwood, responsabile della divisione di ricerca di investimenti presso Perpetual Investments – Le valutazioni in rialzo non hanno mai fermato il surriscaldamento dei mercato, dunque i guadagni potrebbero proseguire, fino a quando gli stimoli delle banche centrali rimarranno in essere”.

Borsa Tokyo ha visto il Nikkei balzare +2,19%, altri listini: Hong Kong +0,41%, Shanghai Composite piatto con +0,04%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro frena con -0,19% a $1,3780, dollaro/yen +0,37% a JPY 97,77. Euro/franco svizzero +0,22% a CHF 1,2343, euro/yen +0,22% a JPY 134,71.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio -0,24% a $97,62 al barile, mentre le quotazioni dell’oro -0,15% a 1.350,60 l’oncia.

Fra i titoli caldi del S&P MIB 40 nella seduta odierna:

Continuiamo a seguire GTECH che si mantiene a contatto con la resistenza chiave rappresentata da 22.8€. Interveniamo a seguito del superamento di questo livello

ENI disegna una white closing marubozu che riporta i prezzi in prossimità della resistenza passante a 18€. Una chiusura superiore a questo livello, fornirà un solido segnale rialzista. [ARTICLEIMAGE]

ATLANTIA mostra buona forza relativa archiviando l’ottava seduta positiva nelle ultime 9, riportandosi a contatto con i massimi annuali toccati mercoledì a 16.55€. Il superamento di questo livello, potrebbe calamitare nuovi acquirenti

LUXOTTICA disegna una Black Marubozu che buca l’importante supporto statico in area 37.4€, toccando i minimi dall’8 Marzo. Il mancato immediato recupero di questo livello, fornirà un pericoloso segnale ribassista.

ANALISI MERCATI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi tedeschi in fase di stabilizzazione intorno all’1,75%, in linea con quanto sta accadendo dal lato dei T-note decennali, a loro volta in fase di consolidamento dell’area 2,5%. I bond periferici hanno invece continuato a segnare un rialzo dei tassi di interesse. Questa settimana sarà caratterizzata da emissioni dal lato italiano (mercoledì riaperture di Btp a 5 e 10 anni fino a 6Mld€), tedesco (sempre mercoledì riapertura del Bund decennale fino a 4Mld€) oltre che finlandese.

Le emissioni si collocano in una settimana di abbondanti scadenze di titoli e cedole per un importo di circa 45Mld€ soprattutto in Italia e Spagna. Negli Usa tasso decennale in fase di stabilizzazione in area 2,5%, in attesa della settimana appena iniziata, densa di appuntamenti di rilievo. Sul fronte macro, lo scorso venerdì l’indice finale sulla fiducia dei consumatori Usa di ottobre è arrivato al minimo del 2013, penalizzato soprattutto dal calo della componente prospettica, al minimo da due anni. Allo stesso tempo è risultata deludente la parte core degli ordini di beni durevoli di settembre.

In settimana il focus sarà su altri indicatori macro tra cui l’indice di fiducia dei consumatori di ottobre, le vendite al dettaglio e l’indice ADP relativo al comparto occupazionale. L’evento principale è comunque rappresentato dalla riunione Fed del prossimo mercoledì che non sarà seguita da conferenza stampa. Dopo l’impatto del recente shutdown, il consenso è per il mantenimento inalterato del piano di acquisti Fed.

In ogni caso, il successivo comunicato potrebbe comunque contenere elementi di interesse nel caso in cui si facesse riferimento alla volontà di mantenere in atto l’impegno al tapering preannunciato da Bernanke prima dell’estate con inizio entro fine 2013 e termine intorno alla metà del 2014. Al momento gli operatori collocano la partenza del tapering nel mese di marzo, ossia la prima riunione del 2014 con conferenza stampa.

Nel frattempo sono anche attese emissioni per 96Mld$ sui comparti a 2,5 e 7 anni a partire da oggi. Piuttosto animato anche il calendario sul fronte trimestrali dal momento che sono in programma i dati di 126 società nell’ambito dell’indice S&P500.

Valute: La scorsa settimana è stata caratterizzata dalla forza dell’euro che si è apprezzato nei confronti di quasi tutte le principali valute mondiali anche se ad un ritmo moderato. Questa mattina euro sempre in area 1,38, in attesa del denso calendario della settimana appena iniziata. Rimane al momento valida la resistenza a 1,3850 con evento principale rappresentato dalla riunione Fed di mercoledì.

Questa notte lo yen si è deprezzato in linea col recupero della borsa giapponese. Sulla debolezza della valuta nipponica potrebbero aver influito le parole del vice-governatore BoJ, Iwata, che ha ribadito l’impegno della banca centrale ad acquistare bond fino a quando il target del 2% sull’inflazione non sarà raggiunto. Giovedì sarà in programma la pubblicazione del comunicato di politica monetaria della BoJ.

Verso euro questa settimana la resistenza si colloca a 135,50, il supporto a 133,20. Il cross dollaro/yen trova il supporto presso area 96,50-97 e la resistenza in area 98,50-99.

La volatilità sul mercato valutario al momento resta piuttosto contenuta rispetto a quanto avvenuto durante la fase di crisi delle valute emergenti di metà anno. Lieve deprezzamento stanotte per lo yuan verso dollaro con la valuta cinese che resta comunque poco al di sotto dei massimi da 20 anni verso il biglietto verde. Lieve apprezzamento generalizzato del dollaro australiano in attesa del discorso del governatore della banca centrale australiana (RBA), Stevens, in programma domani. La prossima settimana è in programma l’incontro della RBA con la decisione sui tassi, relativamente alla quale al momento l’invarianza è il consenso prevalente.

Commodity: chiusura di settimana in lieve rialzo per l’indice GSCI ER dopo quattro chiusure negative consecutive. Nel complesso la scorsa settimana ha comunque registrato un ribasso superiore al 2% per l’indice generale. Venerdì il settore migliore è stato quello dei metalli non ferrosi (0,5%), seguito dal comparto energetico (0,3%). Intorno alla parità i preziosi, mentre gli agricoli hanno chiuso in lieve calo (-0,4%).

Questa mattina l’oro si colloca poco sotto i 1350$, il Brent è stabile sopra i 107$. Venerdì è ripresa la pubblicazione delle posizioni speculative settimanali da parte della CFTC con i dati aggiornati ad inizio ottobre. Questa settimana sarà prevista una pubblicazione doppia per tentare di recuperare il tempo perduto dopo la sospensione causata dallo shutdown. Al primo ottobre l’ammontare delle posizioni speculative nette lunghe complessive è risultato poco variato, con un lieve ribasso di quelle rialziste sul petrolio ed oro, ed un forte ridimensionamento di quelle ribassiste nette sul grano.

Azionario: giornata di venerdì mista per i listini azionari europei con le vendite che hanno interessato principalmente i listini azionari periferici, a fronte di un moderato rialzo per quelli “core”, in particolare quello tedesco, svizzero e britannico. La seduta ha un po’ sintetizzato quello che è stato l’andamento dell’intera settimana, ovvero prese di profitto sui listini italiano e spagnolo dopo il forte rally della prima parte di ottobre (oltre il 10% di performance per entrambi gli indici) ed acquisti sugli altri listini. Anche a livello settoriale la seduta di venerdì ha un po’ riassunto l’andamento settimanale. Le vendite si sono infatti concentrate sui comparti telecomunicazioni e finanziari a fronte di un buon andamento per i titoli dei settori dei beni di consumo, materie prime ed health care.

In Italia, l’indice Ftsemib ha chiuso la settimana sotto soglia 19000 punti penalizzato dall’andamento debole del comparto bancario ed industriale. Il peggiore della seduta di venerdì è stato però Telecom Italia penalizzato da voci di stampa su un azzeramento del dividendo a fronte di un possibile aumento di capitale. In mattinata apertura positiva per i listini azionari con l’indice Dax che ha fatto segnare nuovi massimi storici.

Negli Usa, ennesima seduta dei record per i listini azionari con l’indice S&P 500 che in chiusura ha fatto registrare nuovi massimi storici. Il clima positivo sui mercati continua ad essere favorito dalle attese che la Fed possa mantenere inalterato nei prossimi mesi la propria politica di stimolo monetario e dal buon andamento della stagione delle trimestrali. Secondo i dati Reuters infatti, di circa la metà delle società dell’indice S&P 500 che hanno pubblicato i propri conti, quasi il 70% ha superato le stime degli analisti in termini di utili ed il 54% se misurato in termini di ricavi. La seduta di venerdì è stata caratterizzata dal buon andamento delle trimestrali del settore tecnologico , con Microsoft ed Amazon in deciso rialzo, anche se la migliore performance all’interno dell’indice S&P 500 è stata registrata dai comparti telecomunicazioni e utility.

Sul fronte emergente, terza seduta consecutiva in calo per l’indice MSCI EM che interrompe così la serie di tre settimane consecutive in rialzo. A pesare sull’indice è stato in particolare l’andamento debole dei listini cinesi e di quello brasiliano; in controtendenza si è invece mossa la borsa Turca che ha chiuso la settimana con un rialzo di quasi il 4%. Durante la notte seduta positiva per i listini asiatici ad eccezione della borsa indiana. I maggiori rialzi hanno riguardato il listino nipponico con l’indice NIkkei in guadagno di oltre il 2%. Intorno alla parità quelli cinesi.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI

AZIMUT – La società, attraverso la sub-holding AZ International Holdings, ha completato l’acquisizione del 55% del gruppo di gestione del risparmio Athenaeum.

BREMBO – Il prezzo del collocamento di 2Mln di azioni ordinarie del gruppo è stato fissato a 19,6€ (valore minimo della forchetta indicativa 19,6-19,9€).

ENI – Secondo quanto riportato dalla stampa, il Governo italiano avrebbe intenzione di cedere una quota del 4% del gruppo.

FINMECCANICA – secondo quanto riportato dalla stampa, la società sarebbe intenzionata a cedere Ansaldo STS ed Ansaldo Breda entro metà marzo ed a diventare azionista di riferimento in Avio Space.

FONDIARIA-SAI – Fonsai e Premafin hanno deliberato nelle rispettive assemblee il primo via libera alla fusine con Unipol.

TELECOM ITALIA – La società ha smentito le recenti indiscrezioni di stampa riguardo ad un possibile aumento di capitale del gruppo, a dismissioni di asset e ad eventuali cambiamenti sulle politiche di dividendo.

JP MORGAN – Il gruppo ha accettato di pagare una multa di oltre 5Mld$ per concludere l’inchiesta iniziata nel 2011 relativa alla cessione da parte della banca di titoli ipotecari alle società statunitensi Fannie Mae e Freddy Mac.

SAMSUNG – La società archivia il terzo trimestre sopra alle attese con un utile netto di 7,6Mld$ circa (massimo storico per il gruppo), in crescita del 26% rispetto all’analogo periodo di un anno fa. Stesso andamento per i ricavi che si sono attestati a 55,5Mld$ circa grazie alla crescita delle vendite globali di smartphone.

UPS – Il gruppo chiude il terzo trimestre con un utile netto sopra alle attese in crescita del 9,4% rispetto all’analogo periodo del 2012. Al contrario, i ricavi sono inferiori al consenso degli analisti ma hanno comunque registrato un aumento (+3,4%) a 13,5Mld$ circa.