Borsa Milano in rialzo, euro riaggancia $1,30, spread giù

30 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Ignorando il pesantissimo tonfo dei mercati asiatici, le piazze finanziarie europee hanno vissuto in generale una buona seduta. Il Ftse MIB ha guadagnato +0,66%, incrementando i guadagni nel finale, e attestandosi oltre 17.300 punti. Svetta Pirelli, buy su Fiat. Altri listini europei: Londra +0,27%, Francoforte +0,69%, Parigi +0,66%, Madrid sotto pressione con -0,15%.

Gli operatori sono in stato di confusione: il dollaro accelera, i rendimenti dei titoli pubblici europei sono in calo e il miglior mercato azionario al mondo quest’anno tra quelli principali – ovvero Tokyo – è entrato in una fase di correzione. L’indice della Borsa giapponese ha ceduto oggi piu’ del 5%: solo due titoli sono stati risparmiati dal selloff.

Ciononostante, i mercati europei evitano di fare crack. Tra i dati macro, preoccupa l’aumento dei prezzi al consumo: in rialzo l’inflazione tedesca e spagnola. In Italia l’occupazione nelle grandi imprese su base annuale e’ calata dell’1,4% in marzo.

Sul fronte del mercato dei titoli di stato italiani, il fattore chiave e’ stato il collocamento di Btp a 5 e 10 anni. Emessi Bond con scadenza 2018 e 2023 per 5,75 miliardi di euro, sulla parte alta della forchetta prevista. I tassi, tuttavia sono saliti. Il clima nel mercato è comunque sereno. Lo Spread tra Btp e Bund è in flessione.

La Repubblica italiana ha emesso via private placement un nuovo titolo di Stato a 50 anni per 500 mln euro. Lo scrive Ifr. Sole bookrunner del titolo, cedola 4,75%, scadenza maggio 2063, è stata Barclays.

I mercati asiatici hanno risentito del rafforzamento dello yen sul dollaro, subendo un tonfo. La Borsa di Tokyo e’ scesa livelli piu’ bassi di cinque settimane. In un’altra seduta all’insegna dell’alta volatilita’, alimentata questa volta anche dalle perdite di Wall Street e dal rialzo dello yen, l’indice Nikkei ha chiuso a -5,15%, a ridosso dei minimi intraday, attestandosi a 13.589,03 punti.

BTP ITALIA – Spread Btp-Bund a 10 anni -1,51% a 263,13 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali -1,60% al 4,11%. A meta’ mattinata, dopo l’esito negativo dell’asta di Btp a cinque e 10 anni, i prezzi dei Bund decennali hanno testato i massimi giornalieri, attestandosi a quota 143,80.

PIAZZA AFFARI – Fra i titoli più in luce, Fiat balza +2,79% dopo che Goldman Sachs ha alzato il prezzo obiettivo a 6,3 euro da 5,1, mantenenendo il giudizio Neutral. I quotidiani scrivono che il Lingotto è in trattative con un gruppo di banche per un finanziamento fino a 10 miliardi di dollari per acquisire la quota restante di Chrysler e rifinanziare due debiti della casa automobilistica.

Un report di Icbpi sottolinea che l’assemblea odierna degli azionisti di Exor potrebbe essere l’occasione propizia per una presa di posizione della famiglia Agnelli sull’operazione Fiat-Chrysler e sul ruolo che potrà giocare in una eventuale emissione di nuove azioni. Eni in calo -1,22% dopo il downgrade di Goldman a 20 euro da 21 e la rimozione del titolo dal pan-Europa buy list. Tra le banche Mps +0,98%, Bper +0,46%, BPM -1,17%, Banco Popolare +0,17%, Intesa SanPaolo +1,47%, Unicredit +1,82%, Ubi Banca +2,61%; tra altri titoli Ansaldo -1,86%, Saipem -0,94%, Prysmian +2,35%, Pirelli +3,37%.

ALTRI MERCATIEuro in rialzo sul dollaro. La moneta unica europea è scambiata a 1,3040 dollari (+0,79%), mentre ieri la Banca centrale europea l’ha rilevata a 1,2952 dollari. Nei confronti della valuta nipponica, il dollaro perde lo 0,16% a 100,97 yen. Tasso di cambio euro/franco a 1,2462 (+0,14%).

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,70% a $92,48 il barile, oro +1,64% a $1.414,10.

NEWS PRINCIPALI DAL DESK

Rosengren (Fed) apre a possibilita’ di uscire da QE “tra qualche mese”

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Asta a 5 e 10 anni: buona domanda, ma tassi tornano a salire

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Il tonfo dei mercati asiatici

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Be: titolo può raddoppiare, forti margini di rialzo

Enel Green Power: scelta top per Kepler

Eni bocciata da Goldman Sachs: non è più nella “Buy list”

L’ANALISI SUI MERCATI DI MPS

Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri si è registrato un forte calo del bund future con volumi che hanno superato 1 Mln di lotti e che ha portato il rendimento sopra 1,5%. Un movimento analogo ma più marcato si è registrato anche per il Btp future, di conseguenza lo spread è aumentato oltre i 260 pb. Il movimento sta continuando anche in mattinata con il differenziale italiano intorno ai 270 pb. Le vendite hanno interessato tutti i bond governativi europei. La Commissione europea ieri ha ufficialmente chiesto la chiusura della procedura per deficit eccessivo su Italia, Lettonia, Ungheria, Lituania e Romania, mentre ne ha chiesto l’apertura per Malta. L’Ue ha concesso anche più tempo a Spagna, Francia, Olanda, Polonia, Portogallo e Slovenia per rispettare il rientro del deficit entro i target stabiliti.

Il capo della Commissione europea, Barroso, nella conferenza stampa ha dichiarato che l’Italia dovrebbe continuare con il consolidamento di bilancio, ma anche aumentare gli sforzi sulle riforme strutturali. L’ultima parola ora spetta all’Ecofin del 21 giugno, che dovrebbe approvare le richieste della Commissione. L’OCSE ha rilasciato le nuove stime sul Pil che vedono quello dell’area Euro scendere dello 0,6% quest’anno dalla precedente stima del -0,1% e crescere dell’1,1% nel 2014 dall’1,3%. Per l’Italia le stime sono di un calo dell’1,8% nel 2013 ed un rialzo dello 0,4% nel 2014. Revisioni al ribasso per il Pil 2013 ci sono state anche per Francia e Germania.

Il vice presidente della Bce, Costancio, durante un’intervista a Bloomberg ieri ha dichiarato che le aspettative sul piano di riattivazione del mercato di Abs sono esagerate. Il piano, secondo Costancio, è sicuramente nel menù di opzioni, ma non bisognerebbe attribuirgli grande importanza.

Sul fronte macro ieri sono stati pubblicati i dati preliminari dell’inflazione tedesca di maggio che ha visto un forte rialzo del dato armonizzato (1,7% a/a da 1,1%) e di quello nazionale (1,5% da 1,2%) a causa principalmente del rialzo dei prezzi del settore divertimenti ed alimentare. In rialzo anche l’inflazione armonizzata e nazionale spagnola. Oggi sono attese le aste sui titoli a 5 e 10 anni italiani fino a 5,75 Mld€. Il Tesoro italiano ieri ha anche annunciato di aver collocato privatamente 500 Mln€ di un titolo con scadenza 2063. Negli Usa seduta ancora piuttosto volatile per il comparto Treasury a lungo termine con il tasso decennale salito fino a toccare il livello del 2,2% per poi ritracciare sulla scia del calo delle borse Usa e del buon esito dell’asta su titoli a 5 anni per 35 Mld$ che ha visto una buona domanda, soprattutto da parte della componente indirect bidders che comprende le Banche Centrali estere.

Sul fronte Fed, Rosengren membro votante del board ha sottolineato ieri che la politica accomodante della Fed è ancora necessaria per dare ancora una spinta all’economia americana. Sulla possibilità di ridurre il piano, il presidente della Fed di Boston ha dichiarato che è possibile qualora vi fossero alcuni mesi di ulteriore miglioramento. Sul fronte Giappone, altra settimana di vendite di bond esteri da parte degli investitori nipponici per un ammontare netto di oltre 10 Mld$.

Valute: ieri si è assistito ad un deprezzamento del dollaro verso le principali valute in un contesto di aumentata avversione al rischio tra gli operatori. Il movimento è anomalo poiché tipicamente il dollaro Usa tende ad apprezzarsi in tali fasi. Verso euro il cambio si è portato in prossimità della parte alta del trading range che sta caratterizzando le ultime giornate. Oggi la resistenza da monitorare si colloca a 1,30/1,3030, con il livello successivo più importante collocato presso 1,32.

Andamento misto per lo yen stanotte dopo l’apprezzamento di ieri sulla scia dei cali delle borse. Verso euro il cambio si colloca poco al di sopra del supporto 130, mentre verso dollaro il supporto da monitorare passa da 100. Delle tensioni ne hanno beneficiato le valute rifugio come ad esempio il franco svizzero che si è apprezzato verso quasi tutte le valute principali.

Deprezzamento per il real brasiliano che ieri è calato ai minimi da 5 mesi verso dollaro dopo che il ministro delle finanze brasiliano ha dichiarato che il recente deprezzamento non è un problema ed il cambio non sarà utilizzato come strumento per limitare l’inflazione. Sembra che il Brasile punti sui tassi d’interesse per combatterla, infatti questa notte ha aumentato in modo inatteso il tasso di riferimento di 50pb portandolo all’8%, dopo il rialzo già avvenuto in aprile. Ieri si è deprezzato anche il rand sudafricano ai minimi da 4 anni a causa del rialzo dei tassi di mercato negli Usa e della congiuntura economica negativa nel paese africano.

Infine recupero del dollaro australiano con gli operatori che lo hanno acquistato dopo le recenti forti vendite anche grazie ai dati immobiliari di aprile migliori delle attese.

Commodity: le vendite di asset rischiosi hanno interessato anche le materie prime, con l’indice GSCI ER calato dell’1,2% spinto dal settore energetico. Il Brent ha perso l’1,8%, il Wti il 2%.Andamento misto per i metalli industriali al LME e per gli agricoli. Dell’aumentata avversione al rischio e del deprezzamento del dollaro ne ha beneficiato l’oro, che questa mattina si colloca oltre i 1400$/oncia, poco sotto la resistenza 1413$.

Azionario: giornata di forti cali per i listini azionari mondiali in un contesto di volatilità generalizzata. Tutti i settori all’interno dello Stoxx600 hanno chiuso in negativo con le vendite che si sono concentrate principalmente su health care e utilities. Meno marcato il calo dei comparti tecnologico e risorse di base. In Italia l’indice Ftsemib ha seguito l’andamento degli altri listini con il comparto del lusso particolarmente penalizzato dal deprezzamento del dollaro. Riescono a limitare le perdite invece i bancari. In mattinata la seduta si è aperta nuovamente in tono negativo con gli indici che si muovono intorno alla parità.

Negli Usa quarta seduta in calo delle ultime cinque per i listini azionari su cui continuano a pesare i timori che i recenti buoni dati provenienti dall’economia americana possano portare la Fed a rallentare il piano di QE. Il movimento di ieri ha confermato che i recenti massimi potrebbero rimanere tali per le prossime settimane ed il movimento di correzione dei mercati potrebbe estendersi alla prima parte di giugno. A livello settoriale, in forte calo i comparti legati ai beni di consumo, health care e utilities, mentre si sono mossi in controtendenza i tecnologici ed i bancari.

Sul fronte emergente, indice MSCI EM è sui minimi da un mese a causa del calo oltre il 2% dei listini russo, turco e brasiliano; su quest’ultimo ha pesato la deludente lettura del Pil del primo trimestre salito dell’1,9% a/a, ben al di sotto del 2,3% atteso. In mattinata listini asiatici ancora condizionati dalla forte volatilità che ha interessato l’indice Nikkei, crollato di oltre il 5% grazie alle proseguimento delle prese di profitto dopo i forti rialzi degli ultimi mesi. Tutti i principali listini hanno seguito il movimento della borsa nipponica ad eccezione della borsa indiana che sta scambiando poco sopra la parità.
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