Borsa Milano in rialzo, buy su banche. Bene asta

13 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Gli accordi di Basilea e il primo rialzo in 26 mesi della produzione industriale in Italia hanno alimentato gli acquisti a Piazza Affari.

È andata bene per il Tesoro l’ultima asta di Btp: sono stati collocati titoli a 3 anni per 4 miliardi di euro al minimo storico nell’emissione odierna (1,51%). Spread tra Btp e Bund decennali in rialzo +0,38% a 207,03 punti, a fronte di rendimenti decennali -0,53% al 3,89%.

Il listino Ftse MIB della Borsa Milano ha chiuso con un rialzo dello 0,66% circa. Banche favorite dall’alleggerimento dei limiti imposti dalle norme di Basilea 3 per il leverage.

Il Comitato è venuto incontro alle forti pressioni delle lobby bancarie, rendendo così meno pesanti gli indicatori per il calcolo della leva di indebitamento. L’indice di leverage finanziaria dovrebbe essere introdotto come strumento di supervisione nel 2018.

“Le banche italiane hanno una leva molto bassa”, hannp sottolineato gli analisti di Equita, che stimano un rapporto di leverage 2014 Basilea 3 “fully phased” del 4,6%, “circa 60-80 punti base sopra la media europea”.

Di conseguenza “l’impatto positivo delle modifiche è marginale: la banca che dovrebbe comunque maggiormente beneficiare di queste novità è “Unicredit e, in misura minore, Intesa Sanpaolo“.

I titoli di Piazza Cordusio sono saliti +1,87%. Tra altre banche: Ubi Banca +2,52%, Intesa +1,10%, Banco Popolare +3,35%, BPM +2,53%; altri titoli: bene Mediaset (+2,34%), migliore del listino Saipem a +4,99%, insieme ad Azimut +4,52%; peggiore invece, Pirelli & C. a -1,36%. Acquisti anche su Stm +3,14%, Mediolanum +2,33%, Fiat +1,12%.

Euro ancora sotto $1,37. La moneta americana ha risentito del dato sul rapporto occupazionale mensile, che però fa sperare i mercati in un ritiro più graduale delle misure monetarie ultra accomodanti. L’azionario americano ha registrato un rialzo del 25% nel 2013.

In ambito macroeconomico c’era grande attesa per la produzione industriale italiana, che in novembre è cresciuta dello 0,3% su mese e dell’1,4% su anno. Si tratta del primo rialzo in 26 mesi In settimana si conosceranno anche gli ultimi rilevamenti sull’inflazione nell’area euro.

Venerdì si è scoperto che i datori di lavoro americani hanno registrato lo scorso mese il minimo di assunzioni da circa tre anni. La notizia ha innescato quello stesso giorno un rally in borsa sulla scommessa che la stretta al pacchetto di stimoli economici della Fed sarà posticipata.

In assenza di chiare indicazioni di mercato, gli investitori terranno d’occhio il pacchetto di risultati del quarto trimestre, in particolare quelli attesi in settimana delle grandi banche americane JP Morgan Chase, Citigroup e Goldman Sachs. Per le trimestrali delle società europee si avrà un quadro più chiaro nell’ultima settimana del mese.

Seduta positiva per le Borse di Asia e Pacifico, seppure a ranghi ridotti a causa della chiusura di Tokyo per festività nel giorno in cui vengono celebrati i nuovi maggiorenni. A due velocità Hong Kong (+0,21%) e Shanghai (-0,19%), mentre sono in rialzo Taiwan (+0,43%), Seul (+0,54%) e Mumbai (+1,2%) a differenza di Sidney (-0,38%).

Tra le storie societarie, in luce ad Hong Kong il produttore di computer Lenovo (+4,24%), insieme a Samsung (+1,81%) a Seul, Asus (+4,52%), Quanta Computer (+2,85%) e Hon Hai (+0,74%) a Taiwan, spinti dalle attese degli analisti per il settore tecnologico nel 2014, con un aumento del 26% delle vendite di smartphone a 1,3 miliardi di unità.

In rialzo gli estrattivo-minerari a Sidney, con Silver Lake (+9,57%) spinta della corsa dei futures sull’oro, mentre scivolano il finanziario Macquarie (-1,51%), l’industriale James Hardie (-1,45%) e la News Corporation (-1,39%) di Rupert Murdoch.

Sugli altri mercati, sul valutario in ribasso il dollaro dopo il calo del tasso di disoccupazione negli Usa a dicembre. L’euro si attesta in flessione -0,11% a $1,3652; dollaro/yen -0,75% a JPY 103,34; euro/franco -0,13% a CHF 1,2321, euro/yen in calo -0,85% a JPY 141,08.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i commodities, i futures sul petrolio -0,94% a $91,85 al barile, oro +0,03% a $1.247,30 l’oncia.