Borsa Milano in perdita, pesano Wall Street e deficit

20 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – L’euforia post Fed passa, i mercati mettono il freno, a partire da Wall Street. In quello che è un giorno anche di scadenze tecniche, il Ftse Mib incrementa le perdite nel pomeriggio, scontando il rischio che la Federal Reserve stacchi la spina al Quantitative Easing nel prossimo meeting del 29-30 ottobre. E’ la possibilità ventilata dal presidente della Fed di St. Louis, James Bullard. Il listino ha chiuso in calo di mezzo punto percentuale circa (-0,49% a 17.970,12 punti).

Italia sotto i riflettori: in giornata sono state rese note le stime del Def sul deficit e Pil. Come anticipato dai rumor, l’Italia ha sforato il tetto sul rapporto deficit/pil, fissato al 3%, con un deficit al 3,1%. Un alert sullo sforamento del tetto era stato lanciato nelle ultime ore dall’Unione europea. Tagliate le stime sul Pil, per il 2013 attesa una contrazione peggiore, pari a -1,7%.

Tra i titoli in rialzo Mediaset, dopo il giudizio di Morgan Stanley, che ha alzato il target sul prezzo da 2,15 a 3,65 euro, pur mantenendo il rating a neutrale. Tra gli altri titoli richiesti Ansaldo. Male Telecom Italia, presa di mira dopo le notizie sull’aumento di capitale. Lettera anche sulle banche, in particolare su Mediobanca, MPS e Pop Emilia. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco a 10 anni -1,24% a 242,06, a fronte di rendimenti decennali in ribasso -0,15% al 4,28%.

Dal versante macro, cifre positive sono arrivate dall’indice della fiducia dei consumatori, che nel’area euro ha raggiunto i massimi di due anni in settembre, pur restando in territorio negativo. La misura della Commissione Europea e’ migliorata a -14,9 da -15,6 di agosto. Le attese erano i media per un risultato di -15.

L’azionario mondiale si trova orfano dell’elemento che più di tutti decide la direzionalità dei mercati: la certezza che un evento si verifichi o meno. Con Bernanke che ha spiazzato tutti, le speculazioni degli investitori si sono rivelate clamorosamente errate, e il risultato è che, come afferma Credit Agricole, i mercati sono scioccati.

Tornando sul fronte degli Usa, l’attenzione degli investitori è anche sull’allarme debito. E’ urgente infatti che i repubblicani e i democratici del Congresso raggiungano un compromesso e alzino il prima possibile il tetto sul debito.

Se il governo di Obama e i repubblicani non troveranno un accordo per rivedere al rialzo il limite prima di ottobre, il Tesoro Usa non avrebbe altra opzione che impedisca il superamento del tetto (pari a $16,7 trilioni), e in quel caso gli Stati Uniti scivolerebbero in una condizione di default.

“Sarà questo il vero problema che l’economia americana e dunque la borsa dovrà affrontare da metà ottobre” ha commentato Mark Zandi, capo economista di Moody’s in un’intervista alla Cnbc. Il rischio di un sell off sull’azionario globale è molto alto.

Altro market mover è l’attesa per il risultato delle elezioni tedesche, che avrebbe forti ripercussioni sull’intera Eurozona.

Sui listini asiatici Nikkei -0,16%, mercati di Shanghai, Hong Kong e Corea chiusi per festività. Indice indiano Sensex -2,5% dopo la decisione della Banca centrale di alzare i tassi di 25 punti base, al 7,5%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,01% a $1,3530; dollaro/yen +0,07% a JPY 99,49; euro/franco svizzero +0,04% a CHF 1,2322. Euro/yen +0,10% a JPY 134,64.

Sul versante delle commodities, i futures petrolio -0,75% a 105,59 dollari al barile; quotazioni oro -1,19% a $1.353,20.

ANALISI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro calo generalizzato dei tassi governativi che ha interessato in misura maggiore i bond periferici con conseguente lieve calo degli spread. Gli operatori hanno metabolizzato l’annuncio a sorpresa del “no tapering” da parte della Fed.

Questa mattina si sta assistendo ad un tentativo di prosecuzione del calo dei tassi. Nel frattempo, secondo quanto riportato dal WSJ, sarebbe stato raggiunto un primo accordo a livello di esponenti dei ministeri delle finanze dei paesi europei sulla modifica del calcolo del cosiddetto deficit strutturale, ossia la parte del deficit di bilancio che non dipende dalle fluttuazioni del ciclo economico.

WSJ sottolinea che le modifiche sarebbero nella direzione di allentare le misure di austerità richieste per alcuni paesi come la Spagna, Irlanda, Portogallo e Grecia. La nuova metodologia di calcolo sarà utilizzata dalla Commissione europea in occasione dell’aggiornamento delle previsioni che saranno pubblicate il prossimo autunno.

Sul fronte Italia, in base a quanto riportato da Reuters, la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza conterrà una revisione al ribasso delle stime sul Pil 2013 (da – 1,3% a -1,7%) con un ritorno alla crescita nell’ordine dell’1% nel 2014. Sul fronte emissioni, Maria cannata, responsabile del Tesoro per la gestione del debito, ha dichiarato che nel periodo gennaio-agosto 2013 il costo del debito si è attestato al 2,08%, aggiungendo che entro novembre sarà emesso un nuovo BTP Italia.

Negli Usa giornata di tassi in rialzo dopo la decisione a sorpresa della Fed. I commenti degli operatori e degli analisti emersi dopo la riunione Fed si focalizzano su alcuni punti in particolare: c’è da un lato chi enfatizza la possibilità che la decisione sia legata ad un peggioramento del quadro macro Usa dall’altro chi invece ha interpretato la decisione con un appuntamento semplicemente rinviato.

Oggi ascolteremo le prime dichiarazioni di membri Fed votanti per avere un primo riscontro sulle motivazioni che hanno portato alla decisione di no tapering. Archiviato il tema Sira e poi quello Fed, ora il focus si sposterà su altre tematiche, in primo luogo le trattative per l’innalzamento del tetto sul debito.

La decisione Fed ha contribuito a dare respiro all’area emergente per la quale stavano già emergendo segnali di recupero in vista di un tapering morbido. A sorpresa la banca centrale indiana(che da settembre ha un nuovo governatore) ha alzato il tasso di riferimento di 25pb a causa dei rischi inflattivi. Allo stesso tempo sono state in parte rimosse alcune misure adottate per fronteggiare la fase di forte turbolenza dei mesi scorsi: è stato infatti ridotto di 75pb il tasso sui prestiti a breve e quello sulla riserva obbligatoria.

Valute: euro in recupero ieri vs dollaro dopo la decisione Fed, contenendo l’apprezzamento vs dollaro in area 1,3570. Oggi il cambio è sotto la soglia di 1,3550. Lo scenario per i prossimi giorni potrebbe essere di un ritorno in area 1,34, dopo aver metabolizzato la sorpresa Fed. Oggi il primo supporto è in area 1,35 e successivamente 1,3460.

Yen in deprezzamento nella seduta di ieri con il cambio vs euro che ha rotto l’importante resistenza a quota 134 portandosi su nuovi massimi dal novembre 2009. Il movimento del cambio ha seguito l’andamento positivo dei listini azionari europei ma nel frattempo gli operatori stanno scommettendo su possibili nuove manovre della BoJ in vista della decisione del governo di alzare l’IVA dal 5% all’8% a partire dal prossimo aprile. Operativamente la prossima resistenza si colloca in area 135-135,50, il primo supporto a quota 134. Sul fronte emergente da segnalare il temporaneo deprezzamento della rupia dopo la citata decisione della banca centrale.

Commodity: torna in calo l’indice GSCI ER, trainato al ribasso dal settore energia. Il greggio ha infatti beneficiato sia dell’aumento di produzione in Libia sia delle parole del presidente siriano Assad, il quale si è dichiarato favorevole all’accesso degli ispettori internazionali nel Paese per il controllo delle armi chimiche. Prosegue l’andamento positivo dei metalli preziosi, con l’oroe l’argento che nella seduta di ieri hanno continuato a beneficiare del mancato tapering da parte della Fed atteso dalla maggior parte degli analisti. Le agricole hanno invece mostrato un andamento misto, con il grano che chiude in rialzo (+1,6%) registrando l’aumento più elevato delle ultime tre settimane su segnali di maggiore domanda per le esportazioni Usa. Questa mattina l’oro è in leggero calo ed oscilla intorno a quota 1360$/oncia; il petrolio è invece stabile rispetto ai livelli della seduta di ieri.

Azionario: giornata dei record per le borse europee che allungano i guadagni delle precedenti sedute, apprestandosi a chiudere la terza settimana consecutiva in rialzo. Tutti gli indici, anche il nostro FTSEMIB hanno aggiornato nuovi massimi dell’anno col DAX che ha registrato un nuovo massimo sopra quota 8750.

Il movimento, accompagnato da volumi molto forti, ha però perso forza nel corso della seduta segnalando che probabilmente nelle prossime giornate potrebbe scattare qualche presa di profitto. A livello settoriale il comparto dei beni di consumo è stato il migliore all’interno dell’indice Stoxx 600 seguito da risorse di base e finanziari. In controtendenza il comparto telecomunicazione.

In Italia, l’indice FTSEMIB ha chiuso sopra la soglia psicologica dei 18.000 punti per la prima volta da agosto del 2011 grazie soprattutto al settore bancario che è stato il comparto trainante nel corso degli ultimi mesi. In controtendenza Mediaset (-1,3%) e Fiat (-0,5%).

In mattinata apertura debole per i listini europei sulla scia del calo di Wall Street. Negli USA, seduta di consolidamento per i principali indici azionari ad eccezione del Nasdaq 100 che ha chiuso in lieve rialzo. Gli operatori, dopo l’euforia per la decisione Fed, che ha portato probabilmente a forti ricoperture di posizioni corte, hanno preferito probabilmente prendere profitto.

Tutti i settori, ad eccezione di quello tecnologico ed industriale, hanno chiuso in negativo con i cali maggiori che hanno interessato utility e finanziari. La volatilità ha continuato a scendere con l’indice Vix tornato sui minimi da inizio agosto in prossimità del 13%.

Sul fronte emergente, nuovi massimi da fine maggio per l’indice MSCI EM, che ha messo a segno la migliore seduta da luglio scorso.

La decisione Fed ha portato infatti a forti acquisti su quei mercati fortemente penalizzati nel corso dell’estate, tra i quali spicca la borsa turca che ieri ha guadagnato oltre il 6%. In controtendenza i listini latinoamericani dopo il forte balzo post-Fed registrato mercoledì in chiusura.

Durante la notte andamento negativo per i listini asiatici trainati al ribasso dal listino indiano dopo la decisione a sorpresa della Banca Centrale di alzare il tasso di riferimento. In lieve calo anche la borsa giapponese mentre sono rimasti ancora chiusi i listini cinesi per festività.

INFORMAZIONI DI STAMPA SUI TITOLI

ENEL – La società ha concluso un accordo, con il Consorzio Shah Deniz per l’acquisto di una quota del gas che sarà prodotto in un campo dell’Azerbaigian; la durata del contratto è di 25 anni e l’erogazione del gas non partirà prima del 2019. Secondo quanto riportato dal gruppo, tale accordo rafforzerà la competitività delle forniture di gas in Italia e permetterà alla società di rendere più flessibile il suo portafoglio di contratti di approvvigionamento.

ENI – Il Cda della società delibera di attribuire agli azionisti 0,55€ per azione come acconto sul dividendo 2013 con messa in pagamento il 26 settembre. Ai possessori di ADRs registrati entro il 25 settembre sarà distribuito un acconto sul dividendo pari a 1,10€ per ADR, pagabile il prossimo 7 ottobre. Inoltre, il gruppo con la compagnia di Stato Société Nationale des Pétroles du Congo esploreranno in maniera congiunta il blocco congolese Ngolo; le esplorazioni si svolgeranno in un arco di tempo di dieci anni. L’A.D. della società, Paolo Scaroni, è stato ricevuto dal Presidente della Repubblica Federale di Somalia al quale ha riferito l’interesse del gruppo a valutare il potenziale esplorativo di idrocarburi presente nel Paese.

FINMECCANICA – L’agenzia di rating Moody’s Investors Service riduce il giudizio “senior unsecured” di lungo termine della società a “Ba1″ da”Baa3” confermando l’outlook a “negativo”.

INTESA SANPAOLO – L’agenzia internazionale assegna per la prima volta un giudizio alla banca; il rating di lungo termine è “A (low)”, con trend negativo, mentre quello di breve è R-1 (low), con trend stabile.

SAIPEM – La Procura di Milano sta indagando per insider trading ed aggiotaggio la società, in merito alla vendita della quota del 2,3% del gruppo avvenuta pochi giorni prima il lancio del profit warning dello scorso 29 gennaio. La Procura starebbe valutando anche eventuali profitti di falso in bilancio.

SAVE – La società annuncia la cessione di una quota del 50% della controllata Airest al gruppo francese Lagardère; il valore complessivo della contrattazione sarà basato sui risultati consolidati attesi (al netto della posizione finanziaria netta normalizzata a dicembre).

TELECOM ITALIA – La società conclude l’emissione obbligazionaria a tasso fisso per un ammontare di 1Mld€ destinata ad investitori istituzionali. Il rendimento medio dell’emissione (5,054%) è risultato inferiore al costo medio del debito (5,4% a fine giugno).

MC DONALD’S – La società comunica che distribuirà un dividendo trimestrale di 0,81$ per azione, in crescita del 5% rispetto al periodo precedente. La compagnia ha alzato ogni anno la cedola dalla prima emessa nel 1976.

JP MORGAN – La società dovrà pagare una multa di 920Mln$ per concludere le indagini relative alle operazioni sui derivati che portarono ad una perdita netta di oltre 6Mld$. Lo ha stabilito la Fed insieme alla Sec, all’Office of the Comptroller of the Currency e al Financial Conduct Authority inglese.