Mercati

Borsa Milano in perdita, euro buca $1,28 dopo asta Btp. Moody’s monitora Italia

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude in ribasso di quasi un punto percentuale, non lontano dai minimi di seduta. Il listino milanese ha accusato un peggioramento dopo la comunicazione dei risultati dell’asta di BTP a 5 e 10 anni, che non è stata accolta positivamente dai trader, tanto che lo spread Italia-Germania ha segnato subito dopo un balzo di oltre il +6% in area 345 punti base, l’euro scende e al di sotto della soglia a $1,28. Ftse Mib -0,92% a 15.353,85 punti.

L’esito dell’emissione di debito sul primario è stato contrastato, con l’Italia che dovrà pagare sui BTP a 5 anni il rendimento più alto dallo scorso ottobre, mentre sui BTP a 10 anni il tasso più basso da gennaio. Domanda non convincente, in un contesto di forte incertezza politica che non sembra al momento smorzarsi. In tutto, sono stati collocati bond per 6,9 miliardi, di fronte ai 7 miliardi previsti. Piazza Affari paga anche la decisione dell’agenzia di rating Moody’s di porre attenzione alle implicazioni che avra’ sul profilo di credito dell’Italia il tentativo zoppicante di Pier Luigi Bersani, segretario del PD e premier incaricato ‘con riserva’, di formare un governo.

Caso Cipro sempre protagonista, l’isola imporrà controlli su tutti i capitali delle banche al fine di prevenire la corsa agli sportelli quando riapriranno nella giornata di domani. I cittadini non potranno portare via piu’ di 3 mila euro dalle banche e si verra’ inoltre imposto, riferisce l’agenzia Dow Jones citando funzionari locali, un limite di 5.000 euro per persona al mese su tutti i pagamenti effettuati con carte di credito.

Si teme che misure del genere, che entreranno in vigore tra 7 giorni, potrebbero durare anni, come è accaduto già in Islanda. Le decisioni che sono state finora adottate dai leader politici europei mettono in evidenza un dato di fatto: l’euro finora non è fallito e il progetto sta resistendo, ma non è esagerato parlare di bancarotta politica dell’Eurozona.

Così come i mercati asiatici, l’Europa guarda ai fondamentali dell’economia americana, la cui solidità è stata suffragata dagli ultimi dati. Occhio alla performance dello S&P 500, che si trova a soli due punti dal record testato nel 2007. “Sono abbastanza bullish – ha commentato comunque Stephen Isaacs, strategist presso Alvine Capital Management intervistato da Bloomberg, riferendosi all’andamento di Wall Street – Abbiamo assistito a due giorni di correzione e al momento siamo di nuovo ai nuovi massimi. I prezzi degli asset americani sono ancora molto allettanti”.

Ma il fronte economico europeo rimane contrassegnato da una carrellata di numeri negativi: focus sulla Francia; il pil del quarto trimestre è stato confermato a -0,3% e nell’intero 2012 la crescita è stata zero, mentre in Italia il fatturato dell’industria ha sofferto a gennaio un calo -1,3%, scendendo -3,4% su base annua. Molto male le vendite al dettaglio, che a gennaio sono scivolate -3% su base annua, confermando la fase di profonda recessione dei fondamentali della congiuntura italiana.
[ARTICLEIMAGE]
Il destino dell’Italia rimane appeso a un filo. Sempre più in difficoltà nel riuscire a formare un governo stabile Pier Luigi Bersani, che si trova a fare i conti da un lato con la chiusura e le condizioni imposte dal Pdl, e dall’altro con il no netto del Movimento 5 Stelle. Moody’s segue attentamente la vicenda al fine di esprimersi sul rating dell’Italia. L’agenzia Moody’s guarda “agli sforzi di Bersani per formare un governo” per le sue valutazioni sul rating. Lo afferma in un’intervista alla Reuters l’analista Dietmar Hornung, che sottolinea che l’esito del tentativo del leader Pd ha riflessi nel “breve termine” sulla valutazione.

Azionario asiatico in rialzo, i mercati hanno guardano positivamente ai dati confortanti arrivati dagli Stati Uniti, che hanno messo in evidenza il rialzo dei prezzi delle case al tasso più sostenuto dal 2006 e una crescita degli ordini dei beni durevoli superiore alle stime.

BTP – Spread Italia-Germania a 10 anni +6,39% a 345,46 a fronte di rendimenti sui BTP a 10 anni +3,3% al 4,74%

ALL’INTERNO DEL FTSE MIB – Sotto pressione i bancari, male anche Telecom, mentre, dopo non essere riuscita a fare prezzo in avvio, ha brillato Mediaset nonostante i brutti conti, che hanno messo in evidenza una perdita di bilancio su base annua per la prima volta nella storia. La società (+5,29%) ha deciso dunque una strategia che mira al taglio dei costi in Italia, per un ammontare di 450 milioni entro il 2014.

Il caso MPS e lo scandalo derivati tornano sotto i riflettori, con le perquisizioni nella sede di Nomura a Milano. Il titolo cede il 4,29%, peggiore di giornata, alla vigilia dei conti. All’interno dello stesso settore Bper -4,24%, BPM -3,43%, Mediobanca -3,25%. Tra titoli negativi anche Buzzi *3,3%). Positivi invece Ansaldo +11,09%, Finmeccanica +1,76% e Fiat Industrial +1,72%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro -0,54% a $1,2791; dollaro/yen +0,03% a JPY 94,44, euro/franco svizzero -0,09% a CHF 1,2181.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio con scadenza a giugno -0,52% a $95,84 al barile, quotazioni oro -0,15% a $1.594,90.

TUTTI GLI HIGHLIGHT DI GIORNATA:

Cipro: Direttore Bank Of Cyprus Licenziato Su Richiesta Troika.

Il piano diabolico: tassare i risparmi per alimentare i consumi.

Euro/ Amato: Se continua così salta tutto, non arriviamo al 2020.

Gb: Pil 4* Trim -0,3%, Su Anno +0,2%. Nel 2012 +0,3%.

Deutsche Bank/ Standard & Poor’s: rating sotto osservazione.

Le Borse europee frenano, Milano e Madrid le peggiori.

Avvio in rialzo per le Borse europee, poi Milano vira in rosso.

Credit Suisse: Compra Business Gestione Patrimoni Di Morgan Stanley.

Borsa, Piazza Affari apre poco mossa: Ftse Mib +0,05%.

Spagna:a Febbraio Vendite Al Dettaglio -7,9% Su Anno.

Borsa: Asia rimbalza con Wall Street sui massimi.

Il mercato è dominato dalle boiling room e sale trading come quella di JPMorgan Chase, dove scommesse fino a un leverage di $200 miliardi e guadagni (o perdite) di 5-6 miliardi sono la norma, nel portafoglio derivati su crediti sintetici. Quindi per vincere sulle lobby bancarie e per non essere continuamente manipolati vi invitiamo – trader, gestori e promotori finanziari della famiglia di WSI – ad essere più sofisticati, piu’ aggressivi, preparati, tecnici, e soprattutto flessibili in un mercato pieno di trappole ma anche di enormi opportunita’. Questo è il vostro spazio per operativita’, commenti flash e strategie di trading. Fatevi sotto.