Borsa Milano in calo, BofA: collasso oro anticipa “normalizzazione tassi”

12 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Da Wall Street ai listini asiatici all’Europa, i mercati scontano i timori sulla possibilità che la Fed decida già nella prossima riunione del 17-18 dicembre di iniziare a staccare la spina alla maxi iniezione di liquidità che ha gonfiato il valore dell’azionario negli ultimi anni.

La Borsa di Milano ha chiuso in calo sopra i minimi. L’indice Ftse Mib ha segnato una contrazione dello 0,94% a 17.804,8691 punti; -0,94% anche per il Ftse All Share, a 19.002,7305 punti. In lieve risalita lo spread tra i rendimenti di Btp e Bund decennali, che si è mantenuto comunque sotto i 230 punti, terminando in area 226 punti.

Tra le blue chip, pesanti le banche popolari, con Bper -3,45%, Bpm -2,41% e Banco Popolare -2,54%. Male anche Autogrill (-3,23%), Prysmian (-3,04%), Saipem (-2,55%), Finmeccanica (-2,53), STM (-2,41%). Brillanti, invece, A2A (+3,52%), Buzzi Unicem (+3,27%), Pirelli (+1,83%), Enel Green Power (+1,4%) e Ansaldo Sts (+1,4%).

Tra gli altri titoli del Ftse Mib focus su Mps nel giorno del cda che discuterà sulla tempistica dell’aumento di capitale. Titoli caldi della giornata sono Saipem e Telecom Italia e Ansaldo.

Fuori dal listino principale da monitorare Erg e KPR Energy.

Riguardo all’Italia, focus sulla reazione dei BTP italiani, venduti dopo la diffusione di un report secondo cui la Bce starebbe valutando l’opzione di limitare gli acquisti di bond governativi da parte delle banche, per indurle a erogare liquidità all’economia reale. I BTP sconterebbero la misura in modo importante, dal momento che il loro valore è salito in via artificiale proprio in quanto le banche italiane hanno gonfiato i loro bilanci con i bond italiani. Gli operatori si chiedono se non ci sia il rischio dell’esplosione, prima o poi, di una bolla speculativa.

Spread BTP-Bund a 10 anni in crescita +1,73% a quota 226,23, a fronte di rendimenti decennali +1% al 4,09%.

Intanto il bollettino della Bce mette in evidenza come il rapporto deficit/Pil italiano sarà in peggioramento rispetto alle previsioni, a causa del peggioramento del Pil. L’Italia è tra i cinque paesi dell’area euro che secondo la Commissione Ue sono “a rischio di inosservanza” degli impegni di risanamento sui conti pubblici, rileva la Bce. E per questo ci sarebbe bisogno di misure correttive aggiuntive pari a 0,4 punti di Pil.

Sempre in tema Bce, una relazione presentata dal vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella ha chiesto a Mario Draghi di fare qualcosa sul tasso di cambio, sottolineando che l’Eurotower dovrebbe fare di più.

Dati poco confortanti dal fronte economico italiano, con l’inflazione a novembre in calo -0,3%. Aumentano i timori sul rischio di deflazione, diffusi tra l’altro in tutta Europa.

Focus inoltre sulla produzione industriale dell’Eurozona, che nel mese di ottobre è scesa -1,1% su base mensile, e di appena +0,2% su base annua. La flessione è stata determinata dal ribasso -2,4% della produzione di beni di consumi durevoli e da -4% della produzione di energia.

Azionario asiatico colpito dalle vendite, indice di riferimento MSCI Asia Pacific è scivolato al minimo in due mesi e mezzo, con la Borsa di Tokyo in flessione di oltre un punto percentuale e in discesa per la terza sessione consecutiva.

L’indice Nikkei rimane comunque in crescita di quasi +48% quest’anno, e si appresta a terminare il 2013 con il guadagno più forte dal 1972.

Euro sempre sotto i riflettori, è salito fino a $1,3796 nelle ultime ore di contrattazioni, segnando l’ottava sessione consecutiva nei confronti del dollaro, con gli operatori di mercato che hanno smorzato le attese su una nuova misura di allentamento monetario da parte della Bce. La moneta unica si è avvicinata al record in un anno, testato a ottobre a quota $1,3833. Al momento è scambiata sul dollaro a $1,2773, praticamente piatta con -0,09%. Rapporto dollaro/yen +0,31% a JOY 102,74; euro/franco svizzero -0,10% a CHF 1,2209 e euro/yen +0,21% a JPY 141,52.

Tuttavia non tutti gli analisti sono rialzisti sull’euro. “Abbiamo una raccomandazione short sul rapporto euro/dollaro, e intravediamo un ribasso a $1,32 con uno stop a $1,3975”, hanno scritto in una nota gli esperti di BNP Paribas.

In un report, Bank of America Merrill Lynch ha inoltre scritto: “Il collasso dei prezzi dell’oro quest’anno, che ha sofferto il peggior declino dal 1981, è una chiara indicazione di come gli investitori abbiano iniziato a scontare una normalizzazione dell’economia, dei tassi di interesse e dell’allocazione degli asset. Tale situazione continuerà l’anno prossimo, e noi riteniamo che ‘l’ultimo trade della Grande Rotazione’ sarà un mercato toro per il dollaro americano”.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio -0,08% a $97,41, oro -1,15% a $1.243,20 l’oncia. Dall’inizio dell’anno, le quotazioni del metallo prezioso sono scivolate -25,84%.