Borsa Milano giù, spread oltre 260 per caos politica

12 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Giornata incerta per le borse europee, che hanno chiuso intorno alla parità, in attesa dell’evolversi della crisi siriana e della decisione della Fed sul ridimensionamento degli stimoli monetari. In mattinata, a penalizzare i listini è stato il dato sulla produzione industriale europea, scesa inaspettatamente dell’1,5% a luglio, con l’Italia in flessione dell’1,1%, peggior dato congiunturale da giugno 2012.

Milano, reduce da un balzo del 5% in cinque sedute, ha segnato -0,23%, appesantita dalle banche, che hanno risentito del rialzo dello spread a quota 258 punti base, dopo l’asta dei titoli di stato. Il Tesoro ha collocato tutti i 7,5 miliardi di titoli, con un rendimento sui 4 miliardi di titoli triennali in forte aumento al 2,72%, massimi da ottobre 2012.

Sul Ftse Mib, che non trascura le incertezze politiche sul fronte interno, pesa il ribasso dei bancari. A livello settoriale si distingue in positivo il comparto dei tecnologici, con Stm che svetta +6%, favorito dal giudizio positivo di Goldman Sachs che ha rivisto al rialzo il target price a 9,50 da 8,50 euro. “Tutto il settore della tecnologia europeo ha delle potenzialità di crescita molto attraente”, commenta a Reuters un trader.

In flessione quindi dell’1% circa Unicredit, Banco Popolare, Ubi, Mps, Intesa Sanpaolo, mentre ha fatto eccezione Bpm (+0,7%), sempre trainata dalle attese per un cambio della governance a partire da fine ottobre. In netto calo anche i titoli del risparmio gestito, Azimut (-2%) e Mediolanum (-0,36%), dopo la notizia, riportata dal Financial Times, secondo cui l’Unione europea avrebbe avviato verifiche sui regimi fiscali di paesi come Lussemburgo, Olanda e Irlanda, dove le quotate italiane sono attive. Bene anche Finmeccanica (+2,60%), che ha beneficiato dell’upgrade da reduce a hold di Kepler Cheuvreux, in attesa delle dismissioni

Tra i titoli a minore capitalizzazione, e’ balzata dell’8% Camfin, dopo la decisione della Consob di prorogare i termini dell’opa, in scadenza domani, in modo da decidere sull’eventuale aumento del prezzo dell’offerta, ora fissato a 0,8 euro per azione

Il ritracciamento odierno della borsa non sembra tuttavia preoccupare al momento gli operatori. “Ci sono delle prese di profitto che considero fisiologiche dopo gli ultimi continui guadagni” riferisce a Reuters un’operatrice di Borsa. “A tenere banco e condizionare i mercati nei prossimi giorni sono sempre le attese sull’azione della Fed in tema di stimoli monetari nel meeting della prossima settimana”.

Il sentiment negativo si spiega con il caos politico, con l’alta tensione Pd-Pdl sul caso dell’agibilità politica di Silvio Berlusconi: Enrico Letta avverte che l’instabilità costa miliardi all’Italia. E un avvertimento arriva anche con il bollettino mensile della Bce, che parla di rischi crescenti sul deficit per l’Italia.

L’asta italiana mette in evidenza l’ennesimo rialzo dei tassi sul mercato primario, con il rendimento dei BTP a tre anni balzato al 2,72%, al massimo dall’ottobre del 2012.

Una nota positiva arriva però da Goldman Sachs, che consiglia agli investitori di sovrappesare i bond italiani rispetto a quelli spagnoli e francesi. Sta di fatto, però, che mentre i tassi di altri bond europei scendono, quelli italiani salgono e si attestano a nuovi livelli record. Spread Italia-Germania a 10 anni +2,91% a 263,86 punti base, a fronte di un rendimento decennale +0,52 al 4,54.

Peggio l’Italia, con il dato scivolato del 4,3% rispetto allo stesso mese di un anno fa.Tuttavia, secondo un sondaggio, gli investitori sono sempre più ottimisti sull’Europa.

Altro market mover dei mercati europei la Siria, nel giorno dell’incontro tra il segretario di Stato Usa John Kerry e la controparte russa, a Ginevra, per discutere sulla proposta della Russia di trasferire sotto il controllo internazionale l’arsenale chimico del regime siriano di Assad.

In un editoriale pubblicato sul New York Times, il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito che, in Siria, le armi chimiche sono state utilizzate dai ribelli.

Gli investitori internazionali iniziano a guardare al meeting del Fomc – il braccio di politica monetaria della Fed – che si terrà i prossimi 17-18 settembre. Ben Bernanke inizierà a staccare la spina al massiccio piano di stimoli monetari, che al momento avviene attraverso l’acquisto di Treasuries e bond legati ai mutui, per un valore di $85 miliardi al mese? Secondo il 65% degli economisti intervistati lo scorso mese da Bloomberg, la decisione andrà in questa direzione.

“Ci troviamo in una fase attendista, in vista della riunione della Fed”, ha commentato in una intervista a Bloomberg Mitsushige Akino, responsabile gestore di fondi, presso Ichiyoshi Asset Management Co, a Tokyo.

Indice generale dell’azionario asiatico incerto dopo il dato sugli ordinativi dei macchinari del Giappone, che è cresciuto a un ritmo inferiore alle attese. Il benchmark, noto come MSCI Asia Pacific, è salito +6,6% negli ultimi 10 giorni, sulla scia di segnali di miglioramento dell’economia globale. Il rally ha portato l’indice della forza relativa a 14 giorni, un indicatore del momentum di trading, a 67, vicino alla soglia di 70 punti, che indica che il mercato potrebbe aver corso troppo.

Tra i titoli, Sharp in calo -6% sulla scia di rumor secondo cui la società starebbe pianificando un’offerta pubblica di azioni per un valore fino a $150 milioni. Mitsubishi Motors titolo peggiore del listino giapponese, in calo di quasi -7% dopo che il quotidiano Nikkei ha reso noto che il produttore di auto ha intenzione di offrire azioni per $2 miliardi, al fine di procedere a una operazione di buy back di azioni privilegiate.

Occhio all’indice australiano S&P/ASX 200, che durante la sessione ha superato quota 5.246 punti, testando il record dal giugno del 2008 per terminare poi in crescita +0,16%. Altri indici Nikkei -0,26%, Shanghai +0,64% al massimo in tre mesi, Kospi coreano piatto con +0,01%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,08% a $1,33; dollaro/yen -0,64% a JPY 99,2; euro/franco svizzero -0,10% a CHF 1,2370. Euro/yen -0,74% a JPY 131,97.

Sui mercati delle commodities, i futures petrolio +0,78% a 108 dollari al barile; quotazioni oro -0,78% a $1.331.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi di interesse in sostanziale calo sia per la Germania sia per i paesi periferici con spread praticamente immutati. Ancora una volta in controtendenza i titoli portoghesi con tassi in rialzo e comparto decennale arrivato in prossimità del 7,15% e spread vicino ai 515pb. Pesa in questo caso la vicinanza della scadenza elettorale (elezioni amministrative) del 28 settembre. L’elevato livello dei tassi rende meno plausibile l’ipotesi di regolare ritorno del Portogallo sul mercato dei capitali a metà del prossimo anno.

L’emissione del nuovo bund decennale ha evidenziato una domanda piuttosto bassa che ha superato di poco l’importo massimo pari a 5Mld€ che l’agenzia del debito tedesca era intenzionata a collocare. Ciò nonostante, durante la giornata si è assistito ad un progressivo calo del tasso del nuovo Bund che, dopo essere stato ieri collocato ad un tasso medio del 2,06%, questa mattina viene scambiato intorno al 2%. In questo caso ha aiutato soprattutto il forte calo dei tassi sui Treasury.

Nel frattempo a Francia ha alzato bandiera bianca sul fronte deficit, annunciando il differimento di alcuni rialzi di tasse previsti e conseguentemente rivedendo al rialzo gli obiettivi di deficit/Pil per quest’anno ed il prossimo, portati ora rispettivamente al 4,1% e 3,6%.

Oggi l’attenzione sarà sia sul discorso di Draghi sia sulle emissioni italiane che prevedono un nuovo Btp a 3 anni (fino a 4Mld€), la riapertura del Btp a 15 anni (fino a 1,5Mld€) e Cct 2018 (fino a 2Mld€).

Negli Usa forte calo dei tassi sul comparto decennale in seguito a due fattori principali: a) buon esito dell’asta di 21Mld$ su tale comparto che ha evidenziato una domanda ben superiore alla media delle ultime 8 emissioni; 2) acquisti dopo la chiusura delle coperture effettuate nei giorni scorsi in vista della ciclopica emissione obbligazionaria di Verizon.

In quest’ultimo caso è stato collocato un ammontare record di ben 49Mld$ di otto tranche di bond con scadenze comprese tra i 3 ed i 30 anni, a fronte di una domanda che, secondo quanto riferito dai partecipanti al deal, ha superato i 100Mld$.

I venti di guerra nel frattempo appaiono sempre più lontani, in vista anche dell’incontro di oggi a Ginevra tra il sottosegretario di stato Usa Kerrry ed il ministro degli esteri russo. Sul fronte macro i dati settimanali al 6 settembre pubblicati ieri hanno confermato la continuazione del forte calo delle richieste di mutui, in modo particolare quelle a scopo di rifinanziamento (-64% a/a) e di mutui a tasso fisso (-51% a/a). In termini assoluti le richieste a scopo di rifinanziamento sono arrivate al livello minimo da giugno 2009. Evidente pertanto l’impatto del rialzo dei tassi. Oggi attesa l’emissione di 13Mld$ di Treasury a 30 anni.

Valute: euro in apprezzamento verso dollaro, mentre tra gli operatori si consolida l’attesa in vista del prossimo incontro Fed del 18 settembre: riduzione del piano di acquisti nel range 10-15Mld$ accompagnato però da una forte enfasi sul fatto che nel frattempo per diverso tempo non sarà toccato il tasso di riferimento. Nel breve la prima resistenza si colloca a 1,3360.

Da ieri lo yen si è apprezzato verso quasi tutte le principali valute mondiali, in particolare verso dollaro Usa e la maggior parte delle valute emergenti sulla scia del calo del listino giapponese e degli importanti livelli tecnici sui principali cross che hanno agito da resistenza.

Verso dollaro il cross non è riuscito a restare al di sopra dell’area di resistenza 100, mentre verso euro l’area 133-133,50 ha anch’essa opposto resistenza alla rapida fase di deprezzamento della valuta giapponese. Per oggi verso euro i supporti si collocano a 132 e 131, mentre verso dollaro a 98,50.

Segnaliamo l’apprezzamento della sterlina dopo il calo del tasso di disoccupazione medio nel periodo maggio-luglio. Verso dollaro la valuta britannica è salita ai massimi da 7 mesi, mentre verso euro il cambio si è portato temporaneamente sui minimi da gennaio sotto il supporto 0,84 per poi recuperare tale livello.

Segnaliamo anche il deprezzamento del dollaro australiano stanotte dopo il calo inatteso degli occupati ad agosto. Infine sul fronte emergente si è assistito ad un andamento misto: debolezza delle valute asiatiche, apprezzamento di real, rand e rublo.

INFORMAZIONE DI STAMPA SUI TITOLI

BANCA POPOLARE MILANO – Il presidente del consiglio di gestione della società, Andrea Bonomi, ha dichiarato che sarà necessario attendere la fine di ottobre per la revisione della governance del gruppo.

CATTOLICA ASSICURAZIONI – Secondo quanto riportato dalla stampa, la società avrebbe acquistato una quota del 20% della neo-costituita All Risk Solution, un gruppo formato dagli agenti della compagnia con lo scopo principale di offrire prodotti assicurativi relativi a rischi generalmente non trattati dalla società.

ENI – La società è stata sanzionata dall’Agcm per aver messo in atto una pratica commerciale scorretta con la campagna pubblicitaria relativa all’offerta “Eni 3”. Il gruppo dovrà pagare una multa di 250mila€. La società ha comunicato di aver iniziato la produzione nel giacimento in Kashagan (Kazakistan) dopo anni di rinvii e ritardi.

FIAT – Secondo quanto riportato da Il Sole24Ore, la società starebbe valutando un investimento di 580Mln€ in Cina con Gac per un nuovo stabilimento per berline e Suv. Inoltre, sarebbe previsto per il 2016 il lancio di una nuova cinquecento.

GENERALI – La società comunica di aver chiesto la disdetta del patto parasociale che la lega a Finint. In tal modo, la società potrà disporre della partecipazione in Save e di conseguenza uscire dalla stessa.

IMPREGILO-SALINI – Oggi pomeriggio si terranno le assemblee straordinarie delle società che approveranno la fusione che diventerà effettiva dal 1 gennaio dell’anno prossimo.

TELECOM ITALIA – Secondo quanto riportato dalla stampa, Telefonica starebbe valutando un’offerta per i soci della holding di controllo della società, Telco, senza aumentare però il suo debito.

APPLE – Il titolo della società, dopo la presentazione dei due nuovi modelli di iPhone, perde quasi il 5,5%. Bank of America Merrill Lynch, Ubs e Credit Suisse riducono il rating del colosso americano.

IBM – La società ha dichiarato il raggiungimento di un accordo definivo con Synnex per la cessione della sua divisione customer care per un ammontare complessivo di oltre 500Mln$; il gruppo prevede di utilizzare tale fondo per focalizzarsi su investimenti più profittevoli. Il pagamento sarà effettuato per 430Mln$ in contanti e per il resto in azioni; l’operazione dovrebbe concludersi nei prossimi mesi.

VERIZON – Fitch conferma il rating della società ad “A-” con outlook stabile, accogliendo favorevolmente il collocamento di obbligazioni per un valore record complessivo di 49Mld$ per finanziare l’acquisto della quota del 45% posseduta da Vodafone in Verizon Wireless.