Borsa Milano giù -1,45%. Telecom Italia paga rumor: -6%

25 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano termina l’ultima giornata di contrattazioni della settimana in territorio pesantemente negativo, con l’indice Ftse Mib che accelera al ribasso nel pomeriggio, registrando una flessione di quasi -1,5%. Sfondata di nuovo al ribasso la soglia psicologica dei 19.000 punti (-1,45% a 18.874,75 punti).

Listino quasi tutto tinto di rosso, sotto pressione tra i bancari Mps, Bper, BPM, Banco Popolare, Ubi Banca e Unicredit (-2,12%). Fuori dal settore, particolarmente penalizzate Autogrill, Diasorin, Fiat e Mediaset. Attenzione ai rumor sul titolo Telecom Italia che arriva a cedere quasi una percentuale a doppia cifra, prima di chiudere a -6,37% e dopo essere stato sospeso per eccesso di ribasso. Sui corsi delle azioni gravano le indiscrezioni su un possibile azzeramento del dividendo e altre indiscrezioni su aumento di capitale.

Spread Italia-Germania a 10 anni in forte crescita, +3,67% a 239,57, a fronte di rendimenti decennali +1,87% al 4,05%.

Permane la preoccupazione sulle condizioni di salute delle banche italiane e sugli effetti che avranno gli stress test che partiranno a novembre. Particolarmente monitorata Monte dei Paschi di Siena, che ha perso -93% del suo valore dall’acquisizione di Antonveneta.

L’attenzione degli investitori è sempre più concentrata su quelle che potrebbero essere le prossime mossime della Fed nel meeting della prossima settimana. Alcuni analisti avvertono che esiste anche la possibilità di un QE, ovvero di una politica monetaria espansiva, “eterno” e Société Générale si spinge ancora più in là, parlando della possibilità che il Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, aumenti, invece di diminuire, la quantità di acquisti di titoli di stato e titoli legati ai mutui che al momento, proprio per garantire la “droga” ai mercati, si attesta a un valore di $85 miliardi al mese.

Focus anche sull’euro, che continua a oscillare al massimo degli ultimi due anni; timori sull’impatto che il Super-euro avrebbe sulle esportazioni europee, in un contesto di ripresa economica ancora decisamente anemica. La Bce continua a rimanere ingessata, intenzionata a non fare nulla per frenare l’ascesa della valuta, che mina profondamente la sopravvivenza delle aziende esportatrici europee. Tutto questo mentre la stessa Eurotower mette in evidenza un calo dei prestiti della banche dell’Eurozona al settore privato in contrazione su base annua -1,9%.

Riguardo all’Italia, rese note le vendite al dettaglio, tornate positive in misura decisamente lieve ad agosto, dopo una serie negativa durata 13 mesi: la crescità è di appena +0,2%. LEGGI Declino con ritorno per l’Italia? Report esclusivo.

Ma le preoccupazione sono anche sull’andamento dei tassi sul mercato monetario in Cina, con il tasso repo a sette giorni – importante termometro di liquidità – che è salito durante le contrattazioni overnight fino a quasi il 7%. La banca centrale della Cina ha di fatto ridotto la liquidità per la terza volta in due settimane, nel tentantivo, secondo gli analisti, di porre un freno all’aumento dei prezzi delle case, e in generale, al possibile ritorno del surriscaldamento dell’economia.

Occhio inoltre al grafico allegato, quello che la Fed teme di più, che mette in relazione la performance al rialzo dello S&P e la fiducia dei “ricchi” misarata dal Bloomberg’s Confot Index, che è precipitato al valore più basso degli ultimi sette mesi. Notizie macroeconomiche poco confortanti in Europa, con l’indice Ifo, che misura le aspettative sull’economia tedesca, che è sceso a 107,4 dai 107,7 del mese di settembre.

Indice Nikkei sceso al minimo in due settimane, scivolato -2,75%, lo Shanghai Composite al valore più basso in sette settimane, con -1,56%. Hong Kong -0,51%, indice coreano Kospi -0,60%, indice australiano S&P/ASX 3200 +0,25%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro oscilla attorno alla soglia di $1,38, ai massimi in due anni, ma frena con +0,01% a $1,38, dollaro/yen +0,08% a JPY 97,35. Euro/franco svizzero +0,18% a CHF 1,2336, euro/yen +0,07% a JPY 134,32.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio +0,42% a $97,52 al barile, mentre le quotazioni dell’oro invariate a 1.350,20 l’oncia.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi tedeschi sostanzialmente stabili in prossimità dell’1,75% sul comparto decennale, a fronte di rialzo in ambito periferico. Il bund continua a seguire da vicino la dinamica del T-note decennale che nel frattempo sta consolidando l’area 2,5% di rendimento. Sul fronte macro, dopo sei mesi consecutivi di rialzo, l’indice composito Pmi dell’area è risultato in calo ad ottobre penalizzato principalmente dalla componente servizi.

L’indice Ifo tedesco di ottobre è risultato in calo soprattutto nella componente prospettica, a causa probabilmente dall’effetto cambio. Il settore più penalizzato è stato quello manifatturiero oltre che quello delle vendite al dettaglio. Su quest’ultimo tema, il membro Bce Asmussen, in un’intervista al Sole 24 Ore ha dichiarato di non essere preoccupato dall’attuale livello sia intermini reali sia nominali. L’unico elemento di preoccupazione si ricollegherebbe al potenziale impatto sulle dinamiche inflattive. Nel frattempo, la prima giornata del Consiglio europeo (che ha visto la partecipazione anche di Draghi) è stata sintetizzata dal messaggio del presidente Van Rompuy che ha sottolineato l’impegno da parte degli stati membri a raggiungere un accordo entro fine anno sul tema del meccanismo unico di risoluzione bancaria.

Negli Usa tasso decennale stazionario intorno al 2,5%. I dati sulle richieste settimanali di sussidi per la disoccupazione insieme a quello sulla bilancia commerciale di agosto son risultati sostanzialmente in linea con le attese. La Fed dal canto suo ha reso pubbliche nuove regole sul tema liquidità delle banche: gli istituti con almeno 50Mld$ di asset dovranno mantenere riserve di liquidità sufficienti alle necessità di 30 giorni in caso di situazione di forte stress sui mercati.

L’adeguamento ai nuovi criteri avverrà in buona parte entro il 2015 con ultimazione entro il 2017. Oggi il focus sarà sul calendario macro che tra gli altri prevede anche la pubblicazione del dato finale sulla fiducia dei consumatori di ottobre, importante per capire l’impatto del recente shutdown.

Valute: l’euro continua a stazionare intorno ad area 1,38. Le citate dichiarazioni del membro BCE Asmussen non hanno manifestato particolari preoccupazione per l’attuale livello. Su questo punto sarà importante verificare l’atteggiamento anche di Draghi nelle prossime settimane in vista dell’incontro BCE del 7 novembre. La prima resistenza si colloca in prossimità di 1,3850.

Durante la notte si è assistito ad un apprezzamento dello yen in linea con il calo marcato della borsa nipponica. In Giappone sono stati pubblicati i dati sull’inflazione di settembre, che hanno confermato per l’indice generale il rialzo maggiore da fine 2008 (1,1% a/a). Il cross verso dollaro si colloca sui minimi da 3 settimane con il supporto collocato tra 96,50 e 97.

Il cambio euro/yen si colloca invece su livelli elevati grazie alla forza attuale dell’euro. Per oggi il supporto si colloca presso 133,17, minimo della notte mentre la resistenza più importante passa da 135,50. Sterlina in apprezzamento verso dollaro, stabile verso euro. Ieri sera il governatore della BoE, Carney, ha dichiarato che l’istituto espanderà la tipologia di collaterale accettato ed offrirà finanziamenti su scadenze più lunghe a tassi più bassi.

Sul fronte emergente tra le valute più deboli compare ancora il real brasiliano, oggetto di prese di profitto su attese di minore interventismo della banca centrale dopo il forte rally degli ultimi 2 mesi. In deprezzamento anche il peso messicano e la lira turca, mentre apprezzamenti sono stati registrati dal baht tailandese e ringgit malese. Infine ancora un ennesimo record da 20 anni per lo yuan cinese verso dollaro Usa.

Commodity: quarto giorno consecutivo in rosso per l’indice generale GSCI ER, anche se il ribasso di ieri è stato di lieve entità (-0,2%). L’andamento tra i vari settori è stato contrastato con i preziosi (+1,2%) in rialzo grazie alla debolezza del dollaro. L’oro stamani si colloca poco sopra i 1340$/oncia. Leggermente positivi i metalli non ferrosi (+0,3%), mentre è leggermente calato l’indice energetico (-0,2%). Ieri c’è stato un andamento divergente tra Wti (+0,3%) e Brent (-0,8%), con il greggio Usa rimbalzato dai minimi degli ultimi 4 mesi. Questa mattina entrambe le tipologie di greggio scambiano intorno alla parità. Andamento negativo per gli agricoli (-0,7%) guidati dal calo dello zucchero (-1,6%), cotone (-1,8%) e cereali.

Azionario: seduta di ieri in recupero per i listini azionari europei con gli operatori che hanno probabilmente valutato eccessive le vendite della giornata di mercoledì che avevano colpito soprattutto il comparto finanziario. Non a caso tale settore è nuovamente ritornato ad essere tra i migliori, permettendo a Ftsemib ed Ibex di spiccare in vetta ai listini europei. Il maggior rialzo, a livello settoriale, è stato però registrato dal comparto industriale ed in particolare dai titoli del settore auto dopo la pubblicazione dei positivi conti trimestrali di Daimler che hanno spinto le azioni della casa automobilistica tedesca sui massimi da gennaio 2008.

In controtendenza invece è risultato il comparto tecnologico che continua ad essere penalizzato da risultati piuttosto deludenti da parte di alcune società del settore. In Italia, il Ftsemib è risultato il migliore indice europeo andando a chiudere la seduta con un guadagno di oltre l’1%. Al suo interno, oltre al recupero dei titoli bancari, spicca il rialzo di circa il 3% messo a segno da Enel in un contesto di buon andamento per tutti i titoli del comparto utility. In forte calo Autogrill e World Duty Free dopo la cessione di circa il 9% delle azioni da parte della famiglia Benetton.

In mattinata apertura negativa per i listini europei con gli indici periferici che ritornano sotto pressione. Negli Usa seduta di lieve recupero per i listini azionari con l’indice S&P 500 che si riporta nuovamente sopra la soglia dei 1750 punti favorito da un flusso di conti societari migliori delle attese e dalle notizie positive giunte dall’indice PMI manifatturiero cinese.

Quando siamo ormai quasi al giro di boa della stagione delle trimestrali e circa la metà delle società dell’S&P 500 ha infatti già pubblicato i propri conti, il quadro che emerge è di un andamento molto positivo sul fronte degli utili, meno ottimista invece riguardo ai ricavi con solo il 53% delle società che, stando ai dati Bloomberg, ha battuto le stime su tale parametro.

La seduta di ieri ha visto comunque un buon andamento di quasi tutti i settori all’interno dell’indice S&P 500 con i comparti retail ed energetico risultati tra i migliori; in controtendenza invece telecomunicazioni, utility ed health care. A mercati chiusi da segnalare il forte rialzo di Microsoft (+5% circa) e Amazon (+8% circa) dopo la pubblicazione delle relative trimestrali.

Sul fronte emergente, seconda seduta consecutiva in calo per l’indice MSCI EM che si appresta a chiudere la settimana peggiore da circa due mesi. All’interno sono prevalse le vendite sui listini cinese e brasiliano, mentre si è mosso in controtendenza quello turco. Durante la notte seduta in forte calo per i listini asiatici tra cui spicca il Nikkei in ribasso di quasi il 3%. Andamento negativo anche per la borsa cinese, mentre si è mosso in controtendenza l’indice ASX 200 australiano, salito sui livelli massimi da giugno 2008.

INFORMAZIONE DI STAMPA SUI TITOLI

BREMBO – La società ha avviato il collocamento di 2Mln di azioni ordinarie (pari al 3% del capitale circa). Il gruppo ha dichiarato che tale operazione punta a “sostenere e incrementare la liquidità del titolo Brembo, anche a fronte di un crescente interesse mostrato da parte degli investitori istituzionali”. Il collocamento avviene ad un prezzo compreso nel range 19,6-19,9€.
ENI – La compagnia è risultata nel 2012 prima società in Italia in termini di utile e ricavi nell’edizione 2013 del rapporto di Mediobanca. Inoltre, il consorzio Ncoc dell’enorme giacimento di Kashagnan ha dichiarato che occorreranno alcune settimane prima che la produzione possa ripartire in condizioni di sicurezza dopo la perdita di gas di alcuni giorni fa.

GTECH – Secondo quanto riportato da Il Mondo, in Turchia sarà pubblicato il bando per la gestione delle lotterie nei prossimi giorni. In gara dovrebbero esserci solo il gruppo italiano e la compagnia greca Intralot.

HERA – Il Cda della società ha approvato le condizioni necessarie per l’aumento di capitale in opzione di non oltre 78,5Mln di azioni ordinarie circa (1,25€ ciascuna). Il controvalore massimo dell’aumento di capitale sarà di massimo 98,1Mln€.

SNAM – La società ha ottenuto due prestiti dalla Banca europea per gli investimenti per un ammontare complessivo di 365Mln€ a tasso variabile con durata ventennale.

AMAZON – La società ha registrato nel terzo trimestre valori superiori al consenso degli analisti. La compagnia ha infatti chiuso il trimestre con una perdita netta di 41Mln$, in forte calo rispetto a quella di 274Mln$ dello stesso periodo del 2012. I ricavi sono cresciuti del 24% ad oltre 17Mld$.

AT&T – La società chiude il terzo trimestre sopra alle attese con un utile netto a 3,8Mld$, in crescita di quasi il 5% rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Stesso andamento per i ricavi, in aumento del 2,2% a 32,2Mld$.

FORD – La società archivia il terzo trimestre con un utile netto ad 1,3Mld$ circa, in calo dai precedenti 1,6Mld$ registrarti un anno prima; al contrario, il ricavo è in crescita del 3,9% a 36Mld$. La società si aspetta un utile netto per il 2013 più elevato rispetto a quello del 2012.

MICROSOFT – La società ha archiviato il terzo trimestre con un utile netto ad oltre 5,2Mld$, in crescita del 17% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Stesso andamento per i ricavi, in aumento del 16% ad oltre 18,5Mld$. Sia l’utile che i ricavi hanno registrato valori superiori al consenso degli analisti.

TWITTER – La società programma di vendere le sue azioni per un valore compreso nel range 17$-20$ per azione. La compagnia offrirà 70Mln di azioni cercando così di raccogliere 1,4Mld$; la data del collocamento sul New York Stock Exchange non è stata ancora fissata ma è attesa dagli analisti per il prossimo 6-7 novembre.