Borsa Milano debole. Mps -6,5%, euro sul filo di $1,11

20 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Seduta all’insegna della debolezza per le Borse di tutta Europa dopo i guadagni delle ultime tre sessioni. I rialzi dei titoli tlc sono stati compensati dalle vendite sui titoli di quelle società che hanno riportato utili deludenti. Ftse Mib in lieve ripresa nel finale, +0,25% a quota 23.773 punti.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni +1,45% a 121,62 punti base. Tassi decennali sui BTP +1,49% all’1,84%, tassi sui Bund +1,56% allo 0,62%.

In Europa male Burberry Group dopo aver reso noto un bilancio che ha messo in evidenza utili in calo. Bene Vodafone, dopo che il presidente di Liberty Global ha affermato che un’alleanza con la società telefonica del Regno Unito potrebbe dar vita a “un’ottima combinazione” con il suo impero delle attività via cavo.

Altice in forte rialzo, titolo al prezzo record dopo aver raggiunto un accordo per acquistare una partecipazione di maggioranza in Suddenlink Communications.

A frenare gli acquisti sul Ftse Mib e sul resto dell’azionario europeo è la sempiterna incertezza che regna nelle trattative greche. Il governo ha confessato di non aver soldi a sufficienza per poter pagare da solo il prestito di oltre 300 milioni che deve restituire al Fondo Monetario il 5 giugno.

L’azionario si prende una pausa dopo che l’indice paneuropeo di riferimento del continente ha toccato i massimi di tre settimane. Detto questo, il QE della Bce ha permesso all’indice azionario europeo benchmark Stoxx 600 di salire +21% da inizio anno fino al record in aprile, complice anche il rally dei titoli delle case automobilistiche. L’indice ha perso poi -6,1% fino allo scorso 6 maggio, causa la ripresa dell’euro, per poi recuperare +4,1% fino a ieri.

Ad Atene non rimane molto tempo: fino al 5 giugno per l’esattezza, dopo quella data le finanze saranno prosciugate e il paese rischierà di fare default. Il tutto mentre l’Fmi ha lanciato una sorta di ultimatum che ricalca quanto avvenuto a Cipro: prendere o lasciare.

In ambito di politica monetaria, dopo le buone notizie sull’intensificarsi del piano Quantitative Easing della Bce quest’estate, l’attenzione sarà rivolta alle ‘minute’ della riunione di fine aprile della Federal Reserve.

Sul versante macro l’indice dei prezzi alla produzione tedeschi è sceso dell’1,5% su base annuale. Il valore dei prodotti fabbricati dalla Germania è rimasto molto fiacco anch in aprile, il che sottolinea come nemmeno il piano della Bce è sufficiente ad incoraggiare le aziende della prima economia dell’area euro ad alzare i prezzi dei prodotti venduti all’ingrosso. Su mese il risultato è stato lievemente positivo: +0,1%. Gli economisti si aspettavano un aumento dello 0,2%.

Tra i singoli titoli scambiati sul listino italiano, focus sulle popolari dopo il cambiamento di giudizio di Fitch, che ha rivisto al ribasso il rating sui titoli di Mps, Banca Carige, Pop Emilia e Banco Popolare. I titoli di quest’ultima e dell’istituto di Siena diventano così speculativi, mentre Bper e Carige erano già giudicati “junk”. Mps ha perso -6,5%.

Oggi Pop Milano è comprata con oltre +1%. Un broker ha sottolineato a Reuters che la conferma del raing è un segno di maggiore qualità degli attivi rispetto alle altre concorrenti. Occhio ai titoli di Banca Generali e Mediolanum, incitati dall’innalzamento del prezzo obiettivo da parte di Goldman Sachs.

Azimut sotto pressione -4,5% dopo che uno dei dirigenti più alti del gruppo ha liquidato la propria partecipazione. Mediaset positiva nel finale, dopo le rinnovate indiscrezioi circa un’alleanza con Sky per le attività di pay per view. Piatta Telecom nel giorno dell’assemblea dei soci.

Tra altre banche, Bper +0,50%, Intesa +0,42%, Unicredit +0,15%, Ubi Banca +0,33%.

In Asia, l’indice della Borsa di Tokyo è in rialzo grazie anche ai dati positivi sulla crescita economica, nettamente sopra le attese. Il Pil ha registrato un’espansione del 2,4% nel primo trimestre. Il Nikkei è così salito ai massimi di 15 anni.

In Cina l’indice di Hong Kong è pesante anche a causa della performance sottotono del petrolio, mentre Shanghai si spinge in progresso.

Tra le materie prime, i futures sul petrolio avanzano dell’1,09% a 58,62 dollari al barile. Il Brent fa +1,41% a 64,92 dollari al barile. L’oro fa +0,31 a 1.210,50 dollari l’oncia; l’argento +0,84% a 17,22 dollari l’oncia.

Sul valutario, l’euro cede lo 0,43% a 1,1099. Sul franco svizzero perde lo 0,28% a 1,0414. Contro la sterlina perde lo 0,67% a 0,7138. Il dollaro fa +0,49% sulla divisa giapponese a quota 121,28 yen.

(DaC-Lna)