Borsa Milano corre: +1%. Vola Fiat +5% dopo rumor

9 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI)- Chiusura positiva per la Borsa di Milano, sulla scia anche dei nuovi livelli da record toccati da Wall Street. A piazza Affari l’indice Ftse Mib ha guadagnato l’1,16% a 17.244,7402 punti, mentre il Ftse All Share è salito dello 0,81% a 18.246,5996 punti.

Sostanzialmente stabile lo spread tra i rendimenti di Btp e Bund decennali, sui 257 punti base rispetto ai 256 della vigilia. A trainare il listino delle blue chip è stata Fiat, balzata del 6,02% a 6,16 euro dopo l’annuncio a sorpresa che al salone dell’auto di Francoforte non saranno presenti né l’ad Sergio Marchionne, né il presidente John Elkann. I due manager, ha riferito l’azienda, hanno impegni professionali per i quali sono impossibilitati a partecipare e a tenere i consueti appuntamenti con la stampa. Notizia che ha dato il là alle ipotesi degli operatori che i vertici siano impegnati in qualche operazione straordinaria, magari nella trattativa con Veba per la quota in Chrysler.

Bene anche FonSai (+4,87%), Mediaset (+4,82%), Mediobanca (+3,6%), UniCredit (+3,11%) e gli altri bancari in generale. A picco, invece, Mps -3% circa. Il titolo della banca senese ha chiuso sopra i minimi con un calo del 2,82% a 0,2101 euro dopo che ieri il ministero dell’Economia ha reso noto che il nuovo piano di ristrutturazione, concordato con Bruxelles, prevederà un aumento di capitale da 2,5 miliardi da realizzare nel corso del 2014. Giù anche Pirelli (-1,23%), Eni (-0,92%) e Terna (-0,81%).

Italia osservata speciale; la Giunta si è riunita questo pomeriggio per decidere sull’agibilità politica di Silvio Berlusconi.

Indice di riferimento europeo Stoxx Europe 600 è reduce dal rialzo settimanale più forte dallo scorso aprile. Nervosismo di fondo, incide la paura degli investititori sul possibile attacco americano contro la Siria, nel corso di questa settimana.

“Nonostante alcuni dati economici cinesi e il rally della Borsa di Tokyo, i titoli azionari europei rimangono sotto pressione, causa le continue incertezze sulle tensioni geopolitiche che vedono protagonista la Siria e i dubbi su quello che farà la Fed – ha commentato Richard Hunter in una intervista a Bloomberg. Hunter è responsabile della divisione dell’azionario presso Hargreaves Lansdown Plc a Londra – Fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza su almeno una o entrambe le fonti di preoccupazione, l’avversione al rischio degli investitori che non vogliono prendere incondizionatamente posizioni sul mercato, continuerà”.

Tra i titoli europei male le due principali utilities tedesche, Eon e RWE, che perdono più del 2%. Bank of America ha tagliato il rating sul titolo Eon da “neutral” a “underperform”, citando un “ottimismo eccessivo” e la probabilità che i prezzi dell’elettricità si abbassino. HSBC ha rivisto inoltre al ribasso i target price di Eon e RWE rispettivamente a 10 e 18 euro. Il settore delle utilities è tra i più colpiti dalle vendite nella giornata di oggi.

Titolo Munich Re oltre +3% dopo che Bank of America ha rivisto al rialzo la valutazione della compagnia di riassicurazioni numero uno al mondo da “neutral” a “buy”, motivando la sua decisione con l’eccessiva debolezza del titolo, la forte posizione di capitale e la minore esposizione verso il business di riassicurazione sulle catastrofi, rispetto alle sue rivali.

I mercati asiatici hanno guadagnato per l’ottava sessione consecutiva, sulla scia del miglioramento delle esportazioni cinesi e lo smorzarsi dei timori sul rischio che la Fed inizi a staccare la spina al QE nel prossimo meeting del 17-18 settembre (ma come ha detto l’analista su, la minaccia del tapering è comunque sempre presente).

I timori sono in parte rientrati dopo la comunicazione del deludente rapporto sull’occupazione Usa di agosto, che ha messo in evidenza una creazione di nuovi posti inferiore alle stime e un calo del tasso di partecipazione dei cittadini americani alla forza lavoro.

“I dati dalla Cina sono un elemento di stabilità per i mercati – ha commentato Mark Lister, responsabile della divisione di ricerca presso Craigs Investment Partners, in una intervista rilasciata a Bloomberg – L’aggiudicazione, da parte di Tokyo, della sede in cui si svolgeranno le Olimpiadi nel 2020, è un fattore positivo per il Giappone, in termini di turismo e crescita”.

Tra i titoli giapponesi, hanno guadagnato soprattutto quelli delle società che operano nell’edilizia. Mitsubishi Estate è balzata del 4,7%. Taisei Corp +14%. L’indice Nikkei è salito +2,48%. Da segnalare inoltre che le ricette del premier Shinzo Abe hanno portato lo yen a indebolirsi -13% quest’anno e il Pil a salire nel secondo trimestre +3,8%, rispetto alla stima iniziale +2,6%.

L’indice cinese Shanghai Composite ha chiuso al massimo dallo scorso 7 giugno dopo che i dati hanno dimostrato che, nel mese di agosto, le esportazioni sono salite +7,2% su base annua, al di sopra del +5,5% atteso dal consensus di Bloomberg. Balzo +3,25%.

Rally delle banche cinesi, con aumenti fino a +8,5%. Resa nota anche l’inflaziome misurata dall’indice dei prezzi al consumo, al 2,6% ad agosto, in linea con le attese, mentre i prezzi alla produzione sono scesi -1,6%, contro il -2,3% di agosto.

Altri listini asiatici: indice australiano S&P/ASX 200 +0,71%, listino coreano Kospi +0,99%, Hong Kong +0,49%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,52% a $1,3246; dollaro/yen +0,49% a JPY 99,60; euro/franco svizzero -0,09% a CHF 1,2349. Euro/yen +1,03% a JPY 131,92.

Sui mercati delle commodities, i futures petrolio -0,76% a 109,69 dollari al barile;
quotazioni oro +0,19% a $1.388,90.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi in generale calo ad eccezione di quelli portoghesi, tornati sopra al 7% sul comparto decennale.

Questa mattina la sessione si è aperta con tassi in generale lieve rialzo. L’andamento dei tassi dell’area è stato determinato in buona misura dall’impatto dei dati Usa sul mercato del lavoro e successivamente dalle dichiarazioni di Putin di supporto alla Siria in caso di attacco Usa.

Stabile lo spread spagnolo mentre invece sono risultati in rialzo quello italiano e soprattutto quello portoghese. Secondo quanto riportato dal giornale Diario Economico, il prossimo 16 settembre inizierà la missione di rappresentanti dell’ESM per la revisione del piano di aiuti, con possibilità che si arrivi a trattare anche il tema di un piano aggiuntivo in chiave precauzionale.

Gli operatori tengono d’occhio la data del 29 settembre, quando si terranno le elezioni amministrative nel paese. In settimana vi sarà un flusso corposo di emissioni in particolare sul comparto decennale olandese e tedesco. Negli Usa il focus della giornata è stato rappresentato dai dati sul mercato del lavoro di agosto, risultati inferiori alle attese con una marcata revisione peggiorativa dei dati di giugno e soprattutto di luglio, che hanno portato la media mensile di nuovi posti di lavoro da 190.000 a 180.000.

Inoltre il calo del tasso di disoccupazione (da 7,4% a 7,3%) è stato determinato da una contrazione della forza lavoro piuttosto che da un aumento degli occupati. Dai commenti di alcuni analisti al dato, emerge coma non sia stato modificato il timing di partenza della riduzione del piano Fed sempre fissato al 18 settembre, ribattezzato “Septaper”.

Il consenso appare invece sempre più spostarsi verso l’ipotesi di una riduzione molto graduale con una partenza intorno ai 10Mld$. Il tema che ora sarà in primo piano sarà l’evoluzione del caso Siria, in vista del voto del senato questa settimana con la riapertura oggi del Congresso dopo la pausa estiva. Il voto è atteso verso la fine della settimana, quando tra l’altro dovrebbe essere noto anche l’esito della missione degli ispettori Onu.

Il faccia a faccia Obama-Putin nel corso del G-20 dello scorso venerdì ha prodotto una posizione molto dura del presidente russo, intenzionato a fornire anche armi oltre ad aiuti umanitari alla Siria in caso di attacco Usa. Nel frattempo tra oggi e domani notevoli saranno gli interventi attesi del presidente Obama su questo tema. Anche negli Usa sarà una settimana densa di aste di Treasury: attese emissioni per 65Mld$ sui comparti 3,10 e 30 anni.

Valute: dollaro in deprezzamento verso euro dopo i dati sul mercato del lavoro Usa. Secondo quanto riportato da Ft, che a sua volta cita un report di Goldman Sachs, l’afflusso di capitali da parte di investitori Usa verso l’area Euro si sarebbe attestato a 65Mld$ nei primi sei mesi del 2013, livello massimo dal 1977.

Tali dati aiutano a comprendere le ragioni della notevole tenuta dell’euro malgrado i “venti di tapering”. Nel frattempo i dati settimanali (aggiornati allo scorso martedì) sulla componente speculativa, hanno fotografato una riduzione delle posizioni a favore dell’euro. Nel breve i primi due livelli di resistenza vs euro si collocano a 1,3225 e 1,3280.

Yen in deprezzamento generalizzato verso tutte le principali valute stanotte sulla scia del forte rialzo della borsa nipponica dopo l’aggiudicazione delle olimpiadi del 2020.

Sul fronte macro l’economia giapponese nel secondo trimestre è cresciuta oltre le precedenti stime attestandosi al 3,8% t/t annualizzato (dato finale) dal 2,6% inizialmente stimato, grazie ad una revisione migliorativa degli investimenti aziendali. Verso euro e dollaro i cambi continuano a quotare in prossimità dei valori dei giorni precedenti.

Il cambio euro/yen questa settimana trova un livello di resistenza in area 132-132,50, mentre il supporto più vicino si colloca a 130. Verso dollaro particolarmente importante la resistenza collocata in area 100. Il deludente dato relativo ai nuovi occupati Usa ha dato luogo ad un deprezzamento del dollaro verso la maggior parte delle valute emergenti lo scorso venerdì; il movimento è proseguito durante la sessione asiatica.

La lira turca e la rupia indiana sono in apprezzamento questa mattina anche se ancora su livelli assoluti molto bassi. Apprezzamento dello yuan cinese verso dollaro, sui massimi da 3 settimane, dopo che le esportazioni di agosto sono risultate migliori delle attese. Segnaliamo anche il forte rialzo di venerdì per il rand sudafricano dopo i citati dati Usa sotto le attese ed alla fine (parziale) dello sciopero dei minatori nel paese.

INFORMAZIONI DI STAMPA SUI TITOLI

ENI: secondo il ministro dell’energia ucraino, la società avrebbe espresso interesse nell’esplorazione di depositi di gas nel Mar Nero. Inoltre l’ad Scaroni ha dichiarato che l’avvio definitivo della produzione in Kazakistan dovrebbe probabilmente partire la prossima settimana. Eni punta a rinegoziare i contratti ‘take or pay’ sul gas per avere prezzi piu’ bassi.

ENEL: secondo Milano Finanza l’amministratore delegato Conti ha confermato il piano di cessioni da 6 Mld€. Gli asset coinvolti saranno quelli in Europa centro-orientale, la parte high tech americana, tralicci e miniere.

INTESA SAN PAOLO: l’offerta di scambio di alcuni bond subordinati in circolazione con nuovi titoli subordinati Tier 2 si è conclusa con lo scambio di titoli per un valore nominale pari a 1,428 Mld€. La data di regolamento dell’offerta di scambio sarà il 13 settembre. L’offerta era rivolta a bond subordinati in euro del valore di 6,75Mld ed in sterline per un valore nominale di 415Mln.

MEDIOBANCA: secondo un articolo del Corriere della Sera, per l’istituto un patto più leggero; la quota vincolata potrebbe calare sotto il 40% dall’attuale 42%. Entro il 30 settembre vanno comunicate le eventuali disdette all’accordo parasociale che scade a fine anno e sarà automaticamente rinnovato per altri due anni.

PIRELLI: in un’intervista a Reuters il presidente Tronchetti Provera ha dichiarato che attualmente non esiste nessuna ragione per aumentare il prezzo dell’Opa su Camfin, , in merito alla quale la Consob ha in corso accertamenti che conta di chiudere in breve tempo. Il presidente ha aggiunto che in futuro non sarà presente un patto di sindacato, auspicando che venga semplificata la catena di controllo societaria.

FACEBOOK: le azioni della società di social network sono salite del 3% sfiorando i 44$ e registrando un nuovo record.