Borsa Milano chiude sui minimi di seduta, Mediaset -2,7% dopo il voto su decadenza Berlusconi

30 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Sul finale Piazza affari si indebolisce ulteriormente scivolando sui minimi di seduta. Il Ftse Mib chiude in calo di mezzo punto percentuale, sopra 19 mila punti. Il listino è passato in rosso dopo il voto su Berlusconi. Particolarmante pesante Mediaset (-2,7%), in forte ribasso anche Gtech e Finmeccanica.

Cedono terreno anche le Fiat dopo la trimestrale condita da profit warning. Il titolo è precipitato subito dopo la diffusione dei risultati fiscali, finendo anche brevemente in asta di volatilità. Il gruppo ha rivisto le previsioni per l’esercizio 2013, con un utile netto tra 0,9 e 1,2 miliardi di euro (da un intervallo tra 1,2 e 1,5 miliardi di euro). Forti scambi, con 54 milioni di pezzi passati di mano, più del triplo della media di un’intera seduta.

Pesanti anche gli altri titoli della galassia del Lingotto. Debole Telecom dopo il balzo della vigilia. Sul fronte opposto del listino, corsa di Eni e Luxottica dopo i conti. Sale Unicredit, promossa a Overweight da Hsbc.

La convinzione che la banca centrale Usa manterrà la sua politica monetaria mega espansiva per i prossimi mesi spinge in rialzo le Borse europee, che si apprestano a chiudere il mese di ottobre con un buon progresso. Ne trae giovamento anche l’oro. Un’economia debole lo rende più appetibile.

Trainata dal primo gruppo per quotazione, Milano consolida i guadagni a metà seduta, facendo meglio delle altre principali piazze finanziarie europee. Eni corre del 3,64% dopo la trimestrale migliore del previsto. In evidenza anche Unicredit. Al momento il listino principale Ftse-Mib guadagna lo 0,6%. Bene anche le altre piazze d’Europa: Francoforte +0,36%, Londra +0,45%, Parigi +0,56%.

In generale gli investitori internazionali non vogliono prendere troppi rischi dopo i record del Dow Jones di ieri e in attesa di conoscere l’esito della due giorni della riunione del braccio di politica monetaria della Federal Reserve.
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Sotto controllo i mercati del debito. Seduta positiva anche per le Borse asiatiche, con l’indice di riferimento della regione che si appresta a registrare un rialzo mensile. Le valute nei mercati emergenti perdono terreno, mentre il petrolio estende i cali. Euro stabile, rischiesto invece l’argento.

L’indice della regione Asia Pacifico MSCI avanza dello 0,5% alle 14.30 di Tokyo. La Borsa nipponica ha chiuso la seduta con l’indice Nikkei-225 in progresso +1,23%, mentre lo yen si è confermato in calo per il terzo giorno consecutivo.

Tra le notizie societarie, fari su Eni che chiude i nove mesi 2013 con un utile pari a 5,81 miliardi di euro (-5,8%) e il terzo trimestre a 3,99 miliardi (+61,9%). L’utile netto adjusted è pari a 3,13 miliardi nei nove mesi (-41%) e a 1,17 miliardi nel trimestre (-29,4%) nel terzo trimestre. L’AD Paolo Scaroni ha affermato che il business è solido e che verrà quindi avviato il programma di buy back.

Seduta positiva per il titolo del colosso energetico. Un trader spiega a Reuters che la trimestrale “è meno peggio di quanto tutti si aspettassero” e siccome molti erano corti sul titolo “adesso corrono a ricoprirsi”.

Snam ha archiviato i primi nove mesi con un profitto netto in aumento di 161 milioni di euro rispetto all’analogo periodo 2012. L’utile netto adjusted ha registrato invece una riduzione di 52 milioni di euro, pari al 7,2%.
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In ambito di notizie macro, torna a crescere la Spagna. Il Pil è cresciuto dello 0,1% nel terzo trimestre del 2013, dopo nove trimestri consecutivi di contrazione. Confermati i dati non ufficiali anticipati della Banca Centrale spagnola.

BTP – In lieve calo lo spread: il differenziale tra i Btp e i Bund tedeschi dopo i primi scambi segna quota 239,7 punti (ieri ha chiuso a 240 punti base) con un rendimento pari al 4,11%.

ALTRI MERCATIEuro in lieve rialzo questa mattina sui mercati valutari. Al momento la moneta unica europea è scambiata a quota 1,3760 dollari, in rialzo dello 0,11%. Rispetto allo yen l’euro è scambiato a quota 134,93.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio cedono lo 0,92% a quota $97,32 il barile. Dopo i dati deludenti sul lavoro Usa, il prezzo dell’oro sale dell’1,1% a quota $1.358 l’oncia.