Borsa Milano chiude sui minimi -1%. Mps, i diritti balzano oltre +4%

29 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano sotto pressione nel finale. Ftse Mib chiude sui minimi di seduta, cede -1,05% a quota 23.496 punti.

L’indice Stoxx Europe 600 riduce il suo guadagno di maggio a +1,5%, dopo essere sceso per la quinta volta in sei giorni. Su base settimanale, il listino ha perso -1,5%, mentre rispetto al record di aprile è in flessione -3%. Tra i titoli scambiati sul Ftse Mib bene le banche, con il titolo Mps +0,93% e il diritto che balza +4,59%; Bper +1,55%, BPM +0,16%, Banco Popolare -0,90%. Tra i titoli di altri settori Buzzi Unicem -2,25%, Campari -1,97%, Eni -1,09%, Generali -2%, Mediaset -3,98%, Azimut -3,44%.

Sul mercato dei titoli di stato, spread Italia-Germania a 10 anni +3,04% a 135,8579. Tassi sui BTP a 10 anni -0,11% all’1,85%, mentre i tassi sui Bund decennali registrano un tonfo -7,89% allo 0,49%.

Non è solo la Grecia a preoccupare gli investitori di tutto il mondo. Ora c’è anche la clamorosa contrazione dell’economia americana, con il Pil che si è contratto dello 0,7% nel primo trimestre dell’anno. E la Fed sarebbe comunque intenzionata ad andare avanti, decidendo di alzare i tassi sui fed funds nel 2015, con ripercussioni che si manifesterebbero soprattutto sui mercati emergenti. E, a proposito di mercati emergenti, arriva una brutta notizia dal Brasile.

Anche l’economia brasiliana si è contratta, con il prodotto interno lordo sceso dello 0,2% nei primi tre mesi dell’anno: in questo caso è stata la siccità a frenare la crescita. Contrazione anche per il Canada, il cui Pil è sceso nello stesso arco temporale dello 0,6%, segnando la flessione peggiore dal 2009.

Male anche il Pil svizzero, -0,2% a causa della forza del franco: per il paese elvetico è la peggiore performance in sei anni.

Tornando agli Usa, l’indice Pmi di Chicago – che misura la performance dell’attività manifatturiera dell’area di Chicago – è scivolato a maggio a 46,2 punti. E’ il secondo mese, quest’anno, che il dato si attesta al di sotto della linea di demarcazione, a 50 punti, tra fase di contrazione (valori al di sotto) e di espansione (valori al di sopra).

E Jamie McGeever, giornalista Reuters, scrive un tweet: “E’ un segnale di recessione?”. Delusione inoltre per l’indice della fiducia dei consumatori stilato dall’Università del Michigan, sceso a maggio a 90,7 dai 95,9 di aprile: è la flessione più forte dalla fine del 2012, che ha portato l’indicatore al minimo in sei mesi.

Sul valutario, euro +0,30% a $1,0979. La moneta unica sale +0,28% a CHF 1,03580; euro/yen +0,35% a JPY 136,17. Euro/sterlina +0,56% a GBP 0,7188. Il dollaro è piatto sullo yen, +0,08% a JPY 124,04.

I mercati azionari europei rimangono Grecia-dipendenti; diverse le dichiarazioni sul futuro del paese, in occasione del G7 che si è svolto a Dresda. E Moody’s ora sembra affermare che un default non implicherebbe necessariamente una uscita di scena della Grecia dall’euro.

Dal Giappone il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ha detto che le trattative tra creditori e governo ellenico sono “molto difficili”, ma ha aggiunto anche di credere in progressi nei prossimi giorni o settimane. D’altro canto, se il governo ellenico dice di sperare di chiudere un accordo entro domenica, i creditori sottolineano come il lavoro da fare sia ancora molto, mentre mancano i risultati sostanziali.

Ormai il tempo stringe e Christine Lagarde del Fondo Monetario Internazionale ha detto che un evento di Grexit è possibile. E’ la prima volta che uno dei massimi esponenti della troika formata da Fmi, Commissione Ue, Bce parla espressamente di una tale eventualità. In compenso Lagarde ha fatto sapere che questo non vorrà anche dire la fine dell’euro.

In ambito di notizie societarie l’Argentina ha dato luce verde alla scissione del gruppo di investitori di Telco che deteneva il 22,4% di Telecom Italia -1,93%. La decisione apre la strada all’ingresso nel capitale di Vivendi. I francesi diventeranno il primo azionista della compagnia di telecomunicazioni.

Da parte sua Intesa Sanpaolo cede terreno -2% dopo aver annunciato di aver rescisso l’accordo, siglato a gennaio 2014, con CentraGas Holding per la cessione del 100% della controllata ucraina Pravex in quanto non ha ottenuto le autorizzazioni necessarie al perfezionamento dell’operazione.

Sul fronte automobilistico, dopo che l’AD di Fiat Chrysler Marchionne ha sottolineato che è pronto a scommettere in un consolidamento nel settore il numero uno di Opel Karl-Thomas Neumann ha escluso un matrimonio con Fiat. Al contempo ha detto che vede la necessità di espandere i volumi, amplificare la scala e l’utilizzo nell’industria e nella sua società. FCA -0,82%.

La banca privata di Societe Generale (Lugano, Svizzera), MediBank AG, LBBW AG e Scobag Privatbank AG hanno stretto accordi con il Dipartimento di Giustizia Usa per evitare di essere perseguiti per vie legali per aver aiutato cittadini americani ad evadere il fisco.

Tra le materie prime, i futures sul mercato Wti +2,84% a 59,32 dollari al barile. Brent +3,24% a $64,61. Oro +0,10% a $1.190. Argento +0,31% a $16,72.

In Asia si interrompe discesa della Borsa cinese. Che fino a metà seduta aveva subito la due giorni di perdite più pesanti da agosto 2009. Prima di risalire, l’indice composito di Shanghai ha toccato punte al ribasso di -11% dai massimi di ieri.

Il Nikkei ha chiuso in territorio positivo (+0,28% a 20.607,99 punti): si tratta dell’undicesima seduta in progresso di fila.

(DaC-Lna)