Borsa Milano chiude sui massimi, spread a 255

29 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude sui massimi di seduta con il Ftse Mib che sale +0,97% a 16.905. Comunicato l’esito dell’asta dei BTP a cinque e dieci anni, che ha messo in evidenza rendimenti decennali stabili al 4,46% e tassi a cinque anni in rialzo.

Piazzato l’ammontare previsto di 6 miliardi di euro. Nessuna sorpresa negativa dunque dal collocamento; si temeva una fuga degli investitori dal mercato italiano dei BTP, causa le recenti tensioni politiche. Ma i tassi decennali sono rimasti invariati e sotto il 5%.

Spread Italia-Germania a 10 anni -0,23% a 255,96 punti base, a fronte di un rendimento decennale -0,53% al 4,37%. Tra i titoli Mps +1,18%, Bper +2,11%, Banco Popolare +0,91%, Intesa +2,74%, Ubi Banca +3,61%, Mediobanca +2,32%, Unicredit +0,42%; altri titoli non bancari Exor -0,60%, A2A +2,39%, Mediaset +4,80%, GTech +4,40%, Telecom Italia +1,04%. Altri indici europei: Londra +0,85%, Francoforte +0,35%, Parigi +0,64%, Madrid +0,49%.

Piazza Affari sempre osservata speciale per la crisi di governo che molti economisti danno per scontata; per ora si tira un sospiro di sollievo grazie all’accordo che è stato trovato sull’Imu: l’intesa però rimanda soltanto i veri nodi che il governo Letta dovrà continuare ad affrontare, visto che la questione dell’agibilità politica o meno di Silvio Berlusconi permane.

Inoltre l’Unione europea lancia un avvertimento all’Italia, affermando come sia necessario trovare le risorse per coprire il gettito perso.

Dal fronte economico europeo, diffuso il tasso di disoccupazione tedesco, invariato ad agosto al 6,8%. Resa nota anche la fiducia dei consumatori in Italia, al livello più alto in due anni; ma i consumi continuano a crollare e hanno registrato nel biennio 2012-2013 una contrazione record.

In generale azionario europeo positivo, interrompe il trend ribassista durato tre giorni. Tra i titoli balzo di Vodafone, +9% – il rialzo più sostenuto dal novembre del 2008 – dopo che la società ha confermato trattative in corso per cedere a Verizon la propria quota del 45% nella joint-venture Verizon Wireless.

Ripresa dell’azionario globale, dopo i forti tonfi delle sessioni precedenti dovuti alle tensioni geopolitiche. Si attendono ancora chiarimenti su come un eventuale attacco militare verrà sferrato dagli Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia in Siria. Al momento il blitz – che avrebbe potuto ricevere semaforo verde già dalla giornata di oggi -slitta, con la conseguenza che si smorzano i timori sulle conseguenze del conflitto.

L’indice europeo Stoxx 600 cancella le perdite del mese. “Non credo che la crisi siriana avrà un forte impatto sui mercati, in un’ottica di lungo termine – ha commentato in una intervista rilasciata a Bloomberg Tobias Britsch, che gestisce la divisione di azionario europeo presso Meriten Investment GmbH, a Dusseldorf, in Germania – In un arco temporale di 6-12 mesi, sono piuttosto ottimista sull’azionario. Non siamo ancora fuori dalla crisi, ma le cose miglioreranno”. Lo Stoxx 600 ha perso -2,2% nelle ultime tre sedute, chiudendo ieri al minimo in sei settimane.

“Ritengo che assisteremo a una stabilizzazione dei mercati oggi, ma sullo sfondo permane la cautela, in quanto il problema non è solo la Siria – ha commentato in una intervista a Bloomberg Shane Oliver, responsabile della strategia di investimenti presso AMP Capital Investors – Diversi i timori, sia sulla possibilità che la Fed stacchi la spina alle misure di quantitative easing, sia per i fondamentali dei paesi asiatici, che appaiono sempre meno appetibili”. Focus sulle quotazioni del petrolio, con il contratto scambiato su New York che ha chiuso a $110,10 al barile, al massimo dal 3 maggio del 2011, ma che oggi fa dietrofront, così come il Brent.

Recupero dei mercati asiatici, con l’indice di riferimento in rialzo dal minimo degli ultimi due mesi testato alla vigilia. Il benchmark MSCI Asia Pacific Index +0,7% alle 14.23 ora di Tokyo, dopo che ieri aveva toccato il valore più basso dallo scorso 27 giugno. L’indice ha perso questo mese -2,4% e ha azzerato i guadagni del 2013.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro -0,86% a $1,3223, dollaro/yen +0,86% a JPY 98,46; euro/franco svizzero +0,20% a CHF 1,2321. Euro/yen -0,03% a JPY 130,16.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio -0,68% a $109,35 al barile, Brent -0,51% a $116,02 dopo aver superato ieri quota $117; oro -0,93% a $1.405,30 l’oncia.