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Borsa Milano chiude sui massimi a+1%: effetto Wall Street

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MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude in prossimita’ dei massimi della seduta, con l’indice Ftse Mib che dopo la giornata per lo più interlocutoria di ieri, sceglie la strada rialzista e fa segnare un +1,01%, superando quota 17.750 punti. A sostenere l’indice è la ripresa dei titoli bancari, che non si fanno influenzare dalle sofferenze di Mps dopo la bufera sullo scandalo derivati scatenatasi nei giorni scorsi. Gli operatori ritrovano la voglia di fare acquisti in scia al miglioramento di Wall Street, che ha visto l’indice S&P 500 superare la soglia psicologica dei 1.500 punti per la prima volta dal 2007.

Il listino aveva ricevuto una lieve spinta dalla pubblicazione dell’indice Pmi servizi in Germania, balzato a gennaio ben oltre le attese. Da allora, il Ftse Mib ha oscillato nervosamente, complice anche la notizia che vede protagonista Nokia. Il colosso dei cellulari ha infatti sospeso l’erogazione dei dividendi per la prima volta in 143 anni.

Buone indicazioni sono poi giunte dal fronte macro degli Stati Uniti, con le richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione scese al minimo in cinque anni.

Arrivata anche la nota di Goldman Sachs, secondo cui i mercati accoglierebbero con favore un governo di centro-sinistra con Monti primo ministro o ministro delle Finanze.

Seduta di nuovo negativa per Monte dei Paschi di Siena. Per la seconda sessione consecutiva, il titolo non è riuscito a fare prezzo per dieci minuti circa, poi ha aperto e si è confermato subito il peggiore del Ftse Mib con un calo -7% circa.

In piena campagna elettorale, i partiti si accusano a vicenda dei favori che hanno elargito nel corso degli anni al mondo delle banche; e intanto arriva una rivelazione sui compensi che sono stati aumentati proprio grazie al decreto Salva Italia.

I mercati azionari europei hanno guardato fin da subito ai risultati di Apple: il titolo è sotto pressione dopo che il colosso dell’iPhone ha annunciato di aver sofferto la crescita degli utili più lenta dal 2003 e le vendite più deboli dal 2009, a causa della competizione e dell’aumento dei costi. E c’è chi a questo punto pronostica uno scivolone del titolo fino a quota $300. Intanto, i volumi scambiati sull’azionario europeo, superiori +52% rispetto alla media degli ultimi trenta giorni.

Oltre che a Nokia e Apple, si guarda anche all’annuncio di Commerzbank, seconda banca tedesca, che nei prossimi quattro anni taglierà tra i 4.000 e i 6.000 posti di lavoro, al fine di ridurre i costi e centrare i target sugli utili. Le quotazioni scambiate sulla borsa di Francoforte hanno esteso le perdite degli ultimi tre giorni di contrattazioni a -6,7%, registrando il calo più sostenuto dallo scorso 16 novembre.

Ennesima carrellata di notizie no dal fronte economico europeo, con le vendite al dettaglio che in Italia registrano a novembre un nuovo calo, scendendo -3,1% su base annua. In un suo articolo il Wall Street Journal descrive le difficoltà in cui si imbatte il mondo dell’imprenditoria in Italia, mettendo comunque in evidenza che le aziende, “colpite da un credit crunch – contrazione del credito – e da una recessione che dura da 19 mesi – stanno ricevendo qualche sollievo grazie ad alcune misure che sono state introdotte per facilitare il loro accesso al mercato dei capitali. Misure contenute nel decreto per la crescita che è stato approvato lo scorso ottobre dal governo tecnico di Monti”.

Le “nuove regole si pongono l’obiettivo di incoraggiare le piccole imprese a raccogliere capitale attraverso mezzi che vanno al di là dei prestiti bancari (visto che le banche non sono ancora propense ad aprire i rubinetti del credito), rendendo gli interessi sulle emissioni di obbligazioni deducibili”. Si prevede dunque che un numero maggiore di società farà ricorso alle emissioni di bond.

Allarme disoccupazione in Spagna, con il tasso che nel 2012 sale al nuovo record del 26%.

Azionario asiatico in generale poco mosso, con l’indice di riferimento MSCI Pacific Index che ha fatto i conti con la minaccia della Corea del Nord di lanciare nuovi test nucleari avendo come target gli Stati Uniti, “nemici giurati”.

Bene la Borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei +1,3%, che ha beneficiato dell’indebolimento dello yen. La valuta è scesa a seguito dei commenti del viceministro dell’economia Yasutoshi Nishimura, che ha affermato che la correzione della moneta “non è ancora finita”. Male però i dati sulle esportazioni, che sono scese a dicembre -5,8% su base annua.

Giù l’indice di Shanghai, -1,1% dopo essere balzato in precedenza fino a +1,8% successivamente alla diffusione dell’indice preliminare sull’attività manifatturiera diffuso congiuntamente da HSBC e Markit Economics, avanzato a gennaio a 51,9 punti, contro i 51,5 di dicembre e i 51,7 attesi dagli analisti di Bloomberg. Il valore è il più alto in due anni.

“Il dato sull’attività manifatturiera della Cina è fantastico e conferma ulteriormente che l’economia cinese continua la fase di ripresa – ha commentato a Bloomberg Shane Oliver, responsabile della strategia presso AMP Capital Investors – E’ un dato positivo per la crescita cinese, per quella asiatica e per quella globale, considerato il contributo che il paese dà a livello mondiale”. Tuttavia, “l’interrogativo è se tali numeri non siano già incorporati nei prezzi delle azioni”.

BTP – Lo Spread Italia-Germania a 10 anni -2,78% a 256,94 punti base, a fronte di tassi sui BTP a 10 anni -0,92% al 4,15%.

ALL’INTERNO DEL FTSE MIB – MPS si e’ confermato il titolo peggiore del listino con -8,66%. In ripresa altri bancari, come Bper +4,02%, Banco Popolare +3,06%, Intesa SanPaolo e Ubi Banca +3,32%. Ma la migliore e’ Unicredit +4,25%. Cali invece per Finmeccanica e Fiat -2,29%. Giù anche Tod’s -1,07% e Pirelli -1,8%. Male anche Parmalat -1,38%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro +0,38% a $1,3367; dollaro/yen +1,44% a JPY 89,87.

I commodities, i futures sul petrolio +0,28% a $95,50 al barile, oro -0,52% a $1.678 l’oncia. Da segnalare che nelle ore precedenti, complici gli acquisti sui dollari, le materie prime hanno rotto importanti supporti.

TRA GLI HIGHLIGHT DI GIORNATA

– Islanda: “Abbiamo lasciato che le banche fallissero”.

– Ue/ Merkel vuole un “Patto competività” accanto a Fiscal compact.

– Bce/ Merkel: Banche centrali non possono risolvere guai politica.

– Mps/ Amplia calo in Borsa (-6,77%) con forti scambi.

– Mps: Guzzetti, Fondazioni Non Devono Interferire.

– Mps: Cucchiani, Intervento Intesa Sanpaolo? Fantasie A Me Sconosciute.

– Mps: amplia calo in Piazza Affari (-7%).

– Mps: Commissione Ue, No Comment Su Scandalo. Fuori Da Nostra Competenza.

– Borsa, Milano sulla parità con le europee miste: cade Mps.

– Vendite Dettaglio: Confcommercio, Consumi In Profondo Rosso.

– Mps, Grilli contro Bankitalia: “Non è un fulmine a ciel sereno”.

– Mps/ Berlusconi: Monti bond stesso importo Imu? Coincidenza.

– Nokia/ Torna all’utile dopo 18 mesi in IV trim, in Borsa +2,3%.

– Nokia: in utile, ma no dividendo per prima volta in 143 anni.

– Fondi/ Risparmio gestito chiude 2012 con deflussi per 11,3 mld.

– Borsa: Mps Ancora In Forte Calo (-5,45%).

– Borsa: piazza Affari apre in calo, Ftse Mib -0,36%.

– Borsa: avvio in calo per europee, Francoforte -0,42%.

– Borsa: Tokyo chiude in rialzo su yen debole, Nikkei +1,28%.

– Borsa: Mps Non Riesce A Fare Prezzo.

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