Borsa Milano chiude sotto 21000. Unipolsai vola, “ottimo dividendo”

21 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude in calo, con l’indice Ftse Mib che registra una flessione dello 0,58% a 20.972 punti. Ieri il listino aveva chiuso quasi 1.000 punti più su, a 21.094 punti, la chiusura più alta dell’anno.

Positive invece Londra e Parigi, male anche Madridi. Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni scende in area 176 punti base, tassi decennali -0,64% al 3,4%.

Tra i titoli del Ftse Mib sprint di UnipolSai, che è balzata in mattinata oltre +7% dopo i conti 2013. Equita ha messo in evidenza che la società ha battuto le stime degli analisti “grazie alla finanza”, assicurando un “ottimo dividendo” di 0,19 euro.

Misti i bancari. Un trader riferisce a Reuters che nelle ultime settimane gli investitori esteri hanno acquistato i bancari italiani, considerati sottovalutati.

Secondo Financial Trend Analysis i prezzi del Ftse Mib rimangono al di sotto sia della resistenza offerta a 21179 dal top di marzo sia di quella di quota 21270, lato alto del canale crescente disegnato dai minimi di luglio 2012. Solo la rottura di questi livelli permetterebbe la ripresa dell’uptrend con primo target a 21850 circa.

La “mancata rottura delle resistenze indicate e la violazione di 20900 fornirebbero un primo indizio di debolezza, discese al di sotto di 20650, 50% di ritracciamento del rialzo dai minimi del 14 marzo, porterebbero invece i prezzi verso i 20100 punti. Da ricordare che a partire da venerdi’ 21 marzo il future di riferimento sull’indice e’ quello con scadenza giugno, che al momento quota 250 punti circa in meno dell’indice stesso per effetto dei dividendi”.

In ambito valutario, l’euro torna a salire, dopo aver bucato ieri il supporto chiave a $1,3820. Contro il dollaro +0,13% a $1,3796; dollaro/yen -0,10% a JPY 102,26. Euro/Franco svizzero +0,02% a CHF 1,2179, euro/yen +0,04% a JPY 141,11.

Lo yuan è scivolato al minimo in 13 mesi contro il dollaro, registrando la flessione settimanale peggiore dal 1992.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio +0,46% a $99,35 al barile, mentre le quotazioni dell’oro +0,85% a $1.341,80 l’oncia.

Rally dell’azionario cinese, con l’indice Shanghai Composite che ha messo a segno un rally +2,72% dopo che le autorità di regolamentazione hanno approvato la vendita di quote azionarie private di due società: si tratta della prima approvazione in quattro anni.

Permangono le preoccupazioni sulla Cina, con l’indice HSBC/Markit, relativo all’attività manifatturiera, atteso secondo gli analisti di Bloomberg a 48,7 nel mese di marzo, contro i 48,5 di febbraio, e dunque – confermandosi a un livello inferiore a 50 punti – ancora in fase di contrazione.

Azionario asiatico in rialzo, con l’indice regionale di riferimento escluso il Giappone – MSCI Asia Pacifici excluding Japan Index – che è riuscito a ridurre le perdite di questa settimana a -0,4%, salendo oggi fino a +0,7% e recuperando così dalla flessione peggiore in sette mesi, dallo scorso agosto.

Il benchmark aveva perso alla vigilia -1,7%, portando la perdita dall’inizio dell’anno a -4,1%.

Borsa di Tokyo chiusa per festività, Hong Kong +1,20%, indice australiano S&P /ASX 200 +0,83%, indice coreano Kospi +0,80%.