Borsa Milano chiude sopra la parità, spread a 241

17 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa di Milano chiude la seduta poco sopra la parità all’indomani della performance positiva sostenuta dalla decisione di Larry Summers di gettare la spugna e ritirare la candidatura alla presidenza della Federal Reserve. Nel finale l’Ftse Mib avanza dello 0,11% a quota 17.751 punti.

Il mercato attende, domani, il responso della Fed sull’avvio della fase di riduzione del proprio piano di acquisto bond, ma nel frattempo archivia oggi un’altra seduta positiva per i bond periferici, con i Btp che consolidano il rialzo nel pomeriggio e vedono il proprio rendimento decennale riportarsi dopo una settimana sotto quello del pari scadenza spagnolo. In chiusura, su piattaforma Tradeweb, il benchmark italiano maggio 2023 si attesta al rendimento del 4,41%, in linea con il decennale iberico 31 ottobre 2023. Scende a 241 il differenziale con i bund tedeschi.

Vola Cir dopo la sentenza della Cassazione, che ha respinto il ricorso di Fininvest sul Lodo Mondadori. In altalena i bancari, con Mediobanca e Banco Popolare che sono richieste. Recupera nel finale Fiat (+0,24%) dopo i dati sulle vendite auto in Europa. Ancora rialzi per Mediaset (+117,61% da inizio anno) in attesa della decisione della Giunta per le elezioni al Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Su Unicredit è scattato il buy di Société Generale, che ha aumentato il target sul prezzo del titolo a 5,3 euro. Telecom Italia sotto i riflettori dopo la decisione dei vertici del gruppo di tlc di rimandare il CdA al 3 ottobre.

L’ azionario europeo ritraccia dai nuovi massimi dal giugno del 2008 nella giornata di ieri. Dal fronte macro, occhio all’indice della fiducia degli analisti e investitori tedeschi, noto come indice Zew, balzato a 49,6 punti da 42 punti del mese scorso, ben oltre le attese.

Ma “c’è la sensazione che i mercati, a livello globale, siano diretti verso una correzione. Correzione che sarebbe salutare, in quanto smorzerebbe quei timori che i gestori degli hedge fund stanno alimentando, parlando di sopravvalutazione, bolle e problemi di liquidità”, ha detto in una intervista rilasciata a Cnbc Evan Lucas, strategist di mercato per IG.

“Dopo i forti guadagni di ieri, è naturale assistere ad alcuni realizzi, visto che gli investitori ritengono che sia un buon momento per vendere“, ha commentato in un’intervista rilasciata a Bloomberg Dirk Thiels, responsabile della gestione degli investimenti presso KBC Asset Management, a Bruxelles.

Tra i settori, male l’auto, dopo la notizia relativa al calo delle vendite di veicoli in Europa, pari ad agosto del 4,9%, stando ai dati resi noti dall’Associazione dei produttori europei di auto. Anche Fiat ha assistito a una flessione delle vendite pari a -4,9%, ma peggio ha fatto la francese Peugeout, con un crollo delle immatricolazioni -18%.

La cautela dell’azionario si spiega con l’inizio, nella giornata di oggi, della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che domani potrebbe annunciare l’inizio del tapering, ovvero della riduzione delle misure straordinarie di stimoli monetari (QE) lanciate dal 2009.

Secondo alcuni analisti, in realtà i mercati avrebbero già scontato una tale prospettiva. Le preoccupazioni sono su quanto e con che ritmo Ben Bernanke deciderà di staccare la spina alle massicce iniezioni di liquidità, che al momento vengono garantite attraverso l’acquisto di Treasuries e bond legati ai mutui, per un valore di $85 miliardi al mese.

El-Erian, amministratore delegato di Pimco, afferma che la Fed incomincerà a ridurre la portata del suo programma di allentamento straordinario a partire da questa settimana e cercherà di attutire l’impatto che la decisione avrà sui mercati.

L’ultimo sondaggio di Reuters mostra che gli economisti prevedono che la Banca centrale americana taglierà gli acquisti di bond per un ammontare di $10 miliardi al mese.

Sull’ azionario italiano pesano le incognite sul destino del governo Letta. Attesa per il videomessaggio di Silvio Berlusconi, che starebbe pensando alle dimissioni.

Tra le notizie societarie europee, la decisione del Regno Unito di vendere una partecipazione del 6% detenuta nella banca Lloyds Banking Group a un prezzo che permetterebbe di raccogliere in tutto l’equivalente di $5,1 miliardi (3,2 miliardi di sterline), stando a quanto tre fonti hanno segnalato a Reuters.

Hanno messo il freno i listini azionari asiatici. Tokyo ha riaperto dopo la pausa della vigilia, con il Nikkei che ha concluso la sessione in calo -0,65%; Hong Kong -0,26%, indice australiano S&P/ASX 200 +0,06%, Shanghai male con -1,62% al minimo in una settimana, indice coreano Kospi -0,39%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,17% a $1,330; dollaro/yen +0,12% a JPY 99,20; euro/franco svizzero +0,05% a CHF 1,2371. Euro/yen +0,32% a JPY 132,48.

Sui mercati delle commodities, i futures petrolio -0,97% a 105 dollari al barile; quotazioni oro -0,60% a $1.309.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri si è assistito ad un calo generalizzato dei tassi di mercato, in linea con l’andamento dei tassi globali, sulla scia del ritiro di Summers. Il tasso di mercato sul decennale italiano si è portato fino al 4,45% dopo che lo scorso venerdì aveva temporaneamente superato la soglia del 4,60%.

Il calo è stato più marcato rispetto al decennale tedesco comportando un restringimento dello spread Italia-Germania di 9pb a 251pb. Il ribasso dei tassi di mercato ha interessato anche il Portogallo che ha visto quello decennale calare dal 7,42 al 7,26%; a livello assoluto il tasso resta ancora elevato, in prossimità dei livelli raggiunti durante la crisi politica dello scorso luglio.

Questa mattina si sta assistendo ad un calo dei tassi dei paesi periferici, a fronte di un lieve rialzo di quelli core. Ieri mattina ha parlato il presidente della BCE Draghi che ha ancora una volta ribadito come l’attuale recupero dell’area Euro sia solo agli inizi, con l’economia ancora fragile ed il tasso di disoccupazione ancora troppo elevato.

Ha ribadito nuovamente che alla luce dell’attuale outlook sull’inflazione, i tassi d’interesse sono attesi rimanere ai livelli attuali od inferiori per un esteso periodo di tempo.

Negli Usa il ritiro di Summers dalla corsa per il posto di governatore della Fed ha dato luogo ad un ribasso generalizzato dei tassi di mercato, sia sui Treasury che sul fronte corporate. Il calo dei tassi ha interessato anche i bond dei paesi emergenti come testimoniato dal rialzo dell’ETF Ishares JP Morgan Emerging Market Bond Usd che è salito dell’1%.

Sui Treasury, il tasso decennale si è portato temporaneamente fin sotto la soglia del 2,80%, (aveva toccato il 3% sui massimi da oltre 2 anni pochi giorni fa) per poi chiudere intorno al 2,86%.

Sul fronte macro i dati manifatturieri sono stati leggermente inferiori alle aspettative: l’empire manifatturiero relativo allo stato di New York a settembre è calato più delle attese, mentre la produzione industriale ad agosto è salita poco meno del consenso di Bloomberg. Nonostante i dati siano inferiori leggermente al consenso, confermano l’espansione in atto anche se probabilmente ancora è piuttosto fragile.

Oggi è in programma l’importante dato relativo all’inflazione nel mese di agosto; il consenso prevede un aumento su base annuale del dato core (senza la componente energia ed alimentari) a fronte di un rallentamento di quello generale.

Intanto sul tema della successione di Bernanke, il WSJ scrive che, in base a fonti anonime vicine allo sviluppo della vicenda, il vicepresidente della Fed Yellen sembrerebbe essere diventato il candidato principale da parte del presidente Obama. Qualora fosse scelta da Obama e confermata dal senato sarebbe la prima donna eletta come governatore della Fed. Il giornale scrive che l’annuncio del successore di Bernanke non sarà effettuato questa settimana.

Valute : ieri è stata una giornata di debolezza per il dollaro Usa verso le principali valute dopo il ritiro di Summers. Durante la notte ha leggermente recuperato il terreno perduto, ma il biglietto verde si mantiene piuttosto debole al momento. L’euro/dollaro resta compreso tra la resistenza 1,34-1,3450 ed il supporto 1,33 in vista dell’inizio oggi dell’incontro di 2 giorni della Fed che si concluderà domani sera con il comunicato di politica monetaria, le nuove stime economiche fino al 2016 e la successiva conferenza stampa del governatore Bernanke.

Secondo il consenso di Bloomberg relativo ad un sondaggio del 6 settembre, domani il comitato comunicherà una riduzione degli acquisti mensili di bond pari a 10 Mld$. Il dollaro ieri ha perso anche verso sterlina con il cable (gbp/usd) salito sui massimi da 8 mesi. La resistenza si colloca in prossimità di 1,60.

Verso euro, il cambio eur/gbp si conferma al di sotto di area 0,84. Euro/yen oltre 132 nel giorno di riapertura dei mercati nipponici dopo il fine settimana lungo.

Dollaro australiano poco mosso durante la notte nonostante la pubblicazione dei verbali della riunione di inizio settembre della banca centrale. Dai documenti risulta che non si può escludere un ulteriore taglio dei tassi ed alcuni membri hanno valutato che un ulteriore deprezzamento della valuta potrebbe aiutare l’economia.

Tra gli emergenti, lieve deprezzamento per il real brasiliano dopo che si è molto apprezzato nelle ultime settimane. Prese di profitto anche sulla rupia indiana .

I movimenti sulle emergenti potrebbero essere legati a chiusure di posizioni che puntavano ad un apprezzamento in vista dell’elevato livello di ipercomprato (fattore tecnico) a protezione dei profitti maturati nelle ultime settimane in vista della riunione della Fed che potrebbe portare volatilità domani sera. Per l’India è anche prevista la riunione della banca centrale indiana il prossimo 20 settembre.