Borsa Milano chiude piatta una seduta volatile

10 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Piazza Affari chiude piatta una seduta interlocutoria e volatile per l’azionario europeo e mondiale. Sul sentiment pesano le attese circa un rialzo dei tassi della Fed prima del previsto. Continua a innervosire anche l’incertezza sull’esito del referendum per l’indipendenza in Scozia.
Euro in leggero calo a 1,2931. Spread in area 140 punti e rendimento decennale al 2,42%.

L’indice Ftse Mib chiude sulla parità (-0,04%) a quota 21.141 punti, il Ftse Italia All-Share a -0,28%, il Ftse Italia Mid Cap a -0,45%, il Ftse Italia Star a -0,77%.

Chiusura stabile per la Borsa di Londra. L’indice Ftse-100 segna +0,02% a 6.830,11 punti. Termina la seduta in ribasso dello 0,11% la Borsa di Francoforte. L’indice Dax scende a 9.700,17 punti. Parigi piatta.

Domani sarà il turno del’asta Btp. Sempre domani in Europa riflettori puntati sulla pubblicazione del Bollettino mensile Bce e in serata il discorso di Mario Draghi.

Chiusura positiva per Fiat (+1,88% a 7,84 euro), la migliore a Piazza Affari. Nel giorno dell’addio del presidente di Ferrari Luca di Montezemolo, che lascerà il posto all’Ad del Lingotto Sergio Marchionne, il titolo, ormai stabilmente sopra il prezzo di 7,72 euro del recesso per la fusione con Chrysler, ha beneficiato delle scommesse sul futuro della Ferrari: Marchionne non ha fornito informazioni chiare sull’Ipo mentre ha escluso la creazione di un polo del lusso con Alfa Romeo e Maserati.

Prosegue anche la striscia positiva di Telecom Italia (+0,59%) che attende novità in merito alle offerte per Tim Brasil.

Tra le banche spicca il balzo odierno di Banca Mps (+1,80% a 1,129 euro) dopo la debolezza delle scorse sedute. Il presidente di Axa, Henry de Castries, ha fatto sapere che il gruppo non entrerà nel patto di sindacato di Mps per i vincoli regolamentari cui è soggetto negli Stati Uniti.

Netto calo per Mediaset (-2,77% a 3,30 euro) nonostante le indiscrezioni di Bloomberg in base alle quali Vivendi starebbe valutando l’acquisto dell’11% del capitale di Mediaset Premium da Telefonica. Il titolo ha probabilmente corretto il brusco movimento al rialzo visto negli ultimi minuti della seduta di ieri, con i prezzi passati da area 3,30 euro alla chiusura a 3,4180.

In calo le Borse asiatiche, con l’indice azionario di riferimento che ha accusato il calo maggiore da un mese a questa parte.

Gli investitori temono che la crescita della Cina stia rallentando il suo corso. Il tutto mentre si specula sul rialzo dei tassi di interesse prima del previsto in Usa.

Rick Rieder, Chief Investment Officer di BlackRock, è convinto che i tassi verranno alzati prima del previsto. Le ricerche della banca suggeriscono che gli investitori potrebbero sottovaluare la rapidità con la quale le autorità di politica monetaria potrebbero agire imponendo una stretta monetaria.

A parte le vendite al dettaglio, tutti gli altri dati macro principali sono in miglioramento nella maggiore economia al mondo.

Il dollaro intanto – favorito anche dalle speculazioni circa le prossime mosse della Fed – è salito ai massimi di sei anni sullo yen, mentre il petrolio avanza.

Sempre in ambito macro, la Francia ha abbassato le stime sulla crescita economica e ha annunciato che non raggiungerà l’obiettivo di bilancio tra deficit e Pil del 3% prima del 2017.

L’economia dovrebbe crescere dello 0,4% nell’anno in corso per accelerare a +1,0% nel 2015 mentre il deficit si attesterà al 4,4% del prodotto interno lordo a fine dicembre. L’inflazione è prevista allo 0,5% nel 2014 e allo 0,9% nel 2015.

Lo Spread tra Btp e Bund decennali viaggia in ampliamento a 140 punti base.

Il paniere MSCI della regione Asia Pacifico cede terreno per la quinta seduta di fila (-0,6% al momento). La Borsa di Tokyo, ultimamente in controtendenza rispetto al resto dei mercati azionari dell’area, ha chiuso in rialzo dello 0,25%.

L’indice Hang Seng di Hong Kong ritraccia dell’1,7% dopo che il Premier cinese Li Keqiang ha annunciato che la crescita degli aggregati monetari – ossia la quantità di moneta e di attività finanziarie esistente nel sistema economico – è stata la più bassa degli ultimi cinque mesi.

Sul valutario, il dollaro scambia in rialzo a 105,62 yen; euro in ripresa a 1,2924 dollari.

Tra le materie prime, petrolio stabile a 92,82 dollari.