Borsa Milano chiude in rialzo, spread rallenta

21 Gennaio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano incrementa i rialzi sul finale, nel giorno della prima riunione del 2013 dei ministri delle finanze dell’Eurozona. Volatilità alta, anche per via dei bassi volumi, sia sull’azionario che sulle valute in una seduta orfana di Wall Street. Un’attenzione particolare anche alle indicazioni che sono arrivate dall’analisi tecnica.

Nel giorno dell’inaugurazione del secondo mandato del Presidente Usa Barack Obama, gli operatori di borsa guardano ancora alla questione fiscale negli Stati Uniti, dopo che venerdi’ le attese per un accordo che metta fine al pericolo del precipizio fiscale, portando a un innalzamento del tetto del debito. Venerdì sul finale Wall Street si è rafforzata sulle attese per un accordo a breve tra Repubblicani e Democratici, che superi l’impasse sul bilancio negli Stati Uniti, con un innalzamento del tetto del debito.

L’indice benchmark dell’azionario europeo, lo Stoxx Europe 600 Index, è poco mosso, dopo essere salito +2,7% dall’inizio del 2013. Il listino Ftse Mib ha fatto +0,44% a 17.631,99 punti.

“Non credo che gli investitori debbano allontanarsi dal rischio in questo momento – commenta Henk Potts, strategist sull’azionario presso Barclays, a Londra – Il mercato potrebbe assistere a una fase di consolidamento, visto che ci avviciniamo alla discussione in Usa sul tetto sul debito, ma noi incoraggiamo gli investitori a sfruttare qualsiasi debolezza per incrementare la loro esposizione”.

I ministri, che si incontreranno oggi a Bruxelles, inizieranno a parlare dei sistemi di protezione che potranno essere accordati alle banche in difficoltà, attraverso l’iniezione diretta di fondi. Ma ci sono molti pareri discordanti sul modo in cui gli istituti dovrebbero essere aiutati. Da segnalare che la riunione dell’Eurogruppo sarà l’ultima presieduta da Jean Claude Juncker.

Più in generale, tensione in Europa anche per l’imminente annuncio atteso sul referendum nel Regno Unito per decidere se il paese rimarrà all’interno dell’Ue o no. La Bce mette inoltre in evidenza la crisi del sistema finanziario indicando che in un anno si è registrato un calo nel numero degli istituti bancari e monetari dell’Eurozona, pari a -6%.

Oggi le borse sono orfane di Wall Street, chiusa per la festività dedicata a Martin Luther King. Da segnalare che lo scorso 18 gennaio
lo S&P 500 ha chiuso al massimo degli ultimi cinque anni.

I realizzi hanno dominato sul mercato azionario asiatico, con gli investitori che temono che i listini siano cresciuti troppo e troppo velocemente. In particolare, la borsa di Tokyo ha chiuso in flessione -1,52%, scontando il rialzo dello yen contro il dollaro dopo che nelle sessioni precedenti la valuta nipponica aver testato contro il biglietto verde il minimo in due anni e mezzo.

Da segnalare che l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index ha segnato un balzo +11% nel periodo compreso tra lo scorso 14 novembre e il 18 gennaio, grazie ai guadagni dell’azionario giapponese, alimentati dalle speculazioni secondo cui il premier Shinzo Abe perseguirà una politica più aggressiva per stimolare l’economia.

L’azionario asiatico – in data 18 gennaio – scambia a un valore equivalente a 14,3 volte la media degli utili attesi, contro le 13,4 volte dello Standard & Poor’s 400 e le 12,1 volte dello Stoxx Europe 600 Index, stando ai dati compilati da Bloomber,

“I mercati (asiatici) viaggiano a livelli elevati e alcuni investitori stanno diventando più cauti, dopo il sentiment rialzista sulle azioni che hanno contagiato tutti – ha commentato Koji Toda, gestore dei fondi presso Resona Bank, a Tokyo – La maggior parte degli investitori è ancora ottimista sui mercati azionari. Dunque, il fatto che gli indici siano scesi oggi non indica che continueranno a scendere”.

In generale, operatori e analisti si interrogano se l’azionario globale non versi in condizione di ipercomprato, e dunque se la corsa non sia per caso finita. Sebbene i rischi non manchino, alcuni guru del mondo della finanza parlano di molte opportunità.

BTP – Lo Spread Italia-Germania a 10 anni rallenta rispetto ai massimi con +1,38% a 262,13 punti base, a fronte di un tasso sui BTP +1,57% al 4,21%. Occhio al giudizio di Goldman Sachs, che ha affermato che lo spread a 575 punti era del tutto ingiustificato e irrazionale, ma che è possibile che l’Italia torni presto sotto pressione.

ALL’INTERNO DEL FTSE MIB – Contrastate, ma prevalentemente positive, le banche. Note stonate Finmeccanica -0,81%, Mediaset azzera quasi le perdite della mattinata, quando era scivolata fino a -3%, ma fa comunque segnare un ribasso dello 0,69%. Giù Telecom Italia -2,68%, peggiore prova di giornata. Titolo Fiat di nuovo sotto i riflettori dopo l’alert Marchionne sul rischio di implosione del mercato dell’auto in Europa, a causa dell’eccesso di offerta. Le quotazioni fanno però +3,92%, chiudendo in testa al listino, mentre Fiat Industrial sale con +3,63%. Pirelli +1,87%. Buy anche su Prysmian e Buzzi Unicem.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro -0,07% a $1,3308; dollaro/yen -0,41% a JPY 89,68.

Sul fronte delle commodities, i futures sul petrolio -0,33% a $95,24 al barile, oro +0,05% a $1.687,90.

TRA GLI HIGHLIGHT DI GIORNATA

BOT e BTP non sono più garantiti dallo stato.

Borse europee poco mosse senza Wall Street, Milano sulla parità.

Borsa: Listino Procede Piatto, Realizzi Su Mediaset.

Prestiti personali, 10 regole per il consumatore attento.

Borsa: parte segmento Agrex, via a future su grano.

Finmeccanica: Accordo Agustawestland-embraer Per Produzione Elicotteri.

Borsa: Milano torna positiva (+0,2%) con Unicredit.

Ue: D’Alema, non ci piace l’Europa governata da Merkel.

Un iPhone nuovo non basta più. Apple ne lancia tre.

Borsa: Milano gira in calo (-0,3%) con Telecom e Mediaset.

Mediaset: realizzi a Piazza Affari (-4%) dopo sprint.

Borse Europee: Tutte Positive In Avvio Di Giornata.

Borsa: Avvio Positivo. Ftse Mib +0,28%, All Share +0,31%.

Borsa: Asia debole con superyen, Tokyo -1,5%.

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