Borsa Milano chiude in negativo, Europa si tinge di rosso

26 Giugno 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Seduta di realizzi per le Borse europee, nonostante il forte calo del pil statunitense che dovrebbe rallentare il tapering della Fed. Tutti i principali listini del Vecchio Continente chiudono perdite attorno allo 0,5%, mentre l’Ftse Mib – dopo una giornata in altalena – cede lo 0,38% a 21.387 punti.

A Piazza Affari, in coda al listino, c’e’ St (-2,3%) che era partita bene dopo l’annuncio del bond da 1 miliardo e del buy back. Realizzi sulle popolari, in particolare su Bpm (-2,2%) che ieri aveva guadagnato il 6% dopo l’eliminazione, da parte di Bankitalia, dei requisiti addizionali di capitale. Tra i titoli piu’ brillanti, invece, Salvatore Ferragamo (+3,6% grazie alla promozione di Credit Suisse), Mediaset (+2,1% dopo il verdetto finale sui diritti tv della Seria A, in base al quale otterra’ il pacchetto con le migliori squadre per 373 milioni) e Saipem (+1,7%).

Considerando tutta la Borsa, brilla Risanamento (+4,8%), che ieri ha annunciato il closing della vendita di otto immobili parigini per 1,09 miliardi a Chelsfield/The Olayan Group.

Sul mercato valutario l’euro si attesta a 1,359 dollari (1,361 a metà seduta), mentre il petrolio perde l’1,1% con il Wti a 105,34 dollari al barile.

Secondo l’analisi tecnica, secondo Gaetano Evangelista di Traderlink, il mercato azionario italiano rimane sotto l’effetto negativo prodotto dal Landry TRIN Reversal scattato martedì 10 giugno: giusto in prossimità del massimo annuale (allo stato attuale, s’intende). Il grafico evidenzia gli ultimi segnali formalizzati da questo originale quanto efficace sistema di individuazione dei picchi di mercato: i massimi sono stati intercettati con precisione, mentre i minimi sono stati segnalati soltanto con una seduta di anticipo.

La pressione ribassista delle ultime due settimane ha neutralizzato il breakout rialzista, corroborando la previsione di un massimo nel mese di aprile, e creando più di qualche grattacapo ai rialzisti; specie fatalmente quelli dell’ultima ora. Violato il supporto giornaliero, l’attesa è ora puntata sull’argine che ha retto in occasione delle correzioni sperimentate nell’arco dell’ultimo anno: sotto quella soglia, commentata ieri, saremmo autorizzati a parlare di qualcosa di ben più profondo e duraturo di una semplice assestamento di prezzo.

Dopo che l’emissione di Bot a sei mesi ha evidenziato rendimenti ai minimi storici, lo spread tra il Btp e il Bund apre in calo a 157 punti dai 159 della chiusura di ieri con un rendimento al 2,84%. A 136 punti il differenziale tra il titolo tedesco e i Bonos spagnoli che hanno un rendimento del 2,63%.

Hanno chiuso bene le Borse asiatiche, con il paniere di riferimento della regione che è ben avviato per chiudere con un computo positivo la settimana. L’indice MSCI dell’area fa +0,6%.

La Borsa di Tokyo ha archiviato la seduta a +0,27% in area 15.308,49 punti. La revisione al ribasso dei dati sul Pil Usa nel primo trimestre ha alimentato le aspettative di una politica monetaria meno restrittiva da parte della Fed.

Passato lo shock per la contrazione peggiore delle attese nel quarto trimestre del Pil americano, è tornato l’ottimismo sullo stato di salute della maggiore economia mondiale.

I dati mettono invece sotto pressione il dollaro, dando al contempo una bella spinta alle materie prime e tutti gli altri asset legati al biglietto verde.

Ne traggono beneficio anche i bond a lunga scadenza dei paesi virtuosi, con i fondi che si sono visti costretti a uscire dalla curva dei rendimenti. Gli investitori sono pronti ad accettare anche solamente l’1,26% per dare denaro in prestito alla Germania per ben 10 anni.

Allo stesso tempo i numeri deludenti hanno rafforzato le prospettive di un mantenimento dei tassi di riferimento Usa allo zero per un periodo prolungato. La Federal Reserve potrebbe però decidere cosa fare anche in base ai dati sull’inflazione che verranno pubblicati in giornata. Stando alle stime, in maggio l’indice dei prezzi al consumo dovrebbe aver raggiunto i massimi da fine 2012.