Borsa Milano chiude bene, sprint sul finale con Mediaset

2 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Dopo un’apertura nervosa, il listino milanese chiude in positivo con l’indice Ftse Mib che ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,53% a 21.678 punti. “Si sale con poca volatilità. Tutti si aspettavano un calo di Wall Street e, invece, si prosegue al rialzo con spunti selettivi”, osserva un trader.

Positivo il debutto in borsa di Fineco, la banca multicanale controllata da UniCredit: stamani ha aperto con un balzo dell’8% a un massimo di 4,018 euro per poi ridurre il guadagno a +5,6% a 3,90 euro. Il titolo è partito con un prezzo di 3,7 euro, nella parte bassa della forchetta fra 3,5 e 4,4 euro. “La quotazione è andata molto bene, c’è un buon interesse”, spiega un broker.

Sul resto del listino ancora denaro sulle banche, in particolare Unicredit (+1,12) e le popolari.

Ben raccolta Fiat che sale del 2,5% a fronte dello stoox auto europeo in salita dell’1,16% dopo il balzo delle vendite negli Usa (+9%) di Chrysler a giugno, mentre in Italia si fermano al +2,8%.

Molto forte Mediaset che del 2,8% dopo il vicepresidente, Pier Silvio Berlusconi, ha confermato che la società è in contatto con la tv del Qatar Al Jazeera e altri operatori per eventuali partnership sulla pay tv Premium in Italia.

Poco mossa Eni, mentre Telecom Italia è al palo con un ribasso dello 0,76%. Le dichiarazioni del presidente, Giuseppe Recchi, oggi a un quotidiano, secondo cui la società è già una public company dove Telefonica non influenza il management, “hanno impatto neutrale” sul titolo secondo Akros.

Balza lo Spread tra Btp e Bund decennali. Il divario tra i rendimenti sale di oltre l’8% sopra i 159 punti base.

Sul fronte macro, il mercato sta digerendo l’indice europeo dei prezzi alla produzione di maggio, che ha confermato come l’Europa si trovi ancora in una fase di deflazione. Il dato è stato di -0,1% mese su mese e di -1% rispetto all’anno scorso.

Bel balzo dell’azionario asiatico, con l’indice di riferimento della regione che sale ai massimi di sei anni.

L’indice MSCI guadagna lo 0,6%, al livello più alto dal 10 giugno 2008. Il Nikkei, l’indice dei 225 titoli guida, guadagna lo 0,29% salendo a 15.369,97 punti. Il Topix giapponese ha chiuso a +0,4%.

Ieri a Wall Street il Dow ha flirtato con quota 17 mila punti, mentre l’S&P ha toccato il 23esimo livello record quest’anno.

L’attività manifatturiera nelle principali economie asiatiche fa ben sperare per l’outlook generale dell’economia globale.

Le condizioni economiche mondiali continuano ad essere abbastanza favorevoli e la ripresa sembra ben avviata negli Stati Uniti. Ecco spiegato perché gli investitori vedono con favore gli investimenti nell’azionario.

Sul valutario, il dollaro australiano cede terrenno dopo i dati peggiori del previsto sugli scambi commerciali. Euro in lieve calo sul dollaro ma sempre molto forte. La moneta unica europea viene scambiata con il biglietto verde a 1,3669. Ieri, secondo la rilevazione della Bce, l’euro valeva 1,3688 dollari.

Tra le materie prime, in calo i prezzi del platino e rame dopo la corsa degli ultimi giorni. Quotazioni del petrolio in rialzo sui mercati asiatici, sulla scia del dato delle scorte Usa, che registra un incremento della domanda mondiale di greggio. Il Wsi sale di 10 centesimi di dollaro, a 105,44 dollari al barile, mentre il Brent si mostra in progresso di 9 centesimi, a 112,38 dollari al barile.