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Borsa Milano chiude a +1,25%, sell off scatenati su bond greci

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ROMA (WSI) – In attesa di conoscere il futuro della Grecia, Piazza Affari rimbalza prontamente dopo il capitombolo di venerdì e chiude in buon progresso. L’azionario milanese e le altre principali borse europee hanno beneficiato del maxi stimolo monetario annunciato in Cina, che ha tagliato le riserve obbligatorie delle banche commerciali.

A Milano il Ftse Mib ha terminato gli scambi in progresso dell’1,25% mentre il Ftse all share ha registrato un apprezzamento dell’1,19%. In evidenza i titoli bancari con Bpm in rialzo del 4,30%, UniCredit +3,35% e Intesa Sanpaolo in rialzo di quasi il 2,30%.

C’è una situazione di attesa, qualche rimbalzo fisiologico, però nessuno si butta a comprare o vendere”, dice a Reuters un trader. “In generale è la Grecia che comanda, si attendono sviluppi”.

L’azionario riesce a resistere alla minaccia della Grecia, anche se il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis è stato chiaro: esiste un rischio contagio. Le borse europee sono state favorite in particolare dal comparto tlc dopo l’acquisto da parte di Telenet dell’unità di telefonia mobile di KPN in Belgio.

“Chiunque stia giocando con l’idea di tagliare pezzi di Eurozona sperando che il resto sopravviva, sta giocando con il fuoco”, ha detto il capo del Tesoro ellenico. E anche Christian Noyer, presidente della Banca centrale della Francia d membro del Consiglio direttivo della Bce, afferma che il concretizzarsi di uno scenario Grexit sarebbe un “trauma per l’intera Eurozona”.

La conseguenza inevitabile è un selloff scatenati sui titoli di stato greci, con i rendimenti decennali che balzano +19 punti base al 13,09%; i tassi a 5 anni +62,5 punti base al 19,195%; a tre anni +111,5 punti base vicini al 28%, al 27,86% (dati ore 11.47 ora italiana). Stando al Wall Street Journal, i funzionari dell’Eurozona si starebbero preparando all’ecentualità di un default “disordinato. Uno scenario sarebbe il seguente: la Grecia non riesce a trovare un accordo con i suoi creditori; finisce i soldi e dichiara default sul debito. Ma nel suo editoriale, Simon Nixon ritiene che un default non implicherebbe comunque un immediato Grexit.

A Piazza Affari, in ambito di notizie societarie la controllata di Mediaset Ei Towers ha ritirato l’Opas sulla società delle torri Rai Way.

Per quanto riguarda Unicredit, il focus è stato sulle dichiarazioni di Federico Ghizzoni, amministratore delegato del gruppo. In generale bene tutti i bancari.

Tra i titoli in controtendenza Cnh Industrial (-1,68%), Campari (-1,33%), Tod’S (-0,77%), Ferragamo (-0,31%).

L’azionario europeo è reduce dalla peggior settimana del 2015. Lo Stoxx Europe 600 – in rialzo +18% quest’anno – ha perso il -1,8% lo scorso venerdì, sulla scia di preoccupazioni sul caso Grecia e anche per la decisione della Cina di aumentare l’offerta di azioni disponibili per le operazioni di short selling. Il Dax ha sofferto inoltre il calo settimanale peggiore dal 2011, ma l’indice oggi è in ripresa.

Problemi Grecia sempre al centro dell’attenzione, in attesa della riunione dell’Eurogruppo, che si terrà il prossimo venerdì 24 aprile. La scorsa settimana, sia il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis che l’omologo tedescho Wolfgang Schaeuble, avevano messo le mani in avanti sulla possibilità di un accordo, nel corso del meeting.

“Quanto è accaduto negli Usa e in Europa venerdì scorso ha allarmato gli investitori sul fatto che questo potrebbe essere l’inizio di una correzione”, ha sottolineato Sani Hamid, direttore della divisione di Strategia mercati ed economia, e Gestione patrimoniale, presso Financial Alliance, in un’intervista alla Cnbc – I mercati hanno corso a ritmo sostenuto nelle ultime settimane e ci si aspettava una correzione del 5-10%, che da tempo era attesa”.

Ma oggi in Europa i listini sono sostenuti soprattutto dai titoli minerari, con gli investitori che guardano alle novità arrivate dalla Cina. Inoltre, gli analisti bullish non mancano. “E’ un contesto ancora molto bullish per il mercato – ha commentato in un’intervista a Bloomberg Michael Kapler, gestore presso Mittelbrandenburgische Sparkasse, in un’intervista telefonica rilasciata a Bloomberg da Potsdam, Germania – Le banche centrali danno un forte sostegno in tutto il mondo, e questa situazione rimarrà tale per un po’ di tempo. Abbiamo politiche (monetarie) accomodanti in Europa, Giappone, Cina. I titoli azionari europei hanno vissuto un rally decisamente poderoso quest’anno, e il fatto che abbiano frenato il passo la scorsa settimana è stato salutare. Probabulmente assisteremo a ulteriori guadagni nel corso di quest’anno”.

Sul valutario l’euro -0,42% sul dollaro a $1,0766. Il dollaro fa +0,3% sullo yen a 119,26. La moneta unica cede -0,16% sul franco svizzero a 1,0273. Euro/yen -0,16% a JPY 128,41. Tasso di cambio euro sterlina -0,09% a 0,7215.

Tra le materie prime, seduta sull’ottovolante per il greggio. I futures Wti sul petrolio fanno +1,76% a 56,72 dollari al barile, mentre il Brent fa +0,41% a 63,71 dollari il barile. L’oro -0,68% a 1.196,05 dollari l’oncia, l’argento -1,93% a quota $15,96.

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Sui mercati asiatici, la decisione della People’s Bank of China di tagliare l’ammontare di riserve obbligatorie per le banche al tasso più alto dal 2008, ovvero 100 punti base, ha portato volatilità sull’azionario. “Il taglio delle riserve richieste è stato varato al fine di calmare i mercati, ma la grandezza del taglio è stata superiore a quanto il mercato aveva scontato”, ha commentato in un’intervista alla Cnbc Catherine Yeung, investment director presso Fidelity Worldwide Investment.

Tra i singoli listini, piatta Tokyo, con il Nikkei -0,06%; male Hong Kong -1,87%, Sidney -0,74%, Shanghai -0,93%, Seul +0,09%.

(DaC-Lna)