Borsa Milano azzera rialzi dopo asta, Spread a 290

11 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude piatta dopo un brusco dietrofront nelle ultime battute della mattinata. Meglio le piazze europee. A Piazza Affari passa in secondo piano l’entusiasmo successivo alle rassicurazioni arrivate dal presidente della Federal Reserve Ben Bernanke., che ha sottolineato come l’economia americana abbia ancora bisogno di una politica altamente accomodante. Continua la fase di rimbalzo dell’euro, mentre lo Spread, partito in calo, si è ampliato fino a toccare la cosiddetta “soglia Monti”, complice l’esito tutto sommato negativo dell’emissione di titoli a 5 e 30 anni. Il Ftse Mib si é attestato a 15.677,30 punti.

L’attenzione degli investitori torna a focalizzarsi sui problemi dell’Italia e in particolare sull’instabilità politica. Motivo per il quale l’asta di Btp a 3 e 30 anni e di CCTUe a cinque anni non è andata come il Tesoro sperava. Il governo non è riuscito a collocare tutto l’ammontare previsto. Sotto i riflettori la debolezza della domanda e il balzo dei tassi trentennali, che hanno superato la soglia del 5%, al 5,19%.

Alle 12.30 circa il Ftse Mib sale di appena lo 0,16% attorno a 15.700. Solida la performance dell’indice di riferimento europeo Stoxx 600, +0,62%. Altri listini Francoforte +1,10%, Londra +0,74%, Parigi +0,73%, Madrid +0,25%.

Le tensioni politiche (leggi i timori sulla coesione della coalizione di governo) e le preoccupazioni sul futuro dell’economia italiana, rendono gli investitori riluttanti a posizionarsi sui bond italiani. In generale in Europa dovendo scegliere si preferisce orientarsi verso la qualità del Bund, nonostante il premio di rischio decisamente inferiore.

Dopo la bocciatura sul rating italiano da parte di S&P a due gradini al di sopra del livello “junk”, spazzatura, l’Italia rimane continuamente l’osservata speciale.

Secondo Deutsche Bank il paese rischia un altro downgrade a causa dell’instabilità politica che si riaffaccia per i problemi con la giustizia dell’ex premier Silvio Berlusconi, mentre non si esclude che in autunno l’Ue chieda a Roma una manovra.

Alle parole di Bernanke ha reagito positivamente anche l’azionario asiatico, con l’indice di riferimento MSCI Asia Pacific Index che ha testato il valore di chiusura più alto dallo scorso 30 maggio. Molto bene anche i mercati emergenti, con l’MSCI Emerging Markets Index, +2,4%, al valore di chiusura più alto dallo scorso 1° luglio. Nikkei 225 della Borsa di Tokyo +0,39%; Hong Kong +2,55%, indice australiano S&P/ASX 200 +1,31%, balzo di Shanghai con +3,23%, indice coreano Kospi +2,93%.

Da segnalare che l’azionario globale ha perso più di 3.000 miliardi mentre i tassi sui Treasuries hanno guadagnato 70 punti base dallo scorso 22 maggio, quando Bernanke indicò che la Fed avrebbe potuto iniziare a ridurre il QE. I tassi sui bond decennali Usa sono scesi dopo le parole di Bernanke al 2,561%, dopo essere balzati fino al 2,75% all’inizio della settimana, al massimo dall’agosto del 2011.

BTP ITALIA – In salita lo spread, che ha rivisto quota 290 punti nel corso della giornata, in scia all’esito non particolarmente entusiasmante delle aste odierne di Btp. In chiusura Spread Btp-Bund fa +2,73% a 289,85 punti base. Il rendimento del decennale +1,04% al 4,48%.

PIAZZA AFFARI – Rallentano i bancari dopo l’asta, in particolare le big come Unicredit e Intesa che invece erano in rialzo di quasi un punto percentuale fino a metà mattinata. Tra gli altri titoli, giù Eni, Mediaset e Saipem.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,59% a $1,3051. Il cambio dollaro yen si attesta a 98,71 (-0,93%), euro-franco svizzero -0,35% a 1,2389. Euro/yen -0,38% a JPY 128,87.

Sui mercati delle commodities, i futures fanno dietrofront rispetto alla mattinata e cedono -1,06% a 105,39 dollari al barile. Il prezzo dell’oro fino a +3% post Fed, ora +2,86% a 1.283,10.

ANALISI MERCATI, TASSI E VALUTE DI MPS

Tassi & Congiuntura: in area Euro ieri si è assistito ad un rialzo dei tassi di mercato, che comunque è risultato in ridimensionamento rispetto ai picchi di inizio giornata, dopo aver metabolizzato l’effetto del downgrade italiano da parte di S&P.

Lo spread italiano sul comparto decennale a fine giornata ha registrato un rialzo contenuto di circa 5 pb, chiudendo intorno ai 280pb. Questa mattina si sta registrando un calo generalizzato dei tassi di mercato sulla scia degli acquisti di bond governativi europei spinti dalle favorevoli parole del governatore della Fed Bernanke che ha dato luogo ad un calo anche dei tassi sui dei Treasury.

Gli acquisti sono più marcati sui titoli periferici (Italia e Spagna). Lo spread italia-Germania che ieri si era portato fino ai 288pb, questa mattina è in calo in prossimità dei 275pb.

Ieri il commissario UE ai servizi finanziari, Barnier, ha svelato il piano per il meccanismo unico di risoluzione (SSM) che darà alla Commissione Europea il potere di decidere quando le banche devono essere salvate o chiuse.

A tale piano si oppone però la Germania che ritiene che siano infrante le regole base della UE poiché viene tolto il controllo nazionale sul settore finanziario (alle autorità nazionali spetterebbe il ruolo di implementare ciò che viene deciso a livello europeo). Nel piano è previsto la partecipazione della BCE nel ruolo di supervisore e della Commissione Europea e delle autorità nazionali che parteciperebbero nel comitato che alla fine esprimerà una propria valutazione.

La Commissione avrebbe comunque il ruolo di prendere la decisione finale in base alla raccomandazione del board o di propria iniziativa. Sul fronte aste oggi è previsto il collocamento fino a 3,5Mld di Btp a 3 anni, 1,5Mld di Btp con scadenza 2044 e 1,5Mld di CCT a 5 anni.
[ARTICLEIMAGE]
Negli Usa escursioni ampie sul mercato obbligazionario in concomitanza prima con la pubblicazione del verbale dell’incontro Fed di giugno e successivamente del discorso di Bernanke. Nel primo caso il primo impatto è stato quello di riportare i tassi decennali verso l’alto, riavvicinandosi a quota 2,70%. Gli operatori inizialmente hanno dato peso soprattutto al fatto che circa la metà dei membri votanti si attendono una riduzione del piano di acquisti a fine anno.

Le minute in realtà hanno fornito un quadro piuttosto articolato, facendo emergere un ventaglio di opinioni piuttosto ampio, ivi ricomprendendo quella di coloro (“molti membri votanti”) che sostengono la necessità di avere ulteriori conferme di recupero del mercato del lavoro prima della citata riduzione del piano.

Successivamente le parole di Bernanke hanno rassicurato sull’intenzione della Fed di mantenere comunque condizioni espansive di politica monetaria, lasciando intendere che il sentiero di rialzo del tasso di riferimento è ben distinto da quello di riduzione del piano di acquisti. Lo stesso Bernanke ha aggiunto che occorre difendersi anche dai rischi di eccessivo calo dell’inflazione, sottolineando che l’attuale livello del tasso di disoccupazione sottostima la debolezza del mercato del lavoro.

La metabolizzazione di tutte queste indicazioni ha alla fine prodotto questa mattina un calo significativo del tasso decennale, tornato sotto quota 2,60%. Complessivamente l’impressione è che la possibilità di una riduzione del piano di acquisti è meno scontata rispetto a quanto apparso dalla conferenza stampa di giugno ed in ogni caso il tasso di riferimento rimarrà comunque fermo ancora per diverso tempo. Nel frattempo la percezione di prospettive di crescita migliori negli Usa rispetto a quelle in area euro ha riportato lo spread sul decennale Usa-Germania in prossimità dei 100pb, livello massimo da 7 anni.

Valute: nella notte si è assistito ad un deprezzamento generalizzato del dollaro Usa penalizzato dalle parole di Bernanke. Verso euro il cambio si è portato rapidamente da area 1,29 a 1,32, con quest’ultimo livello che rappresenta la resistenza per i prossimi giorni. Il supporto odierno si colloca in area 1,30.

Il dollaro si è deprezzato anche verso yen, con il cross sceso poco sopra al supporto 98 nonostante la chiusura positiva della borsa nipponica. Lo yen si è invece leggermente deprezzato verso euro con la resistenza collocata a 131,15 ed il supporto a 126,60.

La BoJ questa notte non ha apportato modifiche alla politica monetaria alla luce del miglioramento dell’economia, definita in “recupero moderato”. Forte deprezzamento del dollaro anche verso sterlina con il cable (gbp/usd) salito da 1,49 fino a 1,52 questa notte. Nonostante la debolezza del dollaro Usa, il biglietto verde si è apprezzato verso lo yuan. Tra le valute emergenti resta piuttosto debole il real brasiliano nonostante il rialzo dei tassi da parte della banca centrale (50pb all’8,5%) per cercare di frenare l’inflazione.

BANCA POPOLARE DI MILANO – La Banca d’Italia ha invitato le Fondazioni a diversificare il patrimonio per evitare legami troppo stretti con le banche e le banche popolari di grandi dimensioni a trasformarsi in società per azioni. Intervenendo all’assemblea dell’Abi, il governatore Ignazio Visco ricorda alle Fondazioni la necessità di “una diversificazione dei portafogli al fine di allentare i legami, talvolta troppo stretti, con i risultati della banca di riferimento e di evitare interferenze nella governance e nelle scelte imprenditoriali degli intermediari”.

EXOR – L’agenzia S&P ha detto che i rating e l’outlook della società non risentiranno del taglio del giudizio sull’Italia perché le due principali controllate della holding, Fiat e Fiat Industrial, realizzano gran parte dei loro risultati fuori dal paese.

INFORMAZIONE DI STAMPA SUI TITOLI

FIAT – L’A.D. Sergio Marchionne ha detto che stanno proseguendo le trattative per trovare un accordo extragiudiziale con Veba sulla quota di minoranza che il fondo del sindacato Uaw detiene in Chrysler.

FIAT INDUSTRIAL – Continua il trend positivo delle vendite di macchinari agricoli in Usa a Maggio. Secondo i dati ufficiali di AEM le vendite di trattori sono in crescita dell’8,6% a/a.

FINMECCANICA – Per quanto riguarda la vendita di Ansaldo Energia Letta è pronto a esaminare il piano di dismissioni già approvato dal Cda di Finmeccanica ai tempi di Orsi. I coreani di Doosan hanno dimostrato un forte interesse per la società. La quota di Finmeccanica, ora al 55%, potrebbe scendere al 15-25% nel caso il controllo passasse ai coreani.

GENERALI – Possibile che la cessione di BSI possa essere rimandata a dopo l’estate. Le offerte di Bankinter e Banco Espirito Santo sarebbero inferiori alle richieste di Generali e la tempistica della cessione potrebbe essere rimandata a settembre. Ieri sono stati collocati 15,5 Mln di titoli a 13,95€ con una richiesta di 2,2 volte l’offerta.

RCS – Nel primo giorno d’asta sull’inoptato è stato venduto meno dell’1% del capitale ordinario, segno che nessun investitore forte si è mosso per cambiare gli equilibri azionari del gruppo editoriale. Fiat ribadisce il “carattere strategico” della sua partecipazione, rispondendo a una richiesta di chiarimenti da parte della Consob.

ROYAL MAIL – Il governo inglese cederà il controllo della società pubblica di spedizioni postali entro aprile 2014 tramite una “Ipo”. Lo ha comunicato il ministro dell’industria inglese Vince Cable, gettando le basi per una delle privatizzazioni che l’esecutivo guidato dal premier James Cameron intende portare a termine per dare un po’ di ossigeno alle finanze pubbliche, che negli ultimi anni hanno risentito dell’impatto della crisi economica globale. Cable ha spiegato che il governo intende mantenere una partecipazione di minoranza nella società dopo la quotazione. Royal Mail sarà valorizzata intorno ai 2,5 Mld£ in sede di Ipo, secondo i calcoli effettuati dall’istituto di ricerca Dealogic.