Borsa Milano arretra, spread scende sotto 260

6 Agosto 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano in perdita dopo la pubblicazione del dato sul Pil italiano del secondo trimestre, che contraendosi dello 0,2% ha segnato l’ottavo calo consecutivo. Si segnala ad ogni modo un lieve miglioramento (o, più precisamente, una minore contrazione) e un risultato più solido delle previsioni (-0,4%). Su base annua, la performance rimane decisamente negativa, in calo -2%, e si teme che l’ottimismo del governo sulla ripresa nei prossimi mesi, per quanto limitato, sia comunque eccessivo.

Il listino Ftse Mib chiude a -0,44% scivolando sotto la soglia dei 16.700 punti. Nonostante il clima politico ancora rovente dopo la condanna per frode fiscale comminata a Silvio Berlusconi, lo Spread tra Btp e Bund decennali registra un restringimento sotto l’area dei 260 punti base.

Tra i titoli scambiati su Piazza Affari focus su Yoox, dopo che Goldman Sachs ha rivisto al rialzo il target price da 22,5 euro a 39 euro; una revisione al rialzo di 17 euro circa, motivata con l’ottimo posizionamento sul mercato di cui la società attiva nel settore moda, secondo la banca d’affari americana, beneficerebbe. Per Goldman si tratta di un titolo da acquistare con decisione. Le quotazioni hano registrato un balzo anche superiore a +7% durante la sessione.

A livello europeo, i mercati salgono per la settima sessione consecutiva; si guarda alle storie societarie e in particolare ai risultati di Credit Agricole, che ha annunciato un balzo degli utili nel secondo trimestre dell’anno. Occhio anche al dato arrivato dalla Germania, con gli ordinativi manifatturieri di giugno che sono balzati a giugno +3,8%, strapazzando le attese del consensus che erano per un progresso del +1%.

L’azionario e l’obbligazionario italiano non hanno scontato finora la crisi di governo che si è aperta con la condanna definitiva di Silvio Berlusconi, ma il destino dell’esecutivo Letta è appeso a un filo e dipende dalle mosse dell’ ex premier.

Sell off sui mercati asiatici, che hanno comunque ridotto le perdite nel finale dopo la decisione della Banca centrale australiana, la Reserve Bank of Australia, di tagliare i tassi al minimo record del 2,5%. I mercati hanno scontato il rischio che la Federal Reserve ridurrà presto il QE, dopo l’ennesimo dato positivo degli Stati Uniti, relativo all’Ism servizi.

“La ripresa dell’economia americana non sta solo proseguendo, ma sta accelerando – ha commentato in una intervista a Bloomberg Evan Lucas, strategist di mercato presso IG Markets – Tale scenario darà ragione ai falchi della Fed, ed è per questo che si continuerà a parlare di un intervento di tapering (riduzione delle misure di quantitative easing a sostegno dell’economia), che potrebbe presentarsi a settembre e concretizzarsi a ottobre”.

I timori sono stati tra l’altro avallati dalle dichiarazioni di Richard Fisher, presidente della Fed di Dallas, che ha sottolineato che la banca centrale è più vicina a ridurre gli acquisti di bond e le misure di politica monetaria espansiva che hanno alimentato i guadagni dell’azionario negli ultimi anni. “Alcuni sono arrivati al punto di pensare che la Fed continuerà a sostenere i mercati per sempre, ma una tale situazione distorcerebbe i prezzi degli asset finanziari”, ha detto.

In una nota riportata da Bloomberg Richard Hunter, responsabile dei mercati azionari presso Hargreaves Lansdown a Londra, afferma comunque che “l’appetibilità dei titoli azionari in quanto destinazione di investimenti rimane intatta, considerate le politiche monetarie accomodanti che comunque proseguono nella maggior parte delle economie dei paesi avanzati”.

L’indice allargato di Tokyo, il Topix, è salito +0,8% virando in positivo dopo aver perso fino a -1,3%, dopo che Reuters ha riportando che il fondo pensione pubblico del Giappone starebbe considerando l’eventualità di investire più di $80 miliardi in azioni e meno in bond governativi.

Male a Hong Kong HSBC, il titolo del colosso finanziario, che ha comunicato il proprio bilancio: gli utili netti relativi al primo semestre dell’anno sono saliti +22% a $10,28 miliardi, al di sotto delle stime di $10,57 miliardi formulate da cinque analisti intervistati da Bloomberg. Stuart Gulliver, amministratore delegato del colosso, ha sottolineato che i mercati emergenti stanno rallentando il passo.

In generale, il Nikkei di Tokyo ha guadagnato +1%, Hong Kong -1,16%, indice australiano S&P/ASX 200 -0,11%, Shanghai Composite Index +0,44%, Kospi -0,50%.

PIAZZA AFFARI – Le prese di profitto dopo i conti hanno affondato Pirelli (-5,14%) e tra i peggiori si conta anche Telecom (-1,88%). Unicredit si infiamma durante la seduta con la presentazione di un utile raddoppiato e poi chiude in rialzo del 2,16%, bene anche Campari (+4,13%) mentre ridimensiona la corsa Mediaset sul finale (+1,5%).

BTP ITALIA – Lo spread tra Btp e Bund a dieci anni in calo -1,82% a 259,22, a fronte di un rendimento decennale -0,78% al 4,25%.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro +0,38% a $1,3312; dollaro/yen -0,22% a JPY 98,08; euro/franco svizzero +0,11% a CHF 1,2306; euro/yen +0,02% a JPY 130,32.

Sui mercati delle commodities, i futures sul petrolio +0,38% a $106,96 al barile, oro -0,58% a $1.285.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro gli spread periferici ieri sono rimasti poco variati malgrado i buoni dati sul Pmi servizi di luglio. Il tasso decennale italiano dopo essere sceso fino al 4,22% dopo la pubblicazione del Pmi è risalito portandosi al 4,27%. Gli ultimi dati sul Pmi manifatturiero e servizi hanno confermato l’attesa di una ripresa del ciclo economico nell’ultima parte dell’anno più volte citata anche dal presidente della BCE Draghi.

Intanto il membro della Bce Praet ha dichiarato che il livello dei tassi non ha ancora raggiunto il minimo e che, qualora dovesse peggiorare l’outlook sulla stabilità dei prezzi, un ulteriore taglio del tasso di riferimento rimane un’opzione aperta.

Negli Usa tassi di mercato in rialzo dopo le buone indicazioni arrivate dall’indice ISM non manifatturiero di luglio, arrivato quasi ai massimi dell’anno con un netto balzo in avanti soprattutto della componente “business”. Allo stesso tempo a fine giornata Fisher, membro Fed non votante ed in passato forte sostenitore della necessità di rimuovere parte della politica accomodante, ha sottolineato come la partenza della riduzione del piano di acquisti sia sempre più vicina, aggiungendo che l’idea di un supporto continuativo da parte della Fed tenderebbe a creare effetti distorsivi sui mercati.

Il tasso decennale è pertanto tornato in prossimità del 2,65%, in vista anche della tornata di emissioni di 72Mld$, a partire da oggi con l’asta di 32Mld$ di titoli triennali. Oggi a fine serata è anche atteso il discorso di Evans, uno dei membri votanti Fed in passato tra i maggiori sostenitori della continuazione/espansione del piano di acquisti.

Al miglioramento delle economie sviluppate si contrappone invece una fase opposta delle economie emergenti, come evidenziato dall’indice Hsbc di luglio sull’attività economica di quest’area, posizionatosi sotto la soglia di 50 che delimita la fase espansiva da quella in senso opposto. In particolare anche nell’ambito del BRIC, tutti i paesi hanno presentato l’indice in territorio indicante contrazione. Il rialzo dei tassi sui Treasury ha ieri impattato anche sul comparto obbligazionario emergente, anche esso con tassi in rialzo.

Valute: l’euro continua a stazionare in prossimità della resistenza a quota 1,33 che rappresenta anche per oggi un livello importante. Questa mattina, le parole del capo economista BCE Praet sull’ipotesi di un taglio dei tassi, hanno fatto lievemente deprezzare l’euro portandolo vicino a 1,3250.

Yen in apprezzamento verso euro nonostante il rialzo della borsa nipponica. Il cambio resta compreso tra il supporto collocato presso 129 e la resistenza in area 132. Apprezzamento del dollaro australiano verso le principali valute nonostante il taglio di 25pb del tasso di riferimento da parte della RBA (già ampiamente scontato dal consenso di mercato). L’istituto ha ridotto il tasso di riferimento di 25pb portando al minimo storico del 2,50%.

Questa notte ha recuperato anche il dollaro neozelandese dopo che ieri aveva perduto terreno nei confronti della maggior parte delle valute mondiali in seguito alle notizie relative alle spedizioni di latte. La Cina avrebbe bloccato le importazioni dalla Nuova Zelanda dopo aver scoperto nel latte un batterio che causa il botulismo.

Yuan cinese in prossimità dei massimi da 19 anni verso dollaro Usa. La valuta più debole della giornata ieri è stato il real brasiliano, calato ai minimi da 4 anni verso dollaro Usa su timori di aumento dell’inflazione che potrebbe impattare negativamente su un’economia già debole.

Nuovo minimo storico della rupia indiana verso dollaro Usa ed euro. L’andamento è in parte la conseguenza di deflussi di capitale ed in parte il timore di uno stallo dal lato parlamentare in vista delle elezioni del prossimo anno.

INFORMAZIONI DI STAMPA SU TITOLI DI MPS CAPITAL SERVICES

AZIMUT – Il gruppo Azimut ha registrato a luglio una raccolta totale positiva per 193Mln€, di cui oltre 170Mln€ sui comparti dei fondi Lussemburghesi (AZ Fund 1 e AZ Fund Multi Asset). La raccolta totale da inizio 2013 è cresciuta a 1,7Mld€. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato ha superato i 21Mld€, di cui 19Mld€ circa fanno riferimento alle masse gestite.

BUZZI UNICEM – La società chiude il primo semestre con una perdita di 37,3Mln€, in calo rispetto all’utile di 3,6Mln€ dello stesso periodo di un anno fa. Stesso andamento per i ricavi nell’analogo periodo, in calo del 5,7% a 1,27Mld€. Il margine operativo lordo si riduce a 151Mln€ rispetto ai 201Mln€ del primo semestre 2012.

ENEL GREEN POWER – La società chiude un finanziamento per 100Mln$ con durata 5 anni che verrà erogato entro il 2013 con un tasso d’interesse in linea con il benchmark di mercato.

IMPREGILO – La società archivia il primo semestre in crescita, con utile netto a 133Mln€ dai -28Mln€ dello stesso periodo di un anno fa e con ricavi a 1,16Mld€ da 1,11Mld€ nell’analogo periodo. La posizione finanziaria netta si attesta a 60Mln€ dai 567Mln€ di fine 2012.

PIRELLI & C. – Il gruppo chiude il primo semestre con ricavi a 3,1Mld€, in crescita del 3,6% rispetto all’analogo periodo del 2012. Al contrario, l’utile netto nel secondo semestre è di 78Mln€ dai 94,9Mln€ dello stesso periodo di un anno fa. La posizione finanziaria netta è negativa per 1,73Mld€ circa, in crescita sia rispetto a fine 2012 (1,2Mld€) sia a fine giugno dello scorso anno (1,70Mld€). Per l’anno in corso, i ricavi totali sono stimati nel range 6,3-6,35Mld€.

SNAM – L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha approvato le tariffe di stoccaggio per l’anno 2014. Le tariffe per l’attività di stoccaggio 2014 sono determinate sulla base di ricavi di riferimento riconosciuti pari a 452,6Mln€.

TELECOM ITALIA – L’agenzia di rating Fitch abbassa il giudizio su Telecom Italia, da BBB a BBB- con outlook negativo. Nella nota si legge che “Il downgrade riflette il peggioramento delle condizioni nel business domestico di Telecom Italia a causa della pressione normativa, una continua guerra dei prezzi sul mobile e un contesto economico debole”. Inoltre, secondo l’agenzia, nel 2014 dovrebbe continuare l’erosione del cash flow della società.

HELLMAN & FRIEDMAN – Il private equità ha raggiungo un accordo per l’acquisizione del broker assicurativo Hub International. Il controvalore dell’operazione è di 4,4Mld$; secondo i dati Bloomberg, si tratterebbe della maggiore acquisizione di un broker assicurativo mai realizzato. Apax Partners acquistò Hub sei anni fa per circa 1,8Mld$.