Borsa Milano +1% con banche, Spread sotto 250

9 Ottobre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Il Ftse Mib chiude in rialzo di quasi un punto percentuale, trainata al rialzo dai bancari. Piazza Affari ha guadagnato lo 0,97% circa oltre 18.550 punti. Spread BTP-Bund a 10 anni sotto controlo sotto i 250 punti base, a fronte di rendimenti decennali al 4,20%. Telecom Italia sale ai massimi da febbraio.

A rasserenare i toni sul listino milanese contribuisce un ritrovato clima di fiducia per i paesi della periferia europea, alla luce dei collocamenti questa mattina del nuovo Btp sette anni e del trentennale spagnolo.

Il nuovo titolo italiano “è un’operazione di successo che in qualche modo rafforza il clima di fiducia su Roma dopo gli eventi politici della scorsa settimana”, commenta in una nota IG. A livello globale, prosegue IG, “a parità di rischio/rendimento non ci sono tante opportunità, oltre Italia e Spagna. I temi fiscali in Usa e la fuga dei capitali dai Paesi emergenti stanno riportando a un riposizionamento generale degli operatori verso la periferia dell’eurozona. Anche il comportamento dell’azionario sembra riflettere questa situazione, con i titoli finanziari che stanno sovraperformando gli indici settoriali a livello europeo”.

Sul fronte societario, dopo il downgrade di Moody’s a “junk”, spazzatura, il focus è sulla compagnia di tlc italiana. Il titolo cede in apertura, per poi snobbare il giudizio e registrare un rialzo pari a +6%. Tra i bancati bene MPS e le Popolari. Guadagnano oltre due punti percentuali Finmeccanica, A2A e Fondiaria SAI.

In generale, riguardo all’Italia, è attesa per la manovrina da 1,6 miliardi di euro che dovrebbe essere varata dal governo di Enrico Letta per riportare il rapporto deficit/Pil entro il tetto del 3% stabilito dall’Europa. Intanto l’Fmi ha dichiarato di prevedere per il pil italiano una contrazione -1,8% quest’anno e una ripresa e, parlando della disoccupazione troppo alta, ha avvertito sul rischio di tensioni sociali. L’istituto ha anche invitato la Bce a tagliare i tassi.

Sotto i riflettori i timori sul default Usa; i mercati sono riusciti a evitare forti cali nelle sedute precedenti, ma nelle ultime ore il nervosismo è stato evidente. D’altronde, il primo shutdown del governo federale in 17 anni rimane, e i Democratici e i Repubblicani non sembrano vicini a un accordo per innalzare il tetto sul debito; se un’intesa non sarà raggiunta entro il prossimo 17 ottobre, sarà default per gli Stati Uniti. Wall Street in preda ai sell, rischio default Usa peggiore dai tempi del crack di Lehman Brothers, anche se per gli investitori il default italiano viene considerato più probabile rispetto a quello americano.

Occhio però alla performance dell’indice della volatilità VIX, conosciuto anche come indice della paura, che si ha superato brevemente la soglia del 21%, attestandosi quasi al livello massimo del 2013, lo S&P 500 ha segnato il calo in due settimane peggiore in 11 mesi, dal novembre del 2012, ed è pari a -4,3%.

Riguardo ai mercati asiatici, bene il Nikkei della Borsa di Tokyo con +1,03%, Hong Kong giù con -0,65%, indice australiano piatto con +0,07%, Shanghai +0,37%.

Un elemento di sostegno a favore dei mercati è rappresentato dalla nomina di Janet Yellen a numero uno della Fed; Yellen è considerata una “coloma” dunque a favore di politiche monetarie di quantitative easing. Stasera, al riguardo, saranno rese note le minute relative all’ultima riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, quando Ben Bernanke stupì i mercati lasciando inalterato il programma di acquisti di asset per un valore di $85 miliardi al mese con cui assicura ampie iniezioni di liquidità al sistema finanziario.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, l’euro -0,32% a $1,3528, dollaro/yen +0,47% a JPY 97,32. Euro/franco svizzero +0,23% a CHF 1,2295, euro/yen +0,14% a JPY 131,66.

Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio -0,14% a $103,34 al barile, mentre le quotazioni dell’oro -0,51% a $1.317,50 l’oncia.

ANALISI MERCATI DI MPS CAPITAL SERVICES

Tassi & Congiuntura: in area Euro tassi tedeschi sostanzialmente invariati, a fronte di andamento in rialzo per quelli italiani e spagnoli sul comparto decennale. A pesare probabilmente anche l’annuncio di emissioni (un nuovo Btp a 7 anni in Italia ed un bonos a 30 anni nel caso spagnolo). Il flusso di emissioni in questi giorni è complessivamente molto denso, soprattutto sul comparto a 5 anni. Ieri è stata la volta dell’ESM che ha così inaugurato il piano di emissioni a m/l termine con un bond a 5 anni per 7Mld€ a fronte di una domanda di circa 21 Mld€. Regling, capo dell’ESM, ha commentato positivamente l’esito di questa prima emissione, aggiungendo che nel frattempo l’Irlanda sta discutendo le modalità di ritorno regolare sui mercati finanziari, in previsione della fine del piano di aiuti a dicembre.

Sempre sul comparto a 5 anni oggi è attesa l’emissione del titolo tedesco fino a 4 Mld€. Il forte flusso di emissioni si colloca in una settimana in cui è piuttosto elevato anche l’ammontare delle scadenze pari ad oltre 17 Mld€, in prevalenza dovute alla scadenza di un titolo tedesco per 16Mld€.

Ieri il FMI ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita mondiale sia per il 2013 (2,9% da 3,2%) che per il 2014 (3,6% da 3,8%). La motivazione del ribasso è legata prevalentemente alla revisione peggiorativa per il comparto emergente (circa 0,5% per il 2013 e 2014) oltre che più marginalmente anche per l’economia Usa.

Invariate invece le stime le stime per l’area Euro, così come anche per l’Italia: -1,8% nel 2013 e +0,7% per il 2014. Sul fronte macro ieri a sorpresa sono calati gli ordinativi tedeschi ad agosto su base mensile a causa del calo degli ordini stranieri; in aumento invece quelli domestici.

Negli Usa tasso decennale sostanzialmente stabile a fronte invece di un marcato rialzo dei tassi a brevissimo termine. I 30Mld$ del T-bill a 4 settimane ieri sono stati collocati al tasso di 0,35%, il maggiore dal 2008. A pesare in questo caso le incertezze collegate ai negoziati sull’innalzamento del tetto sul debito che sta comportando un innalzamento dei tassi di tutti i T-bill con scadenza nella seconda metà di ottobre.

Su questo tema è intervenuto ieri Obama, sottolineando i forti rischi nel caso di mancato accordo e dichiarandosi pronto ad accettare un accordo che contempli un innalzamento del tetto sul debito anche di breve termine, per dare più tempo ai negoziati senza causare effetti negativi sui mercati e per l’economia. Il portavoce dei repubblicani Boehner ha però respinto questa ipotesi, aggiungendo che la decisione sull’incremento del tetto sul debito deve essere accompagnata da misure per la riduzione del deficit.

Nel frattempo questa notte un portavoce della Casa Bianca ha preannunciato che oggi il presidente Obama ufficializzerà la nomina della Yellen nella carica di prossimo governatore della Fed. La Yellen è percepita dagli operatori come governatore favorevole alla continuazione delle misure di stimolo. Oggi l’attenzione sarà anche sui verbali Fed dell’incontro del 18 settembre, per comprendere meglio le ragioni del no tapering.

Valute: euro in apprezzamento questa notte fino a 1,36 dopo l’annuncio della nomina della Yellen e successivo deprezzamento questa mattina fino ad aera 1,35, in attesa dell’esito dei negoziati sul debito. La nomina della Yellen ha penalizzato lo yen che questa notte si è deprezzato verso tutte le principali valute mondiali.

Secondo Hamada, uno dei consiglieri del primo ministro Abe, la nomina del neo governatore Fed aumenta la probabilità di un rafforzamento dello yen verso dollaro a causa della possibilità di manovre espansive più prolungate negli Usa, con conseguente danno all’economia giapponese. Verso euro il cambio trova oggi un supporto a 131 e la resistenza a 133,50. Stabile l’euro verso franco svizzero.

Il presidente della banca centrale elvetica (SNB) ha dichiarato che l’istituto non è intervenuto da oltre un anno sui mercati valutari per proteggere il floor sul cambio. Tra le valute emergenti, prosegue la debolezza (comunque contenuta) del peso messicano che sta risentendo delle tensioni politiche negli Usa, principale partner commerciale del paese. In apprezzamento il rand sudafricano grazie ai flussi di capitali in entrata nel paese sui bond locali. Secondo i dati di JSE Ltd, gli investitori stranieri hanno acquistato bond sudafricani per il terzo giorno consecutivo.

Azionario: ancora una seduta negativa per gli indici azionari europei in una giornata dominata dalla situazione di stallo politico negli Usa. Dopo una partenza in positivo i principali listini hanno perso forza nel corso della seduta, in particolare dopo l’accelerazione al ribasso di Wall Street nella prima ora di contrattazione. A livello settoriale tutti principali comparti hanno chiuso in calo con le vendite maggiori che si sono concentrate sui settori health care e risorse di base. In Italia, l’indice Ftsemib è ancora una volta risultato il migliore in Europa chiudendo con una perdita di solo lo 0,3%. All’interno andamento misto per i titoli del settore bancario, mentre prosegue il rialzo di Finmeccanica (+1,8%). In mattinata apertura in lieve calo per gli indici europei con quelli periferici che però continuano a muoversi in controtendenza. Negli Usa undicesima seduta in calo delle ultime tredici per l’indice S&P 500, arrivato ai minimi da oltre un mese avvicinandosi all’importante supporto collocato a quota 1650.

Il dibattito tra repubblicani e democratici sul tema tetto sul debito non sembra affievolirsi e le dichiarazioni del presidente Obama non hanno di certo contribuito a tranquillizzare i mercati. Il nervosismo degli operatori continua a riflettersi in un forte rialzo della volatilità con l’indice Vix tornato sopra la soglia del 20% per la prima volta da fine giugno. In forte calo il Nasdaq (-2%), penalizzato dalle perdite di alcuni titoli tra cui Facebook che ha chiuso in calo di oltre il 6,5%.

A livello settoriale tutti i principali comparti, ad eccezione delle utility, hanno chiuso in calo con i maggiori ribassi che hanno colpito i settori telecomunicazioni e risorse di base. Sul fronte societario, la trimestrale di Alcoa ha battuto le stime degli analisti sia in termini di utili sia di ricavi portando il titolo a chiudere in rialzo di circa il 3% nella sessione after-hour.

Sul fronte emergente, lieve rialzo per l’indice MSCI EM favorito dall’andamento positivo dei listini asiatici e da quello russo favorito dall’andamento positivo delle quotazioni del greggio. Deboli i listini latinoamericani in scia ai ribassi a Wall Street. Durante la notte, seduta ancora piuttosto positiva per i listini asiatici con gli operatori che hanno probabilmente accolto favorevolmente l’annuncio della nomina della Yellen a nuovo governatore Fed. In rialzo di circa l’1% l’indice Nikkei favorito dal deprezzamento dello yen.

INFORMAZIONE DI STAMPA SUI TITOLI

BENI STABILI – La società ha annunciato il collocamento di obbligazioni equity linked per un valore nominale unitario di 230Mln€ che potrà eventualmente aumentare di 40Mln€. Le obbligazioni saranno emesse alla pari e la scadenza avrà durata 5,5 anni con cedola fissa annuale del 2,625%; l’emissione è prevista per il prossimo 17 ottobre.

BPER – La società ha collocato un cover bond da 750Mln€ con scadenza ottobre 2018 e cedola al 3,375%; la richiesta complessiva ha superato 1,6Mld€.

BUZZI UNICEM – L’agenzia di rating Standard & Poor’s ha confermato il giudizio a lungo termine sulla società e sulla sua controllata Dyckerhoff AG a “BB+”; confermato a “B” anche quello a breve per entrambe i gruppi.

FINMECCANINCA – L’agenzia di rating Moody’s ha dichiarato che la recente cessione della società di Ansaldo Energia rappresenta per il gruppo uno sviluppo positivo che però non è sufficiente a rivedere al rialzo il rating senior attuale del gruppo (Ba1).

GENERALI – La società ha ceduto l’intera quota (33,49%) del capitale sociale di Agorà Investimenti ad una controllata di Finanziaria Internazionale Holding (Finint); l’operazione ha un controvalore complessivo lordo di 60Mln€ circa. La vendita rientra nella strategia della compagnia di cedere attività non core e di ottimizzare l’allocazione del proprio capitale.

MEDIOLANUM – La società ha archiviato il mese di settembre con una raccolta netta totale in crescita di 49Mln€ e con un aumento dei fondi comuni di 128Mln€. Da inizio anno la raccolta complessiva è pari ad oltre 1,7Mld€ dall’1,93Mld€ circa dello stesso periodo di un anno fa; al contrario, per il settore dei fondi comuni la raccolta è cresciuta da inizio anno a 3,5Mld€ circa dall’1,3Mld€ circa.

TELECOM ITALIA – L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato il giudizio sulla società a “Ba1” (primo livello “junk”) dal precedente “Baa3”. La decisione scaturisce dalle dimissioni del presidente ed A.D. del gruppo Franco Bernabè e dall’incapacità dell’azienda di rafforzare il proprio stato patrimoniale. La compagnia ha ribadito a tale downgrade affermando che la società è solida, sia dal punto finanziario che industriale.

RCS – Secondo quanto riportato da Milano Finanza, la società avrebbe smentito l’ipotesi di un nuovo aumento di capitale; il gruppo avrebbe inoltre negato l’esistenza di un progetto per la fusione tra il Corriere della Sera e La Stampa.

ALCOA – La società chiude il terzo trimestre dell’anno con ricavi a quasi 5,8Mld$, in calo dell’1,2% rispetto allo stesso periodo del 2012. Al contrario, l’utile netto è di 24Mln$, in crescita rispetto sia alla perdita di 119Mln$ registrata nel trimestre precedente che a quella di 143Mln$ di un anno prima. I dati sono comunque risultati superiori al consenso degli operatori.

WAL-MART – La società rileverà la quota (50%) che Bharti Enterprises detiene nella joint venture comune in India.