Borsa Milano -1,75%, buca 18.000 punti. Schiaffi da Bce e dati Usa, corre l’euro

5 Dicembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – I dati migliori del previsto pubblicati negli Stati Uniti e le notizie provenienti da Francoforte, dove Draghi ha tagliato le previsioni sull’inflazione e ridimensionato le chance di una nuova iniezione di liquidità nel sistema bancario, hanno spinto in rialzo l’euro, mettendo invece sotto pressione i listini azionari europei. Particolarmente debole Milano, stabile invece il mercato dei titoli di Stato.

Nelle ultime sedute le piazze finanziarie mondiali hanno reagito negativamente alla pubblicazione dei dati macro Usa, nel complesso migliori delle attese. Anche prima che venissero annunciate le richieste per nuovi sussidi di disoccupazione e la revisione del Pil, risultato più alto del previsto, già con i numeri positivi su lavoro, vendita di nuove case e previsioni del Beige Book, gli operatori hanno incominciato a temere per l’avvicinarsi dello spauracchio del tapering, ovvero la riduzione della portata delle droghe della Fed. Tramite l’acquisto di titoli di stato Usa al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese, la banca sta attuando una manovra straordinaria ultra accomodante pensata per rilanciare l’economia.

La Borsa di Milano ha accelerato al ribasso dopo l’annuncio della Bce sui tassi di interesse di riferimento, che sono stati lasciati invariati al minimo storico dello 0,25%, e dopo la comunicazione del Pil del terzo trimestre degli Stati Uniti, rivisto rialzo a +3,6%, ritmo più alto dal primo trimestre del 2012. Ftse Mib chiude così a -1,75% sotto la soglia dei 18.000 punti.

L’impressione di manovre possibili, ma non imminenti sta lievemente impattando sul cambio riportando l’euro sopra la soglia di 1,3650. Vedendo allontanarsi la prospettiva di un nuovo taglio dei tassi o di altre iniezioni di liquidità, la moneta unica è salita anche fino a quota $1,3670 nel primo pomeriggio, mentre andava in scena la conferenza stampa di Draghi.

Tra i titoli bancari Mps ancora sotto pressione, così come Intesa. Tra gli altri settori, pesante Fiat. Osservati speciali i titoli Telecom e Saipem.

Sul fronte Bce, riviste al rialzo le previsioni sull’economia dell’area euro per il 2014 a +1,1%; l’Eurotower prevede +1,5% per il 2015. Tagliato l’outlook sull’inflazione. Draghi ha promesso che i tassi potranno essere portati a un livello anche inferiore rispetto a quello attuale, e che la Bce è pronta a “valutare tutti gli strumenti necessari” per far fronte alla perdurante debolezza dell’economia dell’Eurozona.

Riguardo al Pil Usa, contrastate le indicazioni del dato. Innegabile tuttavia che un rialzo al tasso più alto dal primo trimestre del 2012 porta gli investitori a guardare con maggiore timore al rischio di un tapering già nella riunione del Fomc – braccio di politica monetaria della Fed – del 17-18 dicembre.

Focus anche sulla Spagna, dopo la decisione dell’agenzia di rating Moody’s di alzare il suo outlook da “negativo” a “stabile”, seguendo la stessa decisione presa da S&P la scorsa settimana.

Un altro giudizio di Moody’s, negativo, riguarda le compagnie di assicurazioni italiane, che sarebbero secondo l’istituto troppo esposte verso il debito italiano. Questo, qualche ora dopo che il ministro per l’economia Fabrizio Saccomanni, in missione in Usa, ha affermato che “per gli investitori esteri e americani in particolare, c’è un interesse operativo tradizionale sui nostri titoli di Stato”, parlando di interesse di Wall Street verso l’Italia.

Più in generale sulle condizioni dell’Europa, un alert arriva da Standard& Poor’s, che afferma che l’area non è fuori pericolo.

Sul fronte del mercato dei titoli di stato, spread Btp-Bund -0,36% a quota 232,12 punti base, a fronte di un rendimento decennale che nelle ultime sedute è tornato a salire, e che oggi fa +0,70% al 4,18%.

Brutta seduta per la borsa di Tokyo, che ha ceduto -1,50%.

Vendite anche nel resto dell’Asia, con Hong Kong -0,18%, indice australiano -1,44% (al minimo di chiusura in sette settimane, dopo che i numeri sul deficit di ottobre si sono confermati maggiori delle stime), Shanghai -0,21%, indice coreano Kospi -0,10%. Eccezione l’indice indiano Sensex, che ha testato un nuovo record assoluto.

ALTRI MERCATI – In ambito valutario, euro balza con decisione con +0,40% a $1,3647. Dollaro/yen -0,38% a JPY 101,96; euro/franco svizzero +0,02% a CHF 1,2268, euro/yen +0,01% a JPY 139,13.

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio +0,17% a $97,37 al barile, quotazioni dell’oro -1,94% a $1.224 l’oncia.