Borsa Milano +1,2%: Popolari volano, Eni cede terreno

19 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano chuude in solido rialzo, con il listino Ftse Mib che sale +1,17% a 19.480,53 punti, in attesa della riunione della Bce, in calendario giovedì 22 gennaio. Le attese per l’abolizione del voto capitario mettono le alti alle banche italiane e in particolare le Popolari e MPS. Il mercato scommette in un’ondata di fusioni e acquisizioni nel settore bancario.

Il lancio del QE ormai viene dato per certo dagli operatori di Borsa. Buy sulle banche, soprattutto sulle Popolari, con progressi suoperiori al 14%. Bper è stata sospesa durante la mattinata per eccesso di rialzo. Pop Milano fa +14,89%, Ubi Banca +9,68%, Banco Popolare +8,33%, Pop Emilia +8,51%. Balzano anche gli istituti più piccoli come Credito Valtellinese e Pop Etruria.

In rialzo anche Mps e Carige, sempre sull’ipotesi M&A. Equita non esclude “che l’obiettivo della riforma possa essere quello di agevolare il consolidamento di Mps e Carige”.

In Europa, le borse si sono portate ai massimi di 7 anni. La Borsa di Zurigo rimbalza e arriva fino a guadagnare il 3,5%, favorita dal deprezzamento del franco sull’euro.

Portando concorrenza all’interno del sistema bancario nazionale, eliminando la norma “un azionista, un voto”, il governo Renzi potrebbe riuscire a contrastare gli interessi localistici e risolvere non solo i problemi delle Popolari, ma sciogliere anche l’annoso nodo MPS.

Sul fronte valutario, dopo la decisione della Swiss National Bank di togliere il tasso minimo di cambio con l’euro, il franco svizzero perde terreno (successivamente ai corposi rialzi su euro e dollaro la scorsa settimana). Dollaro/franco svizzero +1,97% a CHF 0,8741; euro/franco svizzero +2,52% a 1,0162. Nei confronti del dollaro, l’ euro +0,49% a $1,1625. Dollaro/yen -0,13% a JPY 117,46. Euro/yen +0,43% a JPY 136,55.

Occhi puntati a quanto accaduto in Asia, con lo Shanghai Composite Index che è crollato fino a -7,7% durante la seduta, azzerando i guadagni del 2015. La stretta delle autorità di regolamentazione sul trading a margine ha provocato un’ondata di vendite sui titoli finanziari.

L’avversione al rischio ha premiato i bond giapponesi, che hanno visto i rendimenti decennali scivolare al minimo record, allo 0,205%, riportando la flessione più forte da novembre. Un sondaggio di Bloomberg rivela come 26 economisti su 33 ritengano che la Bank of Japan espanderà di nuovo gli stimoli monetari, entro la fine di ottobre.

Altri listini asiatici: Nikkei +0,89%, Seoul +0,77%, Sidney +0,19%, Hong Kong -1,79%.

Tra le materie prime piatto l’oro che oscilla attorno ai massimi di 4 anni e fa -0,04% a $1.276 l’oncia. I futures sul greggio -1,52% a $47,95, Brent -1,32% a $49,51.

(Lna-Dac)