Borsa Milano -0,80%, occhio alla relazione tra Dax ed euro

25 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Borsa Milano chiude negativa, indice Ftse Mib cede -0,81% a 23.145 punti.

Gli investitori preferiscono non assumere rischi nonostante gli ultimi dati positivi sulla fiducia delle aziende tedesche nell’economia principe d’Europa.

“La forza della Germania è una buona notizia per il resto dell’Eurozona, sebbene la ripresa più solida in paesi come Spagna e anche Italia significhi che questi potrebbero essere meno dipendenti dalla domanda tedesca, rispetto al periodo nero della crisi del 2011/2012”, ha commentato in una nota riportata da MarketWatch Christian Schulz, senior economist presso Berenberg.

Inoltre Richard Perry, analista di mercato presso Hantec Markets, ha scritto in un commento inviato per email che l’indice azionario Dax “si sta generalmente allineando al cambio euro/dollaro in questo momento”, nel senso che un rialzo dell’euro contro il dollaro “ha un impatto negativo sulle società esportatrici, che incidono pesantemente sulla composizione del Dax”. E l’euro ha appunto guadagnato terreno, proprio sulla scia del buon dato tedesco, relativo all’Ifo. Eur/usd +0,38% a $1,0966; dollaro/yen -0,21% a JPY 119,47; euro/franco svizzero +0,49% a CHF 1,0517. Euro/yen +0,14%, a JPY 130,97.

Sull’indice Ftse Mib titoli delle banche popolari quotati sull’indice fanno dietrofront, dopo un entusiasmo che fin dall’inizio non era stato certo sinonimo di performance stellare, nonostante il passaggio della riforma al Senato.

D’altronde, è possibile che la notizia fosse ormai scontata da tempo. Bper +0,25%, BPM -0,73%, BP invariata. Tra altri titoli bancari, Mps -1%, Unicredit -0,47%. Tra i titoli di altri settori scambiati sul Ftse Mib Autogrill -2,95%, Finmeccanica -2,62%, FCA -0,99%, Tenaris +1,69%, molto male Stm con -4,44%.

Male Mediaset -1,73%, con l’annuncio del dividendo che non scalda il mercato. Il gruppo media ha pubblicato i conti dell’esercizio 2014 ieri. Contrastate le opinioni degli analisti

Recupera Pirelli, +0,71% dopo le indiscrezioni di stampa secondo cui non ci sarà dividendo straordinario. In questa ipotesi, tenendo conto della cedola attesa, il prezzo è leggermente superiore a quello dell’Opa, ma non tale da rappresentare un disincentivo ad aderire all’offerta.

Focus anche su Telecom Italia, dopo la notizia secondo cui gli spagnoli di Telefonica usciranno dal suo capitale. Titolo -1,36%. Male anche Moncler, -2,63%.

L’indice principale della Borsa di Atene ha fatto oggi un balzo fino a +3,6% ai massimi di due settimane: il mercato crede nello sblocco dello stallo nelle trattative tra governo e creditori europei. Lo stesso numero uno della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ammette: “Ero molto preoccupato nelle ultime settimane perché non c’era stato alcun progresso. Ma ora siamo tornati su un processo normale e credo che arriveremo a una conclusione vantaggiosa per tutti”. L’economia della Germania sta provando a tirare l’Eurozona fuori dal pantano, ma a prescindere dallo stato di salute dell’economia, sullo sfondo rimane sempre la crisi del debito greco.. Secondo una fonte bancaria, la Bce ha comunque alzato il tetto della liquidità di emergenza (Ela) per gli istituti di credito ellenici a 71 miliardi di euro dai precedenti 69,8 miliardi. Il capo economista della Bce, Peter Praet, ha però lanciato un chiaro messaggio ai politici greci, invitando loro a una “disciplina verbale” per evitare forti tensioni politiche e sui mercati.

In Asia Tokyo e Shanghai rallentano il ritmo dopo i rialzi visti di recente. Sono i titoli delle aziende attive nei beni al consumo e nei materiali di base a sostenere le Borse. Il Nikkei fa +0,17% a 19.746 punti. I rialzi odierni hanno permesso all’indice MSCI della regione di recuperare le perdite di ieri, spingendo il paniere sui massimi di sei mesi.

Il listino di riferimento fa +0,2% a 148,98 punti. Su anno è in progresso del 7,8% con le valutazioni di Borsa che sono pari a 15 volte le stime sugli utili, il massimo da maggio 2010, ma un livello ancora inferiore tutto sommato a quello delle società quotate sullo Standard & Poor’s 500 americano, pari a 17,7.

Tra le materie prime, i futures sul greggio +1,62% a $48,28 al barile, Brent +1,13% a $55,73. Oro +0,45% a $1.196,80. Argento +0,10% a $17.

(DaC-Lna)