Borsa inflazionata, Shiller: livello mio indice allarmante

30 Giugno 2017, di Daniele Chicca

L’indice Shiller Cape Ratio dei prezzi degli asset finanziari, una sorta di indice P/E più preciso e affidabile, si trova su “massimi insoliti”, su “livelli preoccupanti” che non si vedevano dal 1929 e dal 2000, anni che hanno coinciso con crisi economiche drammatiche. È lo stesso inventore del parametro, il premio Nobel Robert Shiller, a dichiararlo.

 

“Dal 1881 a oggi l’unica volta nella storia in cui l’indice Cape Ratio si trovava su livelli più alti correvano gli anni 1929 e 2000. Stiamo parlando di un livello dunque storicamente elevato, che deve preoccupare“.

Il rapporto tra i prezzi di Borsa attuali e gli utili aziendali degli ultimi dieci anni, con i valori adattati all’inflazione, ha superato le 30 unità per la prima volta da settembre 2001. Il suo creatore, il professore di economia alla Yale School of Management, ha lanciato pertanto un appello agli investitori perché mantengono una certa cautela nelle loro scelte di investimento in un mercato così “insolito”.

In passato, sottolinea Shiller, l’indice è salito su livelli allarmanti senza che si consumasse un collasso dei mercati. “Nella storia dei mercati azionari, ha scambiato su un valore più alto solo tra giugno 1997 e settembre 2001, quando la farsa dell’universo dot com è scoppiata”.

Per chi volesse rimanere esposto all’azionario ci sono fortunatamente opportunità di guadagno su mercati che non siano quelli statunitensi, puntualizza Shiller. “Il mercato americano è sopravvalutato ma non significa che va evitato tutto. Si può investire all’estero, considerando che gli Usa hanno una Borsa che scambia su prezzi più alti rispetto agli altri paesi”.

Lo stesso discorso vale per un’analisi settore per settore: non tutti i comparti scambiano su valutazioni storicamente eccessive.