Boom sterlina e immobiliare Londra al capolinea?

9 Gennaio 2014, di Redazione Wall Street Italia

SIENA (WSI) – Tassi & Congiuntura – in area Euro tassi complessivamente in rialzo ad eccezione del decennale spagnolo che ha beneficiato dell’annuncio di emissioni nette 2014 in calo rispetto al 2013 (65Mld€ vs circa 72Mld€).

I dati macro hanno confermato il miglioramento sul fronte macro, come testimoniato ad esempio dal rialzo superiore alle attese delle vendite al dettaglio dell’area di novembre, con buone performance anche in ambito periferico come nel caso spagnolo e soprattutto portoghese.

Migliori delle attese anche gli ordinativi all’industria tedesca dello stesso mese, trainati da un buon andamento sia della domanda interna sia da quella estera.

Sul fronte emissioni, il Portogallo ha annunciato un sindacato per l’emissione di un nuovo titolo a 5 anni. Oggi sono anche attese le emissioni della Spagna (fino a 5Mld€, tra cui anche in questo caso un nuovo titolo a 5 anni) e della Francia (fino a 8,5Mld€).

Oggi il focus sarà sulla conferenza stampa di Draghi, chiamata a fare il punto dopo l’ennesimo calo dell’inflazione di dicembre, in modo particolare quella core che ha segnato il nuovo minimo storico a 0,7%. Il tenore delle parole di Draghi sarà importante per delineare l’entità e la tipologia delle nuove possibili manovre della BCE nei prossimi mesi, al fine anche di controbilanciare i potenziali effetti negativi sull’economia derivanti dall’Asset Quality Review.

Attesa anche la riunione della BOE: in questo caso il focus degli operatori è su eventuali cambiamenti degli obiettivi in tema di tasso di disoccupazione. Il recente forte calo di questo dato renderebbe possibile raggiungere il target del 7% già nel corso del quarto trimestre del 2014, alimentando potenzialmente l’aspettativa di un rialzo dei tassi.

Negli Usa tasso decennale in rialzo, raggiungendo nuovamente la soglia del 3% grazie da un lato alle favorevoli indicazioni sul fronte occupazione (il sondaggio Adp è risultato migliore delle attese) e dall’altro al contenuto delle minute dell’incontro Fed di dicembre, da cui è emersa l’intenzione diffusa di proseguire con il tapering partito a gennaio.

Verosimilmente la possibilità o meno di superamento della delicata soglia del 3% sarà affidata al tenore dei dati sul mercato del lavoro di domani. Nel frattempo, il credito al consumo di novembre ha continuato il trend crescente arrivato a 3087Mld$, grazie soprattutto ad un recupero della componente non revolving, nell’ambito della quale si collocano i prestiti per le auto e gli student loans.

Valute: euro in prossimità di 1,36 vs dollaro, confermando la sostanziale tenuta del supporto in area 1,3550/80, in attesa delle parole di Draghi di oggi, importanti per ipotizzare una prosecuzione del deprezzamento dell’euro fino ad area 1,34 oppure un rimbalzo in prossimità di 1,3650. Andamento piuttosto stabile per lo yen verso euro e dollaro Usa nonostante il marcato calo della borsa giapponese. Verso euro restano validi i livelli indicati ieri: supporto a 141,50 e resistenza in prossimità di area 143-143,50.

Sterlina in apprezzamento verso la maggior parte delle principali valute su segnali di salute del settore immobiliare, in attesa della riunione della BOE di oggi dalla quale non sono attese modifiche alla politica monetaria.

Sul fronte emergente yuan cinese in lieve deprezzamento verso dollaro Usa dopo che l’inflazione di dicembre è calata oltre le attese a causa del ribasso dei prezzi alimentari. Prosegue il calo tendenziale dei prezzi alla produzione cinesi, in territorio negativo da quasi 2 anni consecutivi.

Le vendite hanno colpito il real brasiliano ed il rand sudafricano, mentre gli acquisti si sono concentrati sul won sudcoreano, che ha così recuperato parte delle perdite della settimana precedente. La banca centrale sudcoreana stanotte ha lasciato invariato il tasso di riferimento segnalando la forza dell’economia locale nonostante il deprezzamento dello yen sia visto come una minaccia per le società coreane.

Commodity: ieri è calato nuovamente l’indice generale delle materie prime (GSCI ER -0,8%) dopo il lieve rimbalzo di martedì con tutti i principali settori che hanno chiuso in territorio negativo. Il comparto peggiore è stato quello agricolo (-1,5%) penalizzato dai ribassi dei cereali. Sia il grano Usa che il mais hanno perso oltre il 2%, calando rispettivamente ai minimi da fine 2011 e da 40 mesi sulla speculazione che l’Usda questa settimana segnalerà un’ampia abbondanza di offerta mondiale (in pubblicazione domani pomeriggio). In calo anche lo zucchero grezzo, ai minimi dal luglio 2010. In controtendenza il caffè arabica (+3,1%). Male anche il settore energia (-0,7%) penalizzato dal ribasso del greggio Wti dopo l’aumento settimanale superiore delle attese delle scorte Usa di benzina e distillati a causa di una domanda in ridimensionamento. In negativo anche i metalli preziosi (-0,4%) e non ferrosi (-0,3%).

Azionario: seduta di ieri tendenzialmente negativa per i listini europei con gli operatori che hanno preferito prendere profitto dopo il forte rally delle ultime settimane. Dopo un’apertura positiva è prevalsa la cautela tra gli investitori, in vista della riunione della BCE, con tutti i principali indici che hanno chiuso in calo ad eccezione di Ibex e SMI svizzero.

A livello settoriale è proseguita comunque la corsa del settore finanziario ed in particolare di quello bancario salito ai massimi da oltre due anni e mezzo; buon andamento anche per il settore tecnologico mentre tra i peggiori comparti all’interno dell’indice Stoxx 600 troviamo utility e beni di consumo.

In Italia, l’indice Ftsemib ha chiuso la seduta in lieve calo dopo aver toccato in apertura nuovi massimi dall’estate del 2011. Al suo interno ancora un buon andamento per il comparto bancario, mentre le vendite hanno colpito principalmente il settore del lusso con Ferragamo in calo di oltre il 5%. In mattinata apertura debole per i listini europei.

Negli Usa seduta di ieri interlocutoria per i principali indici che hanno chiuso in territorio negativo ad eccezione del Nasdaq. Il sondaggio ADP sull’occupazione nel settore privato ha confermato il buon andamento del mercato del lavoro Usa in attesa dei dati generali in pubblicazione domani, ma allo stesso tempo ha aumentato le attese che la FED possa proseguire con il piano di riduzione del QE. A livello settoriale gli acquisti hanno favorito il comparto health care e le risorse di base, mentre le vendite hanno colpito principalmente telecomunicazioni ed energetici. Sul fronte emergente, seduta leggermente positiva per l’indice MSCI EM favorito dal buon andamento dei listini asiatici mentre andamento debole dei listini dell’Est Europa, in particolare quello turco e dalla borsa messicana. Durante la notte sono tornate le vendite sui listini asiatici con il solo listino australiano che è riuscito a chiudere la seduta in rialzo. I cali maggiori hanno interessato la borsa giapponese e quella cinese, scesa sui minimi da cinque mesi.

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