Notz Stucki, come riposizionare bond a tassi negativi in portafoglio

2 Settembre 2019, di Alberto Battaglia

Da inizio anno la performance dei bond è stata talmente elevata da superare, in alcuni casi, quelle del comparto azionario di riferimento (grafico in basso). Il rally, motivato dalle incertezze sull’economia globale e dalle tensioni sul fronte commerciale, ha spinto gran parte dei rendimenti obbligazionari in territorio negativo, con bond per un controvalore di 16mila miliardi di dollari attualmente a interessi negativi (i prezzi dei bond si muovono nella direzione opposta a quella dei rendimenti).

E’ dunque il momento favorevole per uscire dal mercato obbligazionario? Secondo la società d’investimento svizzera Notz Stucki la risposta è sì. “Per i ‘coraggiosi’ che ancora hanno bond in portafoglio, il consiglio è vendere”, con la possibilità “di portare a casa i profitti conseguiti in caso di performance positive”, ha scritto la società in una nota del 30 agosto. Secondo Notz Stucki la convinzione “che nel prossimo futuro inizierà una fase di recessione economica”, sta spingendo i mercati verso “bond a tassi negativi”, incrementando di conseguenza le performance del comparto obbligazionario.

L’altro suggerimento operativo della società ginevrina è di “focalizzarsi su titoli azionari di business solidi, capaci di generare profitti nel lungo periodo, incrementare i ricavi” e “che abbiano al tempo stesso delle valutazioni ragionevoli in termini di rapporto tra prezzi e utili”.

Due settimane fa Pimco, per bocca del suo direttore investimenti, Dan Ivascyn aveva avvertito dei rischi insiti nel mercato obbligazionario, sul quale si potrebbe scatenare una violenta ondata di vendite nel caso venisse raggiunto l’accordo commerciale fra Cina e Usa. Questa svolta, infatti, non potrebbe che favorire le valutazioni delle classi di attività più rischiose a discapito dei bond.

“Nonostante il clima di tensione attuale”, conclude Notz Stucki, “esistono sempre delle opportunità per ottenere performance e al tempo stesso proteggersi dai rischi. Non si tratta solo di posizionarsi in modo opportuno in termini di asset allocation, ma anche in termini di selezione dello strumento di investimento da inserire nel portafoglio”.