Bond Emergenti, la classe di asset da cui è meglio stare alla larga

18 Luglio 2018, di Mariangela Tessa

Il debito dei mercati emergenti resta un buon investmimento in una prospettiva di lungo termine, ma nel breve periodo meglio stare alla larga. È quanto sottolineano gli analisti di Fidante Capital secondo cui questa assett class appaare sovrastimata dai mercati finanziari alla luce dei rischi che sono aumentati negli ultimi mesi.

A partire dall’apprezzamento del dollaro, causato a sua volta dall’aumento dei tassi di interesse. La Federal Reserve ha già aumentato i tassi due volte quest’anno e il mercato prevede altri due aumenti da 25 punti base a settembre e dicembre.

“Mentre la Fed continua ad aumentare i tassi, il differenziale dei tassi di interesse tra il debito dei mercati emergenti in valuta locale e il debito in dollari USA si restringe”, si legge in un report della società che spiega che come la “ripresa dei rendimenti del debito dei mercati emergenti in dollari USA sia diventata meno allettante alla luce dei maggiori rendimenti per il debito societario investment grade negli Stati Uniti”.

In particolare, il rapporto afferma che i paesi più vulnerabili a un dollaro USA più forte sono l’Argentina, la Turchia, l’Indonesia e la Colombia mentre il Brasile, l’India e la Thailandia erano meno grazie al loro debito più localizzato.

“Anche se non prevediamo una significativa crisi del debito dei mercati emergenti nel prossimo futuro, è chiaro che la vulnerabilità dei mercati emergenti è aumentata notevolmente negli ultimi anni”, si legge ancora nello studio.

Le prospettive cambiano se si considera un’ottica di lungo periodo.

“Riteniamo che le azioni dei mercati emergenti e il debito dei mercati emergenti presentino alcune delle migliori prospettive di rendimento per gli investitori con un orizzonte di cinque anni o più” conclude il report.