Bond con tassi negativi hanno raggiunto quota $2.400 miliardi

18 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – In Europa i titoli di Stato con rendimenti negativi hanno raggiunto i 1.900 miliardi di dollari. Quelli scambiati sui mercati hanno raggiunto quota 2.400 miliardi nel complesso a fine febbraio.

“I confini dell’impensabile sono assai elastici”, ha rilevato Claudio Borio, capo del dipartimento monetario ed economico della Banca dei regolamenti internazionale nel rapporto trimestrale dell’istituzione.

E rispetto a fine febbraio “la tendenza discendente non si è fermata. Gli ultimi dati indicano che i rendimenti francesi, tedeschi e svizzeri sono negativi per le scadenze fino a quattro, sei e 10 anni rispettivamente”.

Una “situazione senza precedenti”, secondo Borio, la cui causa non è difficile da trovare. “Da qualche tempo ormai le banche centrali hanno allentato aggressivamente la politica monetaria nell’intento di non mancare gli obiettivi sanciti dal loro mandato, non da ultimo in termini di inflazione”.

“Di recente è stata la Bce a intraprendere la misura più aggressiva, sorprendendo i mercati con le dimensioni e la scadenza indeterminata del suo programma di acquisti su larga scala di attività finanziarie. Ma dagli inizi di dicembre sono state più di 20 le banche centrali che hanno allentato la politica monetaria, anch’esse spesso cogliendo di sorpresa i mercati”.

La banca ha messo anche in guardia dal protrarsi delle politiche ultra accomodanti messe in campo dalle Banche centrali. “Se si continuerà a procedere su questo cammino che non ha precedenti, i confini tecnici, economici, giuridici e persino politici verranno senz’altro messi alla prova”, ha affermato Claudio Borio, capo economista della Bri nell’analisi trimestrale diffusa dall’istituzione, che ha sede a Basilea.

“Sarà necessario tenere gli occhi aperti, poiché le conseguenze sarebbero rilevanti, per il sistema finanziario e non solo”.

Secondo Borio “le azioni delle Banche centrali hanno dimostrato che la cosiddetta soglia zero dei tassi di interesse è alquanto permeabile. I tassi ufficiali negativi sugli orizzonti brevi, affiancati in alcuni casi da acquisti su larga scala di attività finanziarie sugli orizzonti lunghi – ha rilevato – hanno spinto tanto i premi a termine quanto i rendimenti nominali fermamente e ulteriormente in territorio negativo”.

(DaC)