Bond, analista: è una “bolla colossale”

27 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Il mercato non è buono per l’obbligazionario americano e non c’è più domanda ‘fisiologica’ per i titoli di Stato americani a lunghissimo termine: è un dato di fatto. Il fatto che il mercato obbligazionario si trovi in uno stato di “bolla colossale”, invece, è un’affermazione – condivisa da molti trader – di Peter Boockvar, chief market analyst del Lindsey Group, che in un intervento ai microfoni della CNBC ha spiegato i fattori alla base del suo ragionamento.

Il selloff dei rendimenti dei titoli obbligazionari e il relativo balzo dei prezzi in Europa, Stati Uniti e Giappone è legato alle manovre delle banche centrali. “La gente compra Treasuries non per i rendimenti ma per i capital gain, qualcosa che non è mai successo prima“, secondo Boockvar, analista del gruppo di ricerca specializzato nei mercati e nell’economia macro.

“Se il decennale Usa scambiasse in linea con lo stato di salute dell’economia sarebbe in calo e non in rialzo”, secondo lo strategist. “Quello che sappiamo è che ci troviamo nel bel mezzo di una bolla epica di proporzioni astronomiche“. Quando questa fase terminerà non ho idea di cosa succederà ma una cosa è sicura per Boockvar: la bolla è colossale nei mercati creditizi globali.

Il rendimento del decennale Usa ieri perdeva nove punti base all’1,37% durante l’intervento dell’analista. In una settimana hanno ceduto più del 7%. Se domani la bolla scoppia, i bond europei saranno probabilmente i primi a saltare. Secondo il consulente di Allianz Mohamed El-Erian mantenere i tassi dei bond così bassi tanto a lungo rischia di creare bolle di prezzo.

Quello che l’ultima crisi delle due banche venete ci sta dicendo, sempre secondo Boockvar, è che “le misure di stimolo monetario delle banche centrali stanno distruggendo la redditività delle società del credito e magari un giorno Draghi e Kuroda si renderanno conto di aver commesso un errore e metteranno fine al regime dei tassi zero o negativi”.