Bolzano il capoluogo più caro d’Italia: ecco la classifica

20 Gennaio 2020, di Alessandra Caparello

Il capoluogo più caro d’Italia è Bolzano dove nel 2019 l’inflazione media record dell’1,3% produce per una famiglia tipo una stangata pari a 392 euro su base annua. Così emerge da uno studio condotto dall’Unione Nazionale Consumatori che ha stilato una classifica delle città più care del 2019.

La classifica della città più care d’Italia

Dopo Bolzano sul podio troviamo Modena dove l’incremento dei prezzi all’1,1% fa registrare una spesa annua supplementare di 307 euro. Al terzo posto Trapani, dove l’inflazione record dell’1,5%, implica un’impennata del costo della vita pari a 305 euro. A seguire Bari dove su una famiglia grava un salasso di 270 euro per base annua, e Brescia dove il carico fiscale per un nucleo familiare ammonta a 260 euro.

Le 3 città con i minori rincari del 2019 sono, invece, Ancona, che con Perugia vanta l’inflazione media più bassa, +0,1%, e che registra, per una famiglia tipo, un aggravio annuo di spesa di appena 22 euro, Perugia con 23 euro e, in terza posizione, Sassari, dove la seconda inflazione più bassa (+0,2%) genera un esborso aggiuntivo di soli 41 euro.

“Anche se nel 2019 l’inflazione media dell’Italia è dimezzata rispetto al 2018 e al 2017, da +1,2% a +0,6%, ed è relativamente bassa, ci sono ben 24 capoluoghi di provincia che hanno un’inflazione superiore e rincari che hanno messo in difficoltà le famiglie, che certo non hanno avuto aumenti di stipendi commisurati al rialzo del costo della vita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Le disparità sul territorio sono enormi. Un residente a Bolzano lo scorso anno ha avuto rincari superiori di 370 euro rispetto a uno di Ancona. Differenze spropositate anche all’interno della stessa Regione, superiori anche a 200 euro, come in Trentino (294 euro tra Bolzano e Trento) ed in Sicilia (224 euro tra Trapani e Caltanissetta).
Per una famiglia media italiana la spesa è salita lo scorso anno di 145 euro. Nel Nord-Ovest, la ripartizione con i maggiori rincari, l’incremento si attesta a 187 euro, mentre nelle Isole, la più virtuosa, si ferma a 117 euro” conclude Dona.