Bollorè punta Generali via Mediobanca: fantafinanza o realtà?

8 Agosto 2016, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI) – Sembra fantafinanza ma potrebbe essere reale l’indiscrezione che il quotidiano La Stampa ha pubblicato e che riguarda Vincent Bollorè: il magnate francese è pronto a diventare il capo indiscusso di un colosso mondiale delle assicurazioni, fondendo insieme la francese Axa e l’italiana Generali.

Il finanziere bretone, presidente del Cda della holding Havas, il sesto gruppo mondiale nel settore delle Tlc, uno degli uomini più ricchi d’Europa, è conosciuto in Italia per la scalata di Vivendi in Telecom Italia e poi su Fininvest Mediaset che si è conclusa con un dietrofront clamoroso di Bollorè. Questo ha provocato uno strappo nel rapporto di amicizia con Silvio Berlusconi e famiglia.

Tornando alla compagnia del Leone di Trieste, tra gli interessi del finanziare francese ci sarebbe il pacchetto di Mediobanca e il 13% che la banca di Piazzetta Cuccia detiene in Generali. Bollorè vorrebbe salire fino al 22-23% di Mediobanca e poi esercitare un controllo sulla compagnia triestina.

“In effetti, è il ragionamento, ci sono un paio di pacchetti azionari che potrebbero trovarsi sul mercato: quello di Unicredit e quello di Mediolanum, che consentirebbero a Bolloré di arrivare più o meno a quella quota. Il primo è pari all’8,5% e l’ad di piazza Gae Aulenti, Jean-Claude Mustier (francese anche lui, manco a dirlo) sta cercando di rafforzare il capitale anche attraverso dimissioni di partecipazioni. Il secondo vede coinvolto il gruppo Fininvest, socio forte di Mediolanum assieme alla famiglia Doris. La quota potrebbe finire come merce di scambio in una pace tra Silvio e Vincent dopo la guerra scoppiata per l’affare Premium. Ma, spiegano alcune fonti, Unicredit vendendo si farebbe carico di una minusvalenza intorno ai 200 milioni. Più facile che Bolloré o chi per lui possano salire comprando direttamente sul mercato”.

Scopo di Bollorè e fondere insieme le due società Generali e Axa, creando un colosso con un fatturato di 170 miliardi di euro e oltre 10 miliardi di utile operativo che eserciterebbe un monopolio nel settore europeo. Da qui la difesa italiana di Generali sarebbe pronta a scendere in campo: da Caltagirone a Del Vecchio fino a De Agostini, i vecchi soci si potrebbero coalizzare arrivando almeno al 10% del capitale.

“Caltagirone è già vicino al 4% e intenzionato a salire fino al 5%. Del Vecchio è oltre il 3% e De Agostini, seppur abbia ridotto la partecipazione, è sotto al 2%. Una quota non distante dal 13% di Mediobanca, tale da far sentire tutto il suo peso se i timori dei palazzi della politica si dovessero concretizzare”.

Le indiscrezioni sulle manovre di Bollorè stanno facendo correre i titoli Generali in Borsa (+1%).

Fonte: La Stampa